Concerto di Natale al Conservatorio

Il Conservatorio “Giuseppe Verdi” invita Milano al tradizionale Concerto di Natale che avrà luogo venerdì 21 dicembre alle ore 20.30 (via Conservatorio 12 – ingresso libero).

Nella Sala Verdi risuoneranno musiche di Giovanni Gabrieli e di Johan Sebastian Bach e sarà un altro momento per festeggiare il Natale 2018.

A questa serata sarà presente, come di consueto, l’AVSI, associazione no-profit che si dedica alla cura della popolazione siriana che vive tra guerre, miserie e malattie. C’è bisogno di speranza per continuare a vivere e gli ospedali che l’AVSI sostiene sono luoghi dove si può curare il corpo… ma non solo.

https://www.avsi.org/it/news/2018/10/29/tende-avsi-siria-tra-luce-e-fango/1642/

Sono stati realizzati piccoli oggetti che saranno messi in vendita come in uno scambio di doni e di auguri tra persone lontane che non si conoscono, ma che condividono lo stesso forte bisogno di Bene.

Sarà una serata-evento molto speciale… non manchiamo!

A presto…

Quattropassi aspettando il Natale 2018

Milano si sta via via accendendo di luci, colorando di alberi e vetrine addobbate, riempiendo di profumi e sapori che fanno Natale.

In questo periodo di attesa ci si incontra spesso con parenti, amici, colleghi per uno scambio di auguri o di un piccolo dono, in casa o in qualche locale vestiti a festa.

Abbiamo pensato a lungo se tutti questi incontri siano una divisione, quasi una festa fatta a pezzettini, o una moltiplicazione della gioia, un Natale vissuto tante volte. La soluzione era scritta sotto i nostri occhi, bastava vederla!

Natale è una vera moltiplicazione di feste e gesti di affetto. Se il vero significato della X è un altro, da cercare su Wikipedia, quello che viene dal cuore è pieno di auguri.

È bello stare insieme accanto ad un albero addobbato, fare una telefonata a chi è lontano, ritagliarsi un momento tutto per sè guardando la nostra Milano vestita a festa.

Per noi è anche bello fare quattropassi insieme a voi per guardare le prime luci del Natale 2018.

Ci sono luci e addobbi d’autore e altre più spontanee, nate dalla creatività di ciascuno. Ecco alcune foto di alberi e addobbi colti qua e là… magari ci viene qualche idea!

La nostra città ha uno spirito chic e pop. Ci sono addobbi raffinati e altri piuttosto kitsch, che conservano il gusto della tradizione e lo spirito magico dell’infanzia.

La realtà è lontana quando mettiamo nel nostro presepio statuine di pecorelle giganti accanto a quelle di piccoli omini. La fantasia ispira anche gli stilisti.

L’invito a sognare è un po’ dovunque: lo troviamo tra i mercatini che con le casette di legno ci portano lontano dalla città, tra le piste di pattinaggio accanto alle vie dello shopping o agli edifici d’autore.

Anche un venditore di caldarroste o di dolciumi sotto i grattacieli ci fa ricordare profumi e momenti di Natali di ieri e di oggi.

Per gustare i sapori del Natale, quante belle “tavole” sono esposte, quante idee per accogliere Re Panettone!

Il vecchio re, il Pan de’ Toni, nato centinaia di anni fa qui a Milano, torna nella sua città con diverse feste in suo onore, diventando sempre più buono e goloso.

Condividerlo è condividere gli auguri e la gioia di stare insieme. Maestri Pasticceri si contendono il primato del panettone da gourmet e il nostro dolce più tipico arriva anche sulle tavole di tutti i continenti.

È cominciato il conto alla rovescia. In piazza Duomo è stato acceso l’albero e il calendario dell’Avvento illumina e ci regala una melodia ogni giorno che passa.

Babbo Natale sta arrivando sulla nostra città!

Continua…

A presto…

San Biagio e… il panettone! Una festa tradizionale di Milano

In piena epidemia di influenza, mal di gola e raffreddore una antica tradizione milanese ci suggerisce, per il 3 febbraio, una sorta di “vaccinazione” a base di… panettone.

Il 3 febbraio si festeggia San Biagio, il medico armeno, vescovo di Sebaste, che subì il martirio agli inizi del Trecento d.C. Si racconta che una donna disperata, gli avesse portato il figlio che stava soffocando per una lisca di pesce che gli si era conficcata in gola. Biagio benedisse del pane e lo fece mangiare al bambino, salvandolo. Medicina e Fede avevano compiuto il miracolo e da allora il Santo protegge dal mal di gola.

