Per il pranzo di Natale non solo tacchino ripieno: Polpette alla riscossa!

Le saporite, umili polpette stanno rivivendo un momento di gloria. Alla “Fabbrica del Vapore”, lo storico complesso dove, fino al 1935, si fabbricavano locomotive, vagoni e tram e che ora è uno spazio per mostre ed eventi di grande richiamo e novità, è stato presentato, qualche settimana fa, il Festival Internazionale delle Polpette.

Molti paesi hanno presentato su food trucks le loro polpette, diverse per gusto, ingredienti e tipo di cottura, legate alle varie cucine tradizionali.

Abbiamo assaggiato polpette orientali di polpo e di verdure, altre giapponesi, tonde palline di riso con pezzetto di pesce, una sorta di sushi rivisitato.

Il Medio Oriente serviva polpettine con salsine allo yogurt, la Siria squisiti dolcetti a palla di frutta secca e miele. Per l’Europa era presente la Spagna (polpette al prosciutto o al chorizo) e la Grecia; mancava invece la Svezia, ma ci sono pur sempre le polpette Ikea, da acquistare tutto l’anno.

Infine per l’Italia c’erano polpette calabresi, altre al cacio e pepe o all’amatriciana e infine le classiche meat balls che gli americani scambiano per il nostro ragù.

Avete visto quante idee per un insolito menù di Natale?

Di questi tempi le polpette a Milano vanno alla grande e anche diversi locali le presentano come specialità per sfiziosi aperitivi o saporiti secondi piatti.

http://vivimilano.corriere.it/playlist-ristorante/piovono-polpette/?refresh_ce-cp

D’altra parte dove sono nati i mondeghili della nostra tradizione? Ecco la ricetta in milanese.

https://lmo.wikipedia.org/wiki/Mondeghili

E se a Natale preferissimo al tacchino o al cappone ripieno, che poi avanza sempre, solo la farcitura sotto forma di palline tondeggianti in abito natalizio?

Scommettiamo che non ne avanzerebbe nessuna?

Viva i mondeghili!

A presto…

Idee social, global, bio, veggies, etniche, tradizionali, gluten free, salutiste, pantagrueliche per il pranzo di Natale

L’illuminazione ci è venuta da Babbo Natale stesso dopo aver visitato qualche settimana fa il Festival Internazionale delle Polpette alla “Fabbrica del Vapore”.

Il pranzo di Natale è. per eccellenza, un momento della tradizione, della riunione di famiglia.

Poi ci sono i tanti “Natali” per gli auguri con gli amici, i colleghi, i compagni (anche dei nostri figli o nipoti) di sport, lezioni, laboratori…

In tutta questa rete social, al pranzo ci sono sempre nipoti veggies che ci guardano torvi perché colpevolmente amiamo il culatello, sorelle intolleranti al glutine, cugine che contano le calorie nemmeno fossero revisori dei conti, amici stranieri che hanno tradizioni gastronomiche differenti, cognati che sono solo bio e a Km 0, colleghi rimasti single magari dopo aver cucinato per mesi alle loro ex improbabili miscugli da Masterchef…

Poi ci sono i parenti vintage che “a me solo una cosina senza sale nè grassi, perché poi il colesterolo…” e i bambini “stai seduto, finisci di mangiare, giochi dopo…”.

Cosa preparare che vada bene a tutti quanti se siamo ospitali per natura o dovere, o se abbiamo la casa grande del “veniamo da te”?

Ebbene… diamo loro polpette! Piccole, tonde, diverse, animalesche o vegetariane, global, colorate, divertenti, cotte, crude, tradizionali, dietetiche, svelte (almeno per chi non le deve preparare)…

NB: per il reportage sul Festival delle Polpette leggere  “Per il pranzo di Natale non solo tacchino ripieno: Polpette alla riscossa!” (era un articolo già pronto e, come in cucina, non si butta via niente)

Ciao!

