Quattropassi nel Liberty: ancora la zona Magenta

L’ampia zona appena a nord di corso Magenta è una delle più ricche di edifici Liberty, eleganti pur nelle scelte architettoniche ardite, come l’ asimmetria e le facciate dipinte e molto decorate.

Tutti questi gli edifici, costruiti tra gli inizi del Novecento e il 1914, sembrano proporsi in una sfilata fatta per colpire chi guarda anche nei particolari di pregio come portoni, cancelli e androni.

In questi nostri quattropassi troviamo un altro tassello per capire il carattere della nostra città, che ha sempre cercato di vivere il suo tempo, senza invecchiare cristallizzata nel passato. Ecco un esempio di Liberty 2021, un bellissimo murale ispirato a Gaudì, apparso da poco su una parete dello stabile al numero 111 di corso di Porta Romana.

Tornando alla zona Magenta, lasciamo a chi lo vorrà il piacere di scoprire i particolari delle belle case di queste vie. Ecco alcuni suggerimenti.

via Mascheroni 19 – casa Berni (o Palazzo Troubetzkoy)

In via Ariosto ci troviamo immersi quasi in una rivista di architettura Liberty, ricca di atmosfera. Sfogliamo le diverse pagine: al numero 21 fermiamoci davanti a Casa Cavalli – Agostoni (1908), dove figure di donna, le quattro Stagioni, danno movimento tra decorazioni floreali e ferri battuti.

Altre case, ricche di elementi Liberty di grande impatto si trovano ai numeri 8, 10, 22, 24, 32 e 34 della stessa via. In particolare al numero 32 è interessante il contrasto tra le figure maschili della parte superiore (appena sotto il tetto) e la severità di quella inferiore.

Diversi palazzi hanno avuto un medesimo costruttore, ma architetti diversi. Uno di questi edifici si trova in via Tasso 8, fatto realizzare da Enrico Donzelli con l’architetto Zanoni (1912). Presenta linee semplici ma, improvvisamente, si è attratti dal busto di Torquato Tasso che sovrasta i suoi Armida e Tancredi “usciti” dalla Gerusalemme liberata.

Dello stesso costruttore sono anche le case di via Gioberti 1 e di via Revere 7, quest’ultima realizzata dall’architetto Ulisse Stacchini, che sarà poi l’autore della stazione Centrale. I bei balconi in ferro battuto sono del Maestro Mazzucotelli.

Sempre in via Revere, al numero 15, si trova la casa Castelli-Croff, che sembra quasi un’esposizione delle varie decorazioni Liberty.

Ed ora spostiamoci in via Mascheroni dove ci sono diversi edifici molto particolari. Al numero 18 colpisce l’assoluta asimmetria della facciata di Casa Carugati-Felisari (1908) quasi severa nelle sue linee.

casa Carugati Felisari

Completamente diverse sono al numero 20 Casa Tenca (1914) e di fronte, al numero 19, Casa Berni (o Palazzo Troubetzkoy) , imponente e mossa da un gioco di bovindi, come si può vedere nella foto più in alto.

Per riposare un momento, raggiunta piazza Tommaseo, fermiamoci in uno dei Giardini delle Donne, dedicato a Renata Tebaldi.

Di fronte a noi c’è la chiesa di Santa Maria Segreta, quasi “fotocopiata in 3D” dagli abitanti del Cordusio dopo che quella medievale era stata abbattuta per costruire il nuovo palazzo delle Poste.

Qui è conservata la statua del vecchio Angelo meteorologo che favoriva l’arrivo del caldo o del freddo. Forse potremmo chiedergli di intervenire in queste giornate di ritorno in città.

A presto…

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