Torri e grattacieli a Milano: sguardo all’insù tra ieri, oggi e domani (Secondo itinerario)

Era il 30 dicembre 1774: quel giorno la Madonnina salì sulla guglia più alta del Duomo.

madonnina guglie

Da allora e per oltre 180 anni, gli edifici di Milano, nonostante i progressi nel campo tecnico, non superarono per “rispetto” i 108,50 metri della Madonnina del Duomo.

branca

Torre Branca (1933)

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Torre Rasini (1933)

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Torre Snia (1937)

svizzero

Centro Svizzero (1952)

Inizieremo questo itinerario dall’edificio che, per primo, andò oltre quest’altezza: il Grattacielo di Milano, o Torre Breda, in piazza della Repubblica 32, alto 117 metri.

repubblica panorama

Palazzo per uffici ed abitazioni per i “sciuri”, fu il primo anche per altre innovazioni: l’aria condizionata centralizzata, i bagni ciechi ad aerazione forzata, le cucine all’americana, le vasche da bagno a controllo termico.

Milano_Torre_Breda

Sulla terrazza di questo grattacielo, ora diventata parco di antenne, è ambientata una scena del film “Ragazze di oggi” di Luigi Zampa.

Siamo negli anni Cinquanta e Milano voleva ricominciare, ritrasformarsi e darsi un volto nuovo. Piazza della Repubblica offriva lo spazio a questa città, che voleva diventare alta: guardiamo le Torri Turati 1 e 2, quasi una porta di ingresso verso il centro, per chi viene dalla Centrale.

Piazza-della-Repubblica

Torna il nome di “Torre”, legame con la tradizione e, forse, simbolo di “difesa” dell’autonomia e dell’identità ambrosiana.

altra torre turati

Torre Turati 1 (1960)

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Torre Turati 2 (1969)

Un piccolo suggerimento per ammirare un esempio di quel museo diffuso e un po’ sconosciuto che è nella nostra città. In uno spazio verde di piazza della Repubblica, quasi in disparte, tanto da passare spesso inosservato, si trova il monumento a Giuseppe Mazzini, di P. Cascella, inaugurato nel 1974. È un monumento da percorrere passo dopo passo. Questo percorso, di circa 30 metri, è concluso da una statua in bronzo di Mazzini, opera di G. Monteverde, del 1874.

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Sculture simboliche in pietra, opera di Cascella, rappresentano il cammino che ha portato al Risorgimento Italiano.

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la cospirazione

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il fiore della gioventù ribelle

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patrioti famosi

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la Medusa simbolo della tirannia

Lasciamo piazza della Repubblica, con i suoi begli alberghi, anticipati da spazi verdi e con la metro “gialla” andiamo alla Centrale.

Si potrebbe fare anche una passeggiata, ma, per una volta, vi consigliamo una fermata di metro, per meglio gustare la vista di un grattacielo fondamentale per Milano: il Grattacielo Pirelli, ma per tutti il “Pirellone”.

PIRELLI

Realizzato dal geniale ed eclettico architetto milanese Gio Ponti, è stato il secondo edificio ad infrangere il limite dei 108,50 metri, arrivando a quota 127.

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Il Pirellone e la Torre Velasca, quasi contemporanei, rappresentano due esempi molto diversi della “via milanese all’edificio alto”.

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La Torre Velasca è in pieno centro storico e vuole mantenere un legame con la storia di Milano; il Pirellone, invece, è “rottura” totale e vuole essere un grattacielo “del Mondo” nel centro direzionale.

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Soffermiamoci ad osservarlo appena usciti dalla Stazione: come una lama taglia lo spazio e la sua “pelle” è liscia e trasparente, tutta in vetro e metallo.

lama pirellone

Il Pirellone era la prima immagine di Milano anche per chi arrivava in treno, in cerca di fortuna e di una vita migliore, con la valigia e qualche scatola di cartone.

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foto di U. Lucas

Forse il “neomilanese” aveva visto qualche grattacielo sulle cartoline inviate da altri migranti e gli sembrava di essere arrivato nel Nuovo Mondo.

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Molto americano, il Pirellone è stato di ispirazione e ha fatto da modello per altri grattacieli del mondo.

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New York

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Barcellona

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Basilea

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Berlino

Gio Ponti, con gli ingegneri Danusso e Nervi, progettò questo grattacielo largo solo 18,50 metri e lungo 70, a pianta poligonale, quasi a forma di uno scafo, sostenuto da quattro pilastri di cemento armato che si assottigliano via via che si sale.

struttura pirelli

Nel progetto la struttura avrebbe dovuto essere aperta alle estremità, ma i calcoli di staticità imposero i “balconcini”.

Balconcini pirellone

Questo grattacielo di 31 piani fuori terra, si dimostrò ben solido, quando, nel 2002, un aereo da turismo colpì il 26° piano, causando anche delle vittime.

©FREZZA-LAFATA/LAPRESSE 18-04-2002 MILANO CRONACA UN AEREO DA TURISMO COMMANDER SI E' SCHIANTATO CONTRO IL GRATTACIELO PIRELLI NELLA FOTO: IL PIRELLONE DOPO LO SCHIANTO

Costruito dove sorgeva, prima della guerra, uno stabilimento Pirelli, ora è sede del Consiglio Regionale della Lombardia.

pirelli stazione

In cima al grattacielo è stata collocata una minicopia della Madonnina del Duomo.

madonnia

Differente dagli edifici circostanti, tra cui l’hotel Gallia e la Centrale stessa, ha una sorta di “gemello diverso” nella Torre Galfa, poco distante, oggi tristemente abbandonata.

pirelli galfa

Nel Centro Direzionale sorge anche il nuovo Palazzo Lombardia, sede della Giunta Regionale.

palazzo lombardia

Costruito tutto nel nuovo secolo, con grande attenzione alle più avanzate tecnologie, ha una forma mossa, ricca di riferimenti al paesaggio lombardo, fatto di pianura, fiumi, laghi, valli e montagne, e alla tradizione della verticalità milanese.

pal lombardia

L’attacco a terra, la “pianura”, forma una grande piazza coperta, una delle più grandi d’Europa, dove si aprono bar, ristoranti, un asilo nido, l’auditorium. Vengono ospitati anche manifestazioni ed eventi artistici e culturali.

piazza coperta

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Vi proponiamo una visita virtuale al Palazzo Lombardia e al suo Belvedere da dove si può godere, tutte le domeniche, il panorama di Milano a 360°:

Per costruire Palazzo Lombardia è stato abbattuto, nonostante vibrate proteste, il Bosco di Gioia, un vivaio dismesso e cresciuto libero, che avrebbe potuto essere un piccolo parco nel cuore del centro direzionale.

Boscodigioia

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Il “bosco” più vicino è quello Verticale progettato dall’architetto Boeri, a Porta Nuova-Isola, quasi confermando le parole di Gio Ponti: “A Milano…superficie di terra, il paesaggio urbano è tutto da fare dagli architetti”.

architettura-sostenibile-Bosco in città

i grattacieli di Milano

Continua…

 

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