Riciclando in verde: l'”Infiorata” di via Spiga

Da qualche giorno, passeggiando per la nostra città, stavo osservando come i balconi delle case, in questo periodo, siano ricchi di verde ma non di fiori.

Mentre pensavo al perchè (il lockdown ci ha fatto perdere forse anche la voglia di colore?), ho visto la notizia della “Semina e Infiorata di via della Spiga”. Me la potevo forse perdere e non condividerla con voi?

L’iniziativa, che si è tenuta lo scorso weekend, è stata promossa da una società immobiliare per “rilanciare” questa via del lusso con la ristrutturazione di alcuni palazzi storici e la “semina” di nuove attività.

Un tappeto di petali, lungo un centinaio di metri, suddiviso in tredici quadri, ha ricoperto parte di via Spiga. Realizzato dai maestri fiorai di Noto vuole dare un segnale di ottimismo e di ripartenza alla via e alla nostra città.

L'”Infiorata”, nata a Roma nel Seicento era stata “inventata” da due maestri fiorai, Benedetto e Pietro Drei, per la festa dei Santi Pietro e Paolo. I due artisti avevano creato ai piedi della scalinata della Basilica di San Pietro, dei mosaici unendo petali di colori diversi, vere opere d’arte la cui “tecnica” si diffuse poi in varie parti d’Italia. Anche Milano, in questi giorni, ha voluto la sua Infiorata.

Per realizzare i “quadri” di via Spiga, sono stati utilizzati ben 200.000 fiori tra garofani, gerbere e rose. Gli argomenti sono stati vari e legati a diverse attività, dalla moda al calcio, dalla cucina stellata all’editoria…

Un omaggio è stato riservato alla nostra Carla Fracci. Le sue scarpe da ballo sono il simbolo del duro lavoro, dell’impegno, del sacrificio, della costante dedizione necessari a trasformare l’abilità in arte e bellezza indimenticabili.

Forza Milano! Diamoci da fare e ripartiamo!

A presto…

Riciclando in verde: parliamo di ikebana

Per il nostro consueto appuntamento, prendiamo spunto dal giardino zen di piazza Piola e parliamo di ikebana, l’antica arte giapponese praticata in origine da nobili e monaci come offerta votiva e come forma di meditazione e di riflessione contemplativa.

Ikebana propriamente significa fiore (bana) che vive (ike) e dietro quest’arte è sottesa la filosofia orientale che porta l’uomo a recuperare un armonico rapporto con se stesso e la Natura. Più green di così!
Nel corso del tempo, l’ikebana ha dato luogo a diversi stili.

Oggi, specialmente in Occidente, si privilegia la creatività, l’uso di materiali vari e di elementi vegetali legati, se possibile, al ciclo delle stagioni.
Nelle composizioni, che richiamano l’idea di un triangolo, c’è sempre un elemento più alto che rappresenta il Cielo a cui tende quello intermedio, l’Uomo. Alla base, più in basso, c’è l’elemento Terra, generalmente posto davanti agli altri due.

Ne nasce una composizione asimmetrica, spesso con un elemento allungato che sembra “uscirne”, fatta di vuoto e di pieno, che dà l’idea di movimento, di dinamismo e di divenire.

Si possono usare rami, foglie, fiori, ognuno con un preciso significato. Il bambù, ad esempio, rappresenta la prosperità: ecco perché, per le festività di fine anno, troviamo composizioni con questo vegetale. Perché, con poca spesa, non tenerne in casa uno tutto l’anno?

Cosa occorre per realizzare una composizione? Tanto e poco. Infatti sono pochi i materiali richiesti: un ramo spoglio o con boccioli, foglie, qualche fiore, tutti ovviamente da tagliare ad altezze diverse per rappresentare cielo, uomo e terra.

Occorrono poi un paio di forbici, un supporto per mantenere la verticalità delle piante (va bene anche un po’ di spugna per fioristi oppure un pezzetto di rete per polli; i professionisti usano il kenzan), acqua, terra, un po’ di muschio come copertura. Infine serve un contenitore basso o un vaso a scelta.

E’ necessario veramente poco … e al tempo stesso moltissimo: nella composizione quello che conta davvero è mettere in gioco i nostri pensieri, concentrandoci solo su ciò che stiamo realizzando, lasciare spazio alla nostra creatività con il desiderio di partecipare e di rendere grazie all’armonia e alla bellezza del Creato.

 

A presto…

 

Riciclando in verde: i libri sono semi ….

La Biblioteca Sormani dedica uno spazio pieno di luce e di piante a libri sulle tematiche del verde e della sostenibilità.

E’ un angolo tutto green dove, insieme ad un libro preso in prestito, verrà donata una bustina di semi, i “semi di gioia”, per far germogliare nuovi pensieri.