A presto…

Quattropassi al supermercato in “mostra”

I giorni che precedono le Feste sono dedicati alle decorazioni in casa, a come “arredare” la tavola perchè faccia da cornice adeguata al pranzo di Natale.

La spesa diventa anch’essa parte del rito gastronomico che si ripete ogni anno e i carrelli del supermercato si riempiono.

Una simpatica mostra in piazza Lina Bo Bardi, uno dei nomi in rosa della toponomastica milanese della nostra città, ai piedi dei grattacieli di Porta Nuova (fermata Repubblica della linea gialla e del passante), ripercorre i 60 anni di Esselunga.

Fu il primo supermercato d’Italia e venne aperto proprio a Milano nel novembre del 1957, in viale Regina Giovanna, dove si trova ancora oggi. Fu un momento storico, da allora il modo di fare la spesa è cambiato.

Il nome e la grafica di Esselunga sono stati ideati da due grandi artisti della comunicazione pubblicitaria: Max Huber, quello del logo della Rinascente, e Armando Testa, il cui studio si occupa ancora oggi della pubblicità di questo supermercato.

Una bella sezione di questa mostra è dedicata alle diverse campagne pubblicitarie di Esselunga, tra le quali quella dei prodotti alimentari che diventano personaggi famosi.

Nella spesa lunga 60 anni fatta da Esselunga c’è anche la storia dei nostri gusti e degli stili di vita che si sono andati modificando nel tempo. La mostra è aperta fino al 6 gennaio e può essere l’occasione per rivivere attraverso locandine d’epoca e oggetti cult alcuni ricordi del nostro altroieri.

Per intanto, che ne dite? Per il pranzo di Natale: Cappelletto Rosso e … buona spesa!

A presto…

Christmas in Jazz… and Pop

Cosa sarebbe Natale senza musica e canti?

Una proposta, secondo noi imperdibile, ci arriva dal Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Milano, che, come ogni anno, organizza un concerto natalizio molto speciale (ingresso libero).

Christmas Jazz… and Pop

Giovedì 21 dicembre 2017, ore 20.30
Sala Verdi – via Conservatorio 12

Ecco il ricco programma proposto:
http://www.consmilano.it/it/produzione/rassegne-interne/i-suoni-del-conservatorio/concerto-di-natale-2017

Al Concerto sarà presente AVSI, una Ong che si occupa di ridare una casa a quei profughi che vogliono ricostruire il proprio paese.

In quest’occasione AVSI sosterrà la costruzione di un asilo per l’infanzia a Qaraqosh, in Iraq, con un piccolo mercatino benefico.

https://www.avsi.org/it/tende18/

Il linguaggio universale della musica sia un auspicio e un invito alla Pace tra noi tutti che viviamo insieme sulla nostra Terra.

A presto…

Quattropassi tra gli Alberi di Natale 2017

Aprendo la finestrella del nostro calendario dell’Avvento per vedere come Milano si prepara al Natale, oggi troviamo alberi scintillanti e pieni di desideri. Iniziamo i nostri passipermilano dalla Stazione Centrale.

Bianchi, rossi e verdi accolgono i viaggiatori: verdi  all’entrata  e di bianco cristallo sopra i tabelloni degli arrivi e delle partenze.

Infine rosso è l'”Albero dei desideri” con i messaggi lasciati da chi parte o arriva da ogni dove. Gli addobbi di questo albero sono stati realizzati da piccoli ricoverati in diversi ospedali della Lombardia e da chi vive nelle zone terremotate.

Andiamo ora a vedere i 30 metri dell’albero più alto di Milano. Ogni anno cambiano gli sponsor, ma quello di fronte al Duomo resta pur sempre l’Albero della piazza simbolo della nostra città.

Piazza della Scala ha un albero prezioso, firmato Bulgari, una esplosione  di colori che si succedono. 

Come nelle case l’albero più bello si trova in salotto, così quello più scintillante, decorato da Swarovski è stato allestito in Galleria, il Salotto di Milano.

