Buon Primo Maggio con i “Mughetti” di Čajkovskij

Fin dall’antichità il mughetto ha sempre avuto un forte carattere simbolico nella cultura europea ed è stato fonte di ispirazione per leggende, scrittori, persino maestri della moda (pensiamo agli abiti da sposa di alcune principesse e al grande Christian Dior).

Questo piccolo fiore viene tradizionalmente regalato il Primo Maggio per augurare gioia e fortuna alle persone care. Per i nostri auguri quest’anno abbiamo trovato una rarissima poesia dedicata ai mughetti che il grande compositore russo Pëtr Il’ič Čajkovskij aveva scritto durante un suo viaggio in Italia nel dicembre 1878.

Ci sono immagini molto belle, ricche di sensibilità e nostalgia. Anche se i versi risentono dell’epoca in cui sono stati scritti, abbiamo potuto conoscerli solo grazie ai mezzi attuali che ci hanno permesso, in poco tempo, la traduzione dal russo attraverso una versione inglese. Straordinario legame tra passato e presente!

“Quando alla fine della primavera colgo per l’ultima volta
i miei fiori preferiti, un desiderio mi riempie il petto,
e al futuro mi rivolgo con urgenza:
lasciami guardare ancora una volta i mughetti.
Ora sono appassiti. Come una freccia l’estate è volata via,
i giorni si sono accorciati. Il coro delle piume tace,
il sole ci concede più clemente il suo calore e la sua luce,
e il bosco ha già steso il suo tappeto di foglie.
Poi, quando arriva il rigido inverno
e le foreste indossano la loro coltre di neve,
vagabondo sconsolato aspetto con rinnovato desiderio
che il cielo risplenda del sole di primavera.
Non trovo piacere nei libri, né nelle conversazioni,
né nelle slitte veloci, né nello scintillio rumoroso del ballo,
né nel mio amore, né nel teatro, né nella cucina raffinata,
né nel tranquillo crepitio dei ceppi che ardono nel fuoco.
Aspetto la primavera. Ed ecco che appare l’incantatrice,
il bosco si è liberato del suo sudario
e ci prepara l’ombra,
i fiumi cominciano a scorrere e il boschetto si riempie di suoni
e finalmente il giorno tanto atteso è arrivato!
Presto nel bosco! Corro lungo il sentiero familiare.
I miei sogni si saranno avverati, i miei desideri saranno stati appagati?
Eccolo! Chinandomi a terra, con mano tremante
colgo il meraviglioso dono dell’incantatrice Primavera.
O mughetto, perché sei così piacevole alla vista?
Altri fiori sono più sontuosi e maestosi,
con colori più brillanti e motivi più vivaci,
eppure non hanno il tuo misterioso fascino.
Dove si cela il segreto del tuo incanto? Cosa profetizzi all’anima?
Con cosa mi attrai, con cosa rallegri il mio cuore?
È forse che fai rivivere il fantasma dei piaceri passati,
o è la beatitudine futura che ci prometti?
Non lo so. Ma il tuo profumo balsamico,
come vino che scorre, mi riscalda e mi inebria,
come musica, mi toglie il respiro,
e come una fiamma d’amore, pervade le mie guance ardenti.
E sono felice mentre fiorisci, modesto mughetto,
la noia dei giorni invernali è passata senza lasciare traccia,
e i pensieri opprimenti sono svaniti, e nel mio cuore in languida consolazione
accoglie, con te, la dimenticanza di problemi e affanni.
Eppure ora appassisci. Di nuovo in monotona successione
i giorni inizieranno a scