San Valentino, San Faustino, Carnevale… che settimana!

Questa settimana è così speciale e intensa da non sapere quasi… a che Santo votarsi!

San Valentino

San Faustino

Sant’Ambrogio

Mercoledì è San Valentino, la festa degli innamorati, il giorno dopo è San Faustino, dedicato a chi è single per scelta o è in cerca dell’anima gemella.

Inoltre questa settimana ci sarà anche il Carnevale, che durerà fino a sabato, grazie a Sant’Ambrogio che ci ha fatto prolungare di quattro giorni il periodo prima della Quaresima.

In questa settimana Milano si riempie di cuori, di rosso, di stelle filanti e di coriandoli, nati proprio nella nostra città, a Crescenzago, in fondo a via Padova, nel secolo scorso.

Tante sono le iniziative, le feste e gli eventi di questo periodo ai quali si può partecipare; tra questi alcune novità, come il “Festival dell’Amore”, una rassegna aperta a tutti (ingresso libero) con musica, letture, film e… tanto altro.

http://www.milanotoday.it/eventi/il-festival-dell-amore-letti.html

Anche i Musei organizzano visite guidate ed eventi a tema; perché non andare a vedere alcune opere, dedicate agli innamorati, che si possono ammirare a Milano… anche da soli?

http://www.mam-e.it/arte/love-brera-san-valentino-bacia-scatta-e-condividi/

Pinacoteca di Brera

Murale

Galleria d’Arte Moderna

Museo Bagatti Valsecchi

Per fare, e mangiare, quattro chiacchiere insieme guardando la nostra città dall’alto si può salire sui tetti della Galleria. Chi, invece, preferisce il cibo degli dei, magari per consolarsi di una improvvisa singletudine, non può perdersi il “Salon du Chocolat” a FieraMilanoCity vicino al nuovo Shopping District delle Tre Torri di CityLife .

http://www.mentelocale.it/milano/eventi/72224-carnevale-ambrosiano-2018-festa-sui-tetti-milano.htm

Buona settimana a tutti!

A presto…

San Biagio e… il panettone! Una festa tradizionale di Milano

In piena epidemia di influenza, mal di gola e raffreddore una antica tradizione milanese ci suggerisce, per il 3 febbraio, una sorta di “vaccinazione” a base di… panettone.

Il 3 febbraio si festeggia San Biagio, il medico armeno, vescovo di Sebaste, che subì il martirio agli inizi del Trecento d.C. Si racconta che una donna disperata, gli avesse portato il figlio che stava soffocando per una lisca di pesce che gli si era conficcata in gola. Biagio benedisse del pane e lo fece mangiare al bambino, salvandolo. Medicina e Fede avevano compiuto il miracolo e da allora il Santo protegge dal mal di gola.

Il culto di San Biagio, uno dei 14 Santi Ausiliatori che aiutano, cioè, in particolari malattie, è molto diffuso nel mondo cristiano. In particolare Milano è devota da secoli a questo Santo, già venerato nell’antica Basilica di Santa Tecla e con una statua sul Duomo ricostruita dopo la guerra.

Il 3 febbraio è usanza ricordare il “miracolo della gola” mangiando un pezzetto del panettone aperto durante il pranzo di Natale e conservato fino a questo giorno.

Un’altra tradizione legata a questo giorno è quella della benedizione della gola impartita dal sacerdote che incrocia davanti al collo dei fedeli, invocando San Biagio, due candele accese, benedette alla Candelora (2 febbraio) e legate da un nastro rosso.

In questo periodo le giornate cominciano ad essere più lunghe e miti (Quando vien la Candelora dall’inverno siamo fora). Le candele benedette il 2 febbraio (ricorrenza della Presentazione di Gesù al Tempio) sono l’immagine della vittoria della Luce sulle tenebre unendo simbolicamente la ricorrenza di San Biagio al Natale.

Un aneddoto curioso e poco conosciuto è riportato, in un suo libro, da Francesco Ogliari, cultore di antiche storie di vita milanese.

Era il 3 febbraio 1888 e le signore andavano in Duomo per ricevere la benedizione di San Biagio anche perchè era impartita da un bel monsignore che aveva molto successo tra le milanesi dell’epoca.

Fra queste signore bene, si era messa in fila anche una bella ragazza, la “Rizzolin” che “praticava il mestiere”, come la Rosetta anni dopo, a Porta Ticinese. Le signore si scostavano indispettite aspettando che il sacerdote scacciasse la peccatrice. Il monsignore, invece, le pose sul collo le candele benedette e, invocando per lei la benedizione, le disse sorridendo: “per intercessione Beati Biasii, tirett via de lì, se nò te basi!”.

La storia della “Rizzolin” termina qualche anno dopo ad Adua, dove era andata come infermiera col corpo di spedizione del Generale Baratieri. Chissà se San Biagio l’avrà accolta lassù sorridendo anche lui.

Per la festa di San Biagio a Milano c’è la tradizione di ricevere in regalo un panettone acquistandone un altro.

Si racconta che una donna avesse portato ad un frate un po’ goloso un panettone da far benedire per San Biagio. Il frate poco alla volta lo aveva mangiato senza pensarci. Quando, però, giunse il 3 febbraio, si ricordò del panettone e, preso dalla mortificazione e dal dispiacere, pregò il Santo di aiutarlo. Quando la donna si presentò a ritirare il proprio panettone, ne trovò uno grande il doppio… e questo regalo continua ancora oggi.

A tutti Buon San Biagio e ricordatevi di mangiare un pezzetto del panettone di Natale, fa bene alla gola e… ti prende per la “gola”.

A presto…

Epifania, la dodicesima notte

Eccoci arrivati alla festa della Befana con tutti gli eventi e le tradizioni che Milano propone in questa ricorrenza.

https://www.milanoweekend.it/articoli/eventi-weekend-epifania-milano/

L’Epifania, però, è anche una notte magica, ricca di antichi saperi che vivono ancora oggi.


I Magi, dottissimi saggi dell’Oriente, studiando le stelle, giunsero a Betlemme all’Epifania per adorare il Bambinello, Luce appena venuta tra gli uomini.

Se Natale rappresenta la vittoria della luce, dopo l’allungarsi del buio culminato nel Solstizio d’Inverno, l’Epifania, la dodicesima notte, è quella in cui la Luce si rivela, viene riconosciuta e onorata.

Sono passate dodici notti dal Natale, come dodici sono i mesi dell’anno e i segni dello zodiaco. In questo periodo si tenta di scrutare il futuro, l’anno nuovo; gli astrologi cercano di prevedere per il nuovo anno, segno per segno, salute, amore, fortuna. Per ciascuno di noi è tempo di bilanci e di proponimenti.

Infine, arriva la Dodicesima Notte, quella in cui la Luce si rivela. Come accade nell’omonima commedia di Shakespeare, rappresentata per la prima volta il 6 gennaio 1601, i “personaggi” (cioè tutti noi?), dopo tanti travestimenti e inganni, rivelano il proprio essere e i propri sentimenti per iniziare un progetto di vita più autentico.

A tutti una Buona

Twelfth Night, or What You Will! 

A presto…

Buon 2018, Milano

Buon Anno, Milano, con la tua lunga storia…

Buon Anno, Milano, città di lavoro e di aiuto…

Buon Anno, Milano, che fai rivivere il tuo passato in un nuovo presente…

Buon Anno, Milano, che trasformi i muri in tele da dipingere…

Buon Anno, Milano, che fai della cultura e della bellezza un’occasione di lavoro e di crescita…

Buon Anno, Milano, a chi cammina con te e si sente a casa sotto il tuo cielo…

Buon Anno!

A presto…

Idee social, global, bio, veggies, etniche, tradizionali, gluten free, salutiste, pantagrueliche per il pranzo di Natale

L’illuminazione ci è venuta da Babbo Natale stesso dopo aver visitato qualche settimana fa il Festival Internazionale delle Polpette alla “Fabbrica del Vapore”.

Il pranzo di Natale è. per eccellenza, un momento della tradizione, della riunione di famiglia.

Poi ci sono i tanti “Natali” per gli auguri con gli amici, i colleghi, i compagni (anche dei nostri figli o nipoti) di sport, lezioni, laboratori…

In tutta questa rete social, al pranzo ci sono sempre nipoti veggies che ci guardano torvi perché colpevolmente amiamo il culatello, sorelle intolleranti al glutine, cugine che contano le calorie nemmeno fossero revisori dei conti, amici stranieri che hanno tradizioni gastronomiche differenti, cognati che sono solo bio e a Km 0, colleghi rimasti single magari dopo aver cucinato per mesi alle loro ex improbabili miscugli da Masterchef…

Poi ci sono i parenti vintage che “a me solo una cosina senza sale nè grassi, perché poi il colesterolo…” e i bambini “stai seduto, finisci di mangiare, giochi dopo…”.

Cosa preparare che vada bene a tutti quanti se siamo ospitali per natura o dovere, o se abbiamo la casa grande del “veniamo da te”?

Ebbene… diamo loro polpette! Piccole, tonde, diverse, animalesche o vegetariane, global, colorate, divertenti, cotte, crude, tradizionali, dietetiche, svelte (almeno per chi non le deve preparare)…

NB: per il reportage sul Festival delle Polpette leggere  “Per il pranzo di Natale non solo tacchino ripieno: Polpette alla riscossa!” (era un articolo già pronto e, come in cucina, non si butta via niente)

Ciao!

A presto…

Halloween 2017: passipermilano nell’horror

Tempo di Halloween a Milano questa notte… Prepariamoci a incontrare il mistero e la paura con un sorriso.

Abbiamo travestito di horror alcune nostre foto “malriuscite” o ancora nel cassetto…

Intorno al Duomo scende la notte. Sarà questo il momento dell’Armageddon tra le statue?

Perché sul sagrato della nostra cattedrale sono comparsi un cerchio e delle linee misteriose? A chi appartengono queste ombre?

Il sottosuolo di Milano continua a vivere e ne siamo irrimediabilmente attratti. Qualcuno ci sta guardando nel buio e sempre più occhi giunti dal passato fendono le tenebre.

Questa notte si assottiglia il velo con l’Aldilà… I palazzi si animano di tenebrose presenze e strani visi di giganti senza spessore ci sorridono beffardi.

Al Parco Sempione suona un’orchestra senza musicisti e le fa eco quella che intona la danza macabra di San Bernardino.

Nella Cripta della Statale si odono dei passi infantili, richiamati forse da ciò che si intravede su questo muro…

Al teatro di via Pier Lombardo la gente è inquieta. Il velo dell’antico Samhain tra il mondo dei viventi e quello dei morti si squarcia. Ecco materializzarsi la figura di Franco Parenti che ci invita ad una festa ai Bagni Misteriosi.

 

Un locale deserto, due tazze vuote e sul tavolo un piccolo giardino zen di sabbia per lillipuziani… E queste evanescenti signore come berranno il tè nella loro veranda?

I muri della nostra città parlano e si riempiono dei volti di chi ha amato Milano e che ora non c’è più.

Alle Colonne di San Lorenzo strani personaggi escono dai muri e si uniscono alla movida brindando con la birra.

Toc! Toc! State attenti, ci sono ancora ospiti in arrivo in questa notte di Halloween.

Buon Halloween a tutti con un sorriso.

Il “Fuori Salone” della Moda: “Milano XL – La festa della creatività italiana”

L’appuntamento settembrino della Milano Fashion Week quest’anno è diventato XL con la Festa della Creatività italiana che presenta una serie di installazioni diffuse in alcuni luoghi cult. Questa iniziativa vuole onorare gli antichi saperi, le competenze e la creatività che hanno condotto all’eccellenza del Made in Italy anche nel campo della moda, importante voce nell’economia italiana.

Facciamo quattropassi per il Centro iniziando da una irriconoscibile piazza della Scala, che ospita, sulla facciata del Palazzo della Ragioneria, la Biblioteca dei Tessuti.

Al posto dei libri centinaia di rotoli di stoffe colorate, nastri e bottoni, celebrano la cultura italiana nella produzione di tessuti pregiati e di piccoli accessori.

Alle finestre del palazzo sono appesi sete, velluti, lini, come festose bandiere del Made in Italy.

Davanti a questa antica tessiteca, prati, alberi e siepi trasformano piazza della Scala in un bellissimo giardino in attesa della serata per gli Oscar della Moda Sostenibile, alla quale parteciperanno attori famosi.

Leonardo e allievi si godono questo insolito green carpet.

Un’altra stratosferica installazione è Il Cosmo della Bellezza, realizzata con centinaia di maschere dipinte sulla facciata della Rinascente, che ancora una volta ci stupisce per le sue scenografie artistiche.

Per conoscere meglio la centenaria avventura del nostro più famoso “grande magazzino”, si può visitare la mostra a Palazzo Reale coi bellissimi manifesti pubblicitari di Marcello Dudovich, che parlano anche di moda.