I libri sono semi che fanno crescere in noi idee, storie, sentimenti, riflessioni … Ecco come ho pensato di “legare” piante e libri in una realizzazione che lascerà sbalorditi (anche se non troppo difficile).
Occorreranno:
– un libro letto, riletto, non germogliato, comprato su una bancarella per salvarlo dal macero
– colla vinilica, taglierino, righello, pennello, vaschetta di plastica più bassa del libro
– un po’ di argilla e di terra
– piccole piantine grasse o altre dall’apparato radicale ridotto
– una siringa per innaffiare

Procediamo passo a passo.
Incolliamo i bordi esterni del libro sui tre lati (escluso ovviamente la copertina) per farli diventare compatti (vedi foto). Un piccolo consiglio: facciamo molta attenzione alla pagina iniziale perché sarà quella che si vedrà a lavoro finito.
Prendiamo la misura della vaschetta e “centriamola” sulle pagine del libro lasciando un piccolo bordo intorno (vedi foto). Aiutandoci con un righello, incidiamo con il taglierino tutte le pagine poco alla volta.

Prepariamo la vaschetta portafiori: facciamo un piccolo strato di argilla e ricopriamolo di terra.
Mettiamo a dimora le piantine secondo il nostro gusto e l’effetto che si vuol ottenere.
Infine inseriamo la vaschetta nel libro e sistemiamo la pagina iniziale perchè sia bella da vedere (si può aggiungere del muschio per nascondere i bordi).
La composizione va bagnata ogni tanto con una siringa per evitare ristagni o muffe.

Vi è piaciuta? Se volete possiamo incontrarci il 15 maggio al mercatino degli hobbisti a Cologno Monzese.
Vi aspetto per far crescere qualcosa insieme.

A presto…

“Riciclando in verde”: realizziamo un terrarium

Il verde va forte a Milano. Tante sono le iniziative, pubbliche e private, che invitano ad un ambiente più sostenibile e green

Anche la Rinascente ha dedicato alle piante e alla loro cura una manifestazione che si chiuderà tra qualche giorno.

Ci sono diverse proposte di oggettistica e di giardinaggio, dalle più tradizionali a quelle più innovative, per avere uno spazio verde in ogni casa.

Tra gli articoli più interessanti c’è il terrarium, una sorta di “paesaggio in miniatura” dove si possono far crescere diverse piantine con poca spesa, molto successo e tantissimo piacere.
E’ una soluzione smart, giovane e di tendenza per aver nella nostra casa un punto verde come oggetto decorativo pieno di vita.

Il terrarium può essere chiuso o aperto. Oggi faremo quest’ultimo, molto più semplice da preparare e da curare.
Occorreranno:
– un vaso di vetro, meglio con un’imboccatura larga (può andar bene una vecchia boccia per i pesci, un contenitore per biscotti o pasta, un vaso Bormioli, la brocca di un vecchio servizio …)
– agriargilla da mettere sul fondo
– un po’ di terra di buona qualità
– ghiaia bianca o sabbia
– alcune piantine grasse a piacere (due o tre secondo la dimensione del vaso). Se scegliete altri tipi di piante preferite quelle che abbiano un apparato radicale ridotto e poche esigenze colturali.
– infine scegliete qualche piccolo oggetto decorativo, secondo la stagione, l’occasione e… la fantasia. Possono andar bene ciottoli, sassolini colorati, conchiglie, animaletti o piccoli fiori di ceramica …

Procediamo passo dopo passo: versiamo in maniera uniforme l’argilla sul fondo del vaso e disponiamoci sopra un po’ di ghiaia lungo la parete (foto due). Ricopriamo il tutto con la terra (uno strato di circa 3 cm), scavando delle piccole buche sufficientemente profonde da accogliere le zolle delle piante. Un piccolo trucco: prima di mettere a dimora le nostre piantine, mettiamole a bagno per qualche minuto. Resteranno più umide e non sarà poi necessario innaffiare molto la composizione.
Adagiamole nelle buche e interriamole leggermente. Infine aggiungiamo ghiaia fine, ciottoli, muschio o altro materiale decorativo.

Il terrarium è pronto; bastano poche gocce d’acqua una volta alla settimana e, soprattutto, dobbiamo imparare a guardarlo per capire i messaggi delle nostre piantine (per esempio verificare acqua e luce). Questo nostro verde ce ne sarà grato e continuerà a farci compagnia per molto tempo, anche se non abbiamo il pollice giusto.

A presto …..

Riciclando in verde: sostenibilità e creatività nei “mondi” di Piazza Duomo

Iniziamo nella nuova categoria “Riciclando in verde” una serie di articoli con Francesca, una giovane flower designer che terrà una rubrica su come trasformare le cose da gettare in qualcosa di nuovo e bello.

L’idea ci è venuta dall’iniziativa “WePlanet: 100 globi per un futuro sostenibile” realizzata per Pasqua in Piazza Duomo.

Sono stati esposti 50 “mondi” a cura di noti designer e di giovani studenti di Brera. L’evento vero e proprio si terrà tra il 27 agosto e il 27 novembre con l’esposizione di tutti i lavori …. si ricomincia? Speriamo!

La parola a Francesca: “In questi lunghi mesi di lockdown abbiamo visto come prenderci cura delle piantine di casa, fare una piccola passeggiata nei parchi, guardare lo scorrere del tempo sui cambiamenti degli alberi, ci abbiano dato momenti di serenità e benessere …. Eravamo in compagnia delle piante condividendo con loro l’energia della vita.

Passo dopo passo cercheremo di lasciare spazio alla creatività e alla fantasia, trasformando con le nostre mani qualcosa da buttare in qualcosa da guardare magari aggiungendo anche una piantina o piccoli fiori adatti alle creazioni.
Vi piace questo nuovo mondo?

A presto…