Il culto di San Biagio, uno dei 14 Santi Ausiliatori che aiutano, cioè, in particolari malattie, è molto diffuso nel mondo cristiano. In particolare Milano è devota da secoli a questo Santo, già venerato nell’antica Basilica di Santa Tecla e con una statua sul Duomo ricostruita dopo la guerra.

Il 3 febbraio è usanza ricordare il “miracolo della gola” mangiando un pezzetto del panettone aperto durante il pranzo di Natale e conservato fino a questo giorno.

Un’altra tradizione legata a questo giorno è quella della benedizione della gola impartita dal sacerdote che incrocia davanti al collo dei fedeli, invocando San Biagio, due candele accese, benedette alla Candelora (2 febbraio) e legate da un nastro rosso.

In questo periodo le giornate cominciano ad essere più lunghe e miti (Quando vien la Candelora dall’inverno siamo fora). Le candele benedette il 2 febbraio (ricorrenza della Presentazione di Gesù al Tempio) sono l’immagine della vittoria della Luce sulle tenebre unendo simbolicamente la ricorrenza di San Biagio al Natale.

Un aneddoto curioso e poco conosciuto è riportato, in un suo libro, da Francesco Ogliari, cultore di antiche storie di vita milanese.

Era il 3 febbraio 1888 e le signore andavano in Duomo per ricevere la benedizione di San Biagio anche perchè era impartita da un bel monsignore che aveva molto successo tra le milanesi dell’epoca.

Fra queste signore bene, si era messa in fila anche una bella ragazza, la “Rizzolin” che “praticava il mestiere”, come la Rosetta anni dopo, a Porta Ticinese. Le signore si scostavano indispettite aspettando che il sacerdote scacciasse la peccatrice. Il monsignore, invece, le pose sul collo le candele benedette e, invocando per lei la benedizione, le disse sorridendo: “per intercessione Beati Biasii, tirett via de lì, se nò te basi!”.

La storia della “Rizzolin” termina qualche anno dopo ad Adua, dove era andata come infermiera col corpo di spedizione del Generale Baratieri. Chissà se San Biagio l’avrà accolta lassù sorridendo anche lui.

Per la festa di San Biagio a Milano c’è la tradizione di ricevere in regalo un panettone acquistandone un altro.

Si racconta che una donna avesse portato ad un frate un po’ goloso un panettone da far benedire per San Biagio. Il frate poco alla volta lo aveva mangiato senza pensarci. Quando, però, giunse il 3 febbraio, si ricordò del panettone e, preso dalla mortificazione e dal dispiacere, pregò il Santo di aiutarlo. Quando la donna si presentò a ritirare il proprio panettone, ne trovò uno grande il doppio… e questo regalo continua ancora oggi.

A tutti Buon San Biagio e ricordatevi di mangiare un pezzetto del panettone di Natale, fa bene alla gola e… ti prende per la “gola”.

A presto…

Pattinando a Milano durante le Feste di fine 2017 / inizio 2018

Sarà il freddo di questi giorni, le belle giornate serene, ma quest’anno Milano sembra essere fatta per pattinare.

Le piste di ghiaccio aperte in questo periodo di Feste nella nostra città sono più numerose di quelle degli anni scorsi, anche se manca quella fiabesca della Darsena. Si può pattinare sotto i grattacieli di Porta Nuova, vicino alle casette di legno del Mercatino di Natale.

A Palazzo Lombardia c’è la più grande pista coperta di Milano, dove si può pattinare anche quando le giornate sono piovose o passeggiare nel piccolo mercatino sotto la volta.

I bambini, ma anche i grandi, troveranno una bella pista in parte coperta nel cuore verde dei Giardini Pubblici, al Villaggio delle Meraviglie.

Ricca di magia è la pista in piazza Beccaria, accanto a corso Vittorio Emanuele, con una deliziosa giostrina d’altri tempi e luci natalizie.

La Torre del Filarete fa da sfondo alla pista di via Luca Beltrami, tra il Castello e via Dante.

Infine ci si può incantare ai Bagni Misteriosi di via Pier Lombardo, con una doppia pista e un ambiente che riporta al Grande Nord.

Per giorni ed orari di apertura (e per i prezzi) delle piste ecco l’elenco:

http://www.ilgiorno.it/milano/cronaca/piste-pattinaggio-ghiaccio-1.3576316

Ultimissima! Avvistato anche Babbo Natale sui pattini!

A presto…

Le luci natalizie colorano Milano 2017

Come è bella Milano quando le luci di Natale colorano le sue strade!

Milano è città che si svela a chi la cerca e le luci natalizie rendono ancora più suggestiva la scoperta di luoghi pieni di fascino.