E per arredare il nostro salotto? Ecco alcuni alberi classici, stilizzati o modaioli che abbiamo fotografato alla ricerca di Babbo Natale.

Quando Babbo Natale passerà per Milano, troverà anche tanti alberi decorati con fiocchi di neve o cristalli di ghiaccio e guarderà con amore anche il salotto di chi dorme all’aperto, dove le luci sono quelle senza tempo delle stelle.

A presto…

Festa grande per l’inaugurazione dello Shopping District alle Tre Torri di CityLife

Era troppo bella la sera del 30 novembre per rinunciare a fare quattropassi all’inaugurazione delle Shopping District di CityLife. Anche la luna sembrava essersi affacciata per godersi la festa.

Ai piedi dei grattacieli di CityLife è stato infatti inaugurato un grande centro con oltre cento spazi dedicati alla moda, al design, alla tecnologia, alla salute, alla bellezza. Per gli appassionati di architettura, il mall  è stato progettato dallo studio di Zaha Hadid.

Il piano superiore di questo centro è invece dedicato al food che spazia dalla cucina italiana a quella tex-mex, nippo-brasiliana e tante altre. Ancora “in aspettativa” sono le sette sale del Cinema Anteo, con un ricco programma di eventi.

Ecco alcune foto delle mille luci di questo nuovo angolo di Milano (metropolitana M5 lilla, fermata Tre Torri) dove sembra che il futuro sia già presente!

A presto…

Mercatino benefico di antiquariato a San Marco, una “bela gesa”

La finestrella del nostro calendario dell’Avvento si apre oggi con l’appuntamento natalizio del Mercatino Benefico che si è appena concluso nei chiostri dell’antico convento accanto  alla chiesa di San Marco, in piazza San Marco 2.

La chiesa, che ha da poco terminato alcuni importanti restauri interni, è una delle più grandi di Milano.

Fondata a meta del 1200, fu in seguito “bagnata” dal Naviglio che qui si allargava formando il famoso “tumbun”. Divenne una delle più belle zone della nostra città, ricca di quel fascino che mantiene ancora oggi, assieme alla vicina Brera.

Accanto alla chiesa, nell’attiguo convento (nel cui chiostro si tiene il Mercatino Benefico), c’era un ricovero per i più poveri, detto appunto “San March”. L’affettuosa, bonaria ironia dei milanesi di allora indicava i chiaroscuri sociali, l’agiatezza e la miseria, anche quella umana nascosta da un apparente benessere, con la frase “San March l’è una bela gesa”.

Federico Zandomeneghi

Giuseppe De Nittis

La solidarietà è ancora oggi al centro della vita della chiesa di S. Marco, con una rete di interventi di accoglienza. Ciascuno di noi può, nel suo piccolo, partecipare alle attività solidali acquistando o portando dei libri in un negozietto vicino alla chiesa.

Un piccolo consiglio natalizio: andando a San Marco non perdiamoci lo splendido Presepe di Londonio, sempre esposto in una cappella laterale di questa chiesa, tutta da visitare.

A presto…

 

Artigiano in Fiera 2017: un viaggio per il mondo alla ricerca di doni e sapori

In questo periodo natalizio, coi nostri passipermilano, si può atterrare anche all’Artigiano in Fiera. Sarà come arrivare all’aeroporto di un pianeta multicolor, dove si incontrano tradizioni differenti unite dal fare e dal condividere.

L’Artigiano in Fiera è un insieme di saperi, sapori, profumi, colori, suoni della nostra Terra.

Questo “viaggio” è condiviso, a qualunque ora da mattina a sera (aperto dalle 10 alle 23) da migliaia di visitatori di età e storie diverse. C’è la famigliola con passeggino e trolley, il gruppetto di giovani usciti da scuola o dall’ufficio, la signora alla ricerca di qualche regalo insolito da mettere sotto l’albero di Natale.