L’Ottagono della Galleria diventa il Salotto delle Gioie, dedicato alla preziosa arte dell’oreficeria e della gioielleria. Una struttura ottagonale riporta, sulle sue pareti esterne, una galleria di ritratti di uomini e donne ingioiellati dipinti da celebri pittori.

Alcuni dei monili sono messi in rilievo grazie alla rappresentazione tridimensionale.

All’interno dell’installazione alcune vetrine espongono gioielli da sogno made in Italy.

Al centro, su una colonna, una riproduzione della Corona Ferrea, gioiello di potere, domina la piccola, preziosissima mostra.


Facciamo ora quattropassi in via Manzoni per raggiungere il Quadrilatero della Moda. In via Croce Rossa, davanti al monumento a Sandro Pertini, una installazione, che rappresenta il telaio di un conciatore, proietta un filmato sulla filiera della pelle, L’Ultimo Dono.

Borse, scarpe, pellicce rappresentano un’altra eccellenza italiana, conosciuta nel mondo.

I palazzi di via Montenapoleone sono lo sfondo di proiezioni suggestive Dalla Bottega alla Vetrina, il Cinema delle Arti e dei Mestieri per far vedere nel tempo quanto lavoro e quanto ingegno ci siano dietro al made in Italy.

Dalla via glamour per eccellenza arriviamo a San Babila. In piazza San Carlo una installazione presenta, con proiezioni sui palazzi, il tema Vestire il Volto, per celebrare l’alta qualità degli occhiali italiani, che vestono e caratterizzano il viso anche nel cinema.

Infine facciamo altri quattropassi fino al Castello Sforzesco per Trionfo d’Amore, dedicato alla moda per il giorno delle nozze.

Abiti, partecipazioni, menù e persino inviti per l’addio al celibato raccontano l’evoluzione dei costumi e delle mode e sono il prequel del wedding planner odierno.

Per vivere e condividere la Settimana della Moda, si può anche assistere alle sfilate su maxischermi in piazza San Babila e Gae Aulenti e a film a tema all’Anteo, il nuovo Palazzo del Cinema,… oppure si possono fare quattropassi per le vie della moda.

Buona Moda a tutti!

La Rinascente: cento anni di moda e design, cultura e innovazione

Quest’anno compio cento anni, ma non li dimostro certo. Sono la Rinascente, il “magazzino” più cool di Milano, a due passi dal Duomo.

Una mostra a Palazzo Reale festeggia questo mio compleanno, ma vi svelerò un segreto: di anni ne ho molti di più! Nel 2015, l’anno di Expo, ne ho compiuti ben 150 e, in questa mostra, sfoglierete, come in un album,  tanti momenti della mia vita.

Sono milanese in tutto, anche nel nome con l’articolo, come usa qui a Milano.

Non ho nobili natali ma sono nata e cresciuta grazie alla capacità, al lavoro, all’iniziativa, senza arrendermi mai di fronte alle difficoltà. I miei “papà”, i fratelli Bocconi, erano di Lodi. Avevano iniziato con una bancarella di stoffe; poi, fatta un po’ di fortuna, avevano avuto l’intuizione di aprire una bottega di abiti confezionati in via Santa Radegonda. Era il 1865 e fu una rivoluzione.

Il successo non si fece attendere. Il mio negozio ebbe poi una sede più nuova, ispirata ad un magazzino parigino, il Bon Marchè: non più armadi che nascondevano la merce, ma espositori ad altezza d’uomo, con i prodotti a prezzo fisso da guardare liberamente.

Il mio magazzino splendeva; le vetrine erano un luminoso e seducente palcoscenico per le merci. Pensate: le mie vetrine furono le prime, col Teatro Manzoni, ad essere illuminate dalla luce elettrica. Ancora oggi sono sfavillante e mi vesto tutta di luce quando è festa!

luci a Natale

Ho cambiato ancora casa diverse volte e anche nome.

Di fianco al Duomo, ieri come oggi, l’uno accanto all’altra, guardiamo la nostra Milano, sacro e profano insieme.

Il mio primo “papà”, Ferdinando, aveva fatto la terza elementare, ma era un uomo eccezionale; aveva capito e previsto non solo lo sviluppo della moda pronta, ma anche quello della vendita per corrispondenza con ricchi cataloghi. Si poteva così raggiungere chi abitava lontano, diffondendo desideri di eleganza comune. Un prequel di Amazon!

Poi questo papà, dopo aver perduto il suo primogenito Luigi nella battaglia di Adua, qualche anno dopo mi lascia. Comincia il mio declino.

Il cammino di Ferinando nel futuro però continua, con la Bocconi, la prestigiosa Università di Scienze Economiche, da lui fondata e dedicata al figlio perduto. Farà crescere così i sogni e le capacità di tanti altri giovani.

la Bocconi oggi

Un altro papà, Senatore Borletti, diventato poi senatore per davvero,  mi acquista credendo in me.

Pochi giorni dopo l’inaugurazione però il fuoco mi divora e vengo distrutta.

Tutto finito? No di certo, rinasco! Un poeta, Gabriele D’Annunzio, aveva creato per me questo nome beneaugurante “la Rinascente”. Da allora quante tappe nel mio cammino e quante difficoltà superate!

Anche i bombardamenti della seconda guerra mondiale mi hanno distrutta. Non mi sono persa d’animo; mi sono trasferita in piazza Mercanti in un prefabbricato mentre stavano rifacendo la mia sede.

Nel 1950 il mio nuovo palazzo era pronto. Sono quindi rinata di nuovo e ho rappresentato veramente la “rinascita” dopo anni di disastri e di miseria. Eccomi come sono ora, abito in un palazzo che ha fatto molto discutere per la sua facciata squadrata, con poche finestre. Sing Sing avevano soprannominato questa mia casa così diversa da ciò che mi circonda.

Nella mia lunga vita ho visto trasformarsi nel tempo la cultura, cambiare gusti, stili, costumi, materiali. Oggi Milano è la capitale della moda, del design, del Made in Italy e spero di aver dato anch’io un contributo a questo successo della mia città.

Quanti creativi e veri artisti hanno lavorato con me: da Giorgio Armani a Gio Ponti, da Max Huber a Bruno Munari, da Biki a Oliviero Toscani, per ricordarne solo alcuni.

Max Huber

Bruno Munari

Gio Ponti

Biki

Ho sempre guardato avanti, al bello e al nuovo. Qualcuno mi accusa di aver contribuito a diffondere il consumismo, ad omologare i gusti; a me piace pensare, invece, di aver fatto conoscere il meglio della moda e del design, anche con una comunicazione accurata.

foto di S. Libiszewski

Prima che la fotografia artistica si diffondesse, la mia pubblicità si è avvalsa di artisti del calibro di Marcello Dudovich, che ha firmato i miei cartelloni per oltre trent’anni.

I miei pacchetti sono riconoscibili, le mie vetrine sono ancora oggi un palcoscenico, un mondo di fantasia, creatività e cultura.

per “Madama Butterfly”

Mi sono dedicata alla diffusione della moda pronta, con taglie diverse, dalla più alta e classica (nel 1963 ho proposto un abito di Pierre Cardin) alla più innovativa con la collezione, nel 1965, di Mary Quant. Anche oggi da me si possono trovare i brand più prestigiosi.

Ho istituito un premio, il Compasso d’Oro, per dare spazio alla bellezza e all’innovazione anche nel campo del design, proponendo al pubblico tante novità.

Nell’arredamento ho suggerito  come pezzi singoli, di  classe, intercambiabili, possano creare ambienti più nuovi e personali.

Gio Ponti

sedia “Adriana” di Franco Albini

Ancora oggi le griffes più famose espongono i loro modelli alla Rinascente; amo i profumi raffinati, le novità per la casa, il food di qualità. Tutte le sfumature del lusso sono presenti nei miei piani.

Vi aspetto per bere qualcosa o per un assaggino speciale al settimo piano.

È il trionfo del food di eccellenza… anche nel prezzo.

Se si vuole, però, si possono fare anche solo quattro passi sulla terrazza per guardare il Duomo da vicino.

Le guglie rosate sono lì, quasi da toccare, e le statue, a volte, sembrano lanciare un’occhiata verso di me.

Un bacio dalla vostra centenaria Rinascente e…

Buone Vacanze!

Un tuffo ai Bagni Misteriosi, una piscina tra svago, storia e cultura

Se il tempo delle vacanze è ancora lontano o resta un miraggio, si possono trascorrere piacevoli momenti di svago ai “Bagni Misteriosi” di via Botta, un’oasi di benessere tra acqua, verde e…  teatro.

Questa piscina è stata fatta rinascere a nuova vita grazie alla Fondazione Pier Lombardo (quella del Teatro Franco Parenti!), con grandi investimenti pubblici e privati dopo anni di chiusura. Ecco com’era la piscina Caimi fino a qualche anno fa.

Ora piscina e teatro costituiscono un unico grande complesso articolato in spazi autonomi, ma con tanto in comune.

Circondata da un lungo muro azzurro che invita e non divide, durante il giorno questa piscina scoperta offre la possibilità di tuffi, solarium e giochi per bambini in un ambiente piacevole e ricco di angoli insoliti.

Di sera, invece, si trasforma in un luogo dove sostare incontrando gli amici a bordo piscina o seduti ai tavolini del bar del teatro, bevendo qualcosa o assistendo agli spettacoli e agli eventi via via proposti.

A volte la piscina, come per magia, diventa essa stessa teatro, il solarium un palcoscenico all’aperto, gli spogliatoi camerini per gli artisti.

Il Pier Lombardo si propone come un cantiere di iniziative culturali, artistiche e di svago sempre in movimento. Quest’inverno, ad esempio, è stata allestita sopra la piscina una pista di pattinaggio, “ghiaccio sull’acqua” anche al chiaro di luna: una novità assoluta e un’esperienza da ricordare.

Il nome “Bagni Misteriosi”, dato ora all’impianto, evoca l’arte e richiama alcuni disegni di Giorgio de Chirico e l’omonima scultura nel giardino della Triennale.

E poi, lo diciamo dalla nascita del nostro blog, il mistero è di casa a Milano, celato nella storia. Alziamo il sipario per scoprire il passato dei Bagni Misteriosi.

La ex-Caimi risale alla seconda metà degli anni Trenta e faceva parte di un progetto per costruire piscine in zone periferiche. Fu ideata dall’ingegner Luigi Lorenzo Secchi al quale si devono anche, negli stessi anni, le piscine Giulio Romano e Cozzi, una delle prime vasche olimpioniche coperte in Europa.

L’ingegnere, che lavorava per il Comune di Milano, è stato una figura di prim’ordine nella architettura pubblica della nostra città. A lui si devono, tra l’altro, due opere che sembrano appartenere a due mondi opposti e conviventi:  la ricostruzione della Scala nel dopoguerra e il mercato coperto di viale Monza.

La piscina era dedicata a Giuseppe Caimi, un giovane talento sportivo (schermidore, nuotatore e calciatore). Convocato nel 1912 nella Nazionale Olimpica di Calcio per le Olimpiadi di Stoccolma, venne poi allontanato dall’allora Commissario Tecnico Vittorio Pozzo perchè in un locale notturno avrebbe esclamato “svedesone bionde, aspettatemi, arriva Caimi!”. Altri tempi… o no?

I sogni per lui si interruppero durante la Prima Guerra Mondiale e le sue medaglie furono d’argento per il valore e d’oro alla memoria.

La piscina Caimi faceva parte di un centro polifunzionale situato in un quartiere di edilizia popolare degli Anni Trenta, con impianti sportivi, biblioteca, ambulatorio medico e locali per diverse attività. Ancora oggi si può riconoscere l’antica struttura nello spazio del teatro Parenti.

Ora la piscina è stata “aggiornata” con il contributo del FAI e sotto il vincolo dei Beni Culturali. Mantiene infatti alcune caratteristiche di un tempo, come le due vasche e la statua Liberty dei fenicotteri.

Molte, però, sono le innovazioni tecnologiche come la depurazione dell’acqua con un sistema a raggi UV, senza cloro. Le vasche sono circondate da portici che offrono un po’ d’ombra e sotto i quali si aprono gli spogliatoi, i locali di servizio, palestre, biblioteca, spazi al coperto per bambini.

L’intero complesso è ancora in divenire con grande attenzione al futuro senza dimenticare il suo passato.

Franco Parenti

Lo specchio azzurro della piscina, circondato da verde, naturale e artificiale, sembra un palcoscenico tra le case intorno. Qui possiamo mettere in scena, sotto la luce del sole o della luna, qualche ora del nostro tempo.

Per orari e costi visitare il sito : http://www.bagnimisteriosi.com/

Prego, accomodatevi…