La città illumina le sue diversità: ecco il Quadrilatero della Moda dove eleganti lampadari ci accolgono come in un palazzo a festa.

Qualche edificio è impacchettato come un prezioso dono, un altro sembra una mini Las Vegas.

Altre vie delle shopping invitano a creare un’atmosfera di Feste e… di acquisti.

Molto belli secondo noi sono i “soffitti” illuminati da mille luci, quasi cieli a portata di mano.

Irrinunciabile, in questi quattro passi natalizi, è il Duomo che accende le sue vetrate e le guglie sembrano candele rivolte verso la Madonnina.

Molte strade quest’anno sono rimaste buie rispetto ai Natali precedenti, come il chiaroscuro del nostro presente.
Vie senza luminarie, pochi negozi illuminati a festa… poi improvvisamente, una luce sul balcone, un albero di Natale dietro una finestra ci riscaldano e ci invitano a non aver timore del buio fuori e dentro di noi.

A presto…

Re Panettone… WOW!

Il nostro vecchio, amato panettone, dolce di Natale per eccellenza, ne ha fatta tanta di strada! Nacque nella nostra città ai tempi di Lodovico il Moro e ancora oggi è “attivo” nella vita cittadina. Ecco il Sindaco di Milano che taglia e offre il panettone ai cittadini.

Questo dolce è entrato anche nel linguaggio comune e nei modi di dire: ci si chiede se un allenatore in bilico mangerà il panettone a Natale e i “cinepanettoni” sono i film delle Feste.

Ha persino proprietà terapeutiche, infatti una fetta del panettone tagliato a Natale va conservata fino a San Biagio (3 febbraio). Mangiandone un pezzettino in quella  data, gola e naso saranno protetti tutto l’anno.

Oggi il panettone non è legato solo alla ricetta tradizionale, ma si arricchisce di ingredienti sempre più vari e golosi. Qualche giorno fa si è tenuta l’edizione numero dieci di “Re Panettone“, l’evento mostra-mercato dove maestri pasticceri hanno presentato e offerto il loro soffice dolce senza il quale non è Natale!

Il panettone sta diventando il dolce di Natale anche nel mondo. Viene servito nei più famosi ristoranti di Pechino e dell’Oriente. Anche negli USA sta riscuotendo un enorme successo, nonostante la maestria richiesta nella sua preparazione artigianale.

http://www.ansa.it/canale_terraegusto/notizie/prodotti_tipici/2017/12/04/negli-usa-tutti-pazzi-per-il-panettone-e-boom-vendite_b653dfb9-ec37-43c9-99bd-345a4abf1af0.html

Il panettone è tradizione con un occhio al progresso e alle novità. Quest’anno la location di “Re Panettone” è stata molto particolare: un capannone industriale in disuso, adibito ora a manifestazioni, nel cuore del nuovo distretto di arte, cultura e moda, accanto alla Fondazione Prada.

È un quartiere, come si usa dire oggi, emergente, con molte possibilità di trasformazione e di riutilizzo, dopo l’abbandono del territorio da parte di numerose fabbriche collegate direttamente con lo “Scalo Romana”, in piazzale Lodi.

“Re Panettone” ambientato in questo spazio industriale riqualificato ci ha fatto pensare al vecchio stabilimento della Motta, regno della produzione dolciaria, in viale Campania. Oggi al posto dei capannoni c’è un quartiere di belle case e ha sede anche lo Spazio WOW.

In questo museo del fumetto si può leggere, visitare mostre e bere qualcosa circondati dagli eroi dei fumetti. Ci sembra di sentire il profumo di un panettone appena sfornato; forse da Nonna Papera?

Fare presto quattropassi  insieme in questo spazio dedicato ai cartoons? Che bella idea, anzi…

A presto…

Per il pranzo di Natale non solo tacchino ripieno: Polpette alla riscossa!

Le saporite, umili polpette stanno rivivendo un momento di gloria. Alla “Fabbrica del Vapore”, lo storico complesso dove, fino al 1935, si fabbricavano locomotive, vagoni e tram e che ora è uno spazio per mostre ed eventi di grande richiamo e novità, è stato presentato, qualche settimana fa, il Festival Internazionale delle Polpette.

Molti paesi hanno presentato su food trucks le loro polpette, diverse per gusto, ingredienti e tipo di cottura, legate alle varie cucine tradizionali.

Abbiamo assaggiato polpette orientali di polpo e di verdure, altre giapponesi, tonde palline di riso con pezzetto di pesce, una sorta di sushi rivisitato.

Il Medio Oriente serviva polpettine con salsine allo yogurt, la Siria squisiti dolcetti a palla di frutta secca e miele. Per l’Europa era presente la Spagna (polpette al prosciutto o al chorizo) e la Grecia; mancava invece la Svezia, ma ci sono pur sempre le polpette Ikea, da acquistare tutto l’anno.