Infine ci sono i viaggiatori del gusto che assaggiano col palato e la vista piatti diffusi nel mondo e concentrati in un unico, grande spazio raggiungibile anche in metropolitana linea M1 rossa, capolinea Rho-Fiera. (Aperto fino al 10 dicembre).

Buon viaggio nel mondo dell’Artigianato!

A presto!

Un Santo sempre di corsa, Sant’Espedito

Forse chi pensa che noi milanesi andiamo sempre di fretta ha ragione e in questo periodo prenatalizio ancora di più.

A Milano c’è persino un Santo che fa le grazie last minute, anche in 24 ore o poco più: è venerato nella bella chiesa di Santa Maria del Carmine, nella piazzetta lungo via Mercato (zona Brera).

Di Sant’Espedito non si sa nulla di sicuro. Forse era un alto ufficiale romano (di cui indossa l’armatura) che subì il martirio all’epoca di Diocleziano.

Ecco la sua leggenda:
Hai urgente bisogno di qualcosa? Recita questa preghiera a Sant’Espedito

Viene raffigurato con una croce in mano che reca la parola hodie (oggi) mentre col piede schiaccia un corvo sul quale è scritto cras (domani). Non rimandare a domani quel che puoi fare oggi… Più milanese DOC di così!

Molte sono le candele degli studenti e di chi sta subendo una causa giudiziaria; la sua fama è dovuta alla rapidità con cui risolve i problemi di coloro che si affidano a Lui con la preghiera.

Qualche piccola curiosità sulla chiesa del Carmine, che prende il nome dal convento dei Carmelitani, risalente al XIII secolo.
La chiesa fu costruita nel 1400, ma subì molte modifiche e “disavventure”. Guardando il campanile ci si accorge che è stato abbassato. Infatti a metà del Seicento il Governatore spagnolo ne aveva fatto demolire la parte superiore perché era più alta delle vicine mura del Castello e quindi pericolosa.

La facciata è stata rifatta alla fine dell’Ottocento dall’architetto Maciachini in uno stile gotico lombardo molto personale.

Ora questa chiesa ospita tre comunità: italiana, filippina e di lingua inglese, e due parrocchie: quella di zona e quella di tutti i cattolici di lingua inglese presenti a Milano. In questo periodo si possono ascoltare musiche e cori di Natale di epoche senza tempo prima di  riprendere le nostre corse quotidiane.

A presto…

La prima buca delle lettere di Milano tra Mirò e Fontana.

Chissà se qualche bambino dei primi dell’Ottocento avrà imbucato qui la sua letterina a Babbo Natale?

La prima buca per le lettere di Milano si trova in via Senato 10, a sinistra del portone d’ingresso dell’Archivio di Stato, un tempo Collegio Elvetico, seminario voluto da San Carlo Borromeo.

Il palazzo  divenne  poi, in epoca napoleonica, la  sede del Senato del Regno Italico e qui venne installata la prima buca delle lettere.

Sul fianco sinistro del bel palazzo, dalla facciata insolitamente concava, si trova una chiesetta sconsacrata, ricostruita da Leopold Pollack. a cui si deve la vicina Villa Reale.

Oggi davanti al palazzo spicca l’inquietante statua in bronzo “Mére Ubu”, di Joan Mirò, donata dall’autore, nel 1976, alla nostra città; un’altra di quelle opere d’arte che incontriamo nei nostri passipermilano.

Di fronte al palazzo c’è un grande edificio per uffici, oggi Moschino. Sulla sua facciata, realizzata tra il 1947 e il 1949 anche da Marco Zanuso, spiccano delle fasce a motivi geometrici realizzate da Lucio Fontana.

Babbo Natale riuscirà a trovare le letterine dei desideri nella nostra piccola buca delle lettere quasi nascosta tra uno storico edificio, una statua di Mirò e un’opera di Fontana?

Ne siamo sicuri!

A presto…