Infine per l’Italia c’erano polpette calabresi, altre al cacio e pepe o all’amatriciana e infine le classiche meat balls che gli americani scambiano per il nostro ragù.

Avete visto quante idee per un insolito menù di Natale?

Di questi tempi le polpette a Milano vanno alla grande e anche diversi locali le presentano come specialità per sfiziosi aperitivi o saporiti secondi piatti.

http://vivimilano.corriere.it/playlist-ristorante/piovono-polpette/?refresh_ce-cp

D’altra parte dove sono nati i mondeghili della nostra tradizione? Ecco la ricetta in milanese.

https://lmo.wikipedia.org/wiki/Mondeghili

E se a Natale preferissimo al tacchino o al cappone ripieno, che poi avanza sempre, solo la farcitura sotto forma di palline tondeggianti in abito natalizio?

Scommettiamo che non ne avanzerebbe nessuna?

Viva i mondeghili!

A presto…

Idee social, global, bio, veggies, etniche, tradizionali, gluten free, salutiste, pantagrueliche per il pranzo di Natale

L’illuminazione ci è venuta da Babbo Natale stesso dopo aver visitato qualche settimana fa il Festival Internazionale delle Polpette alla “Fabbrica del Vapore”.

Il pranzo di Natale è. per eccellenza, un momento della tradizione, della riunione di famiglia.

Poi ci sono i tanti “Natali” per gli auguri con gli amici, i colleghi, i compagni (anche dei nostri figli o nipoti) di sport, lezioni, laboratori…

In tutta questa rete social, al pranzo ci sono sempre nipoti veggies che ci guardano torvi perché colpevolmente amiamo il culatello, sorelle intolleranti al glutine, cugine che contano le calorie nemmeno fossero revisori dei conti, amici stranieri che hanno tradizioni gastronomiche differenti, cognati che sono solo bio e a Km 0, colleghi rimasti single magari dopo aver cucinato per mesi alle loro ex improbabili miscugli da Masterchef…

Poi ci sono i parenti vintage che “a me solo una cosina senza sale nè grassi, perché poi il colesterolo…” e i bambini “stai seduto, finisci di mangiare, giochi dopo…”.

Cosa preparare che vada bene a tutti quanti se siamo ospitali per natura o dovere, o se abbiamo la casa grande del “veniamo da te”?

Ebbene… diamo loro polpette! Piccole, tonde, diverse, animalesche o vegetariane, global, colorate, divertenti, cotte, crude, tradizionali, dietetiche, svelte (almeno per chi non le deve preparare)…

NB: per il reportage sul Festival delle Polpette leggere  “Per il pranzo di Natale non solo tacchino ripieno: Polpette alla riscossa!” (era un articolo già pronto e, come in cucina, non si butta via niente)

Ciao!

A presto…

Quattropassi al supermercato in “mostra”

I giorni che precedono le Feste sono dedicati alle decorazioni in casa, a come “arredare” la tavola perchè faccia da cornice adeguata al pranzo di Natale.

La spesa diventa anch’essa parte del rito gastronomico che si ripete ogni anno e i carrelli del supermercato si riempiono.

Una simpatica mostra in piazza Lina Bo Bardi, uno dei nomi in rosa della toponomastica milanese della nostra città, ai piedi dei grattacieli di Porta Nuova (fermata Repubblica della linea gialla e del passante), ripercorre i 60 anni di Esselunga.

Fu il primo supermercato d’Italia e venne aperto proprio a Milano nel novembre del 1957, in viale Regina Giovanna, dove si trova ancora oggi. Fu un momento storico, da allora il modo di fare la spesa è cambiato.

Il nome e la grafica di Esselunga sono stati ideati da due grandi artisti della comunicazione pubblicitaria: Max Huber, quello del logo della Rinascente, e Armando Testa, il cui studio si occupa ancora oggi della pubblicità di questo supermercato.

Una bella sezione di questa mostra è dedicata alle diverse campagne pubblicitarie di Esselunga, tra le quali quella dei prodotti alimentari che diventano personaggi famosi.

Nella spesa lunga 60 anni fatta da Esselunga c’è anche la storia dei nostri gusti e degli stili di vita che si sono andati modificando nel tempo. La mostra è aperta fino al 6 gennaio e può essere l’occasione per rivivere attraverso locandine d’epoca e oggetti cult alcuni ricordi del nostro altroieri.

Per intanto, che ne dite? Per il pranzo di Natale: Cappelletto Rosso e … buona spesa!

A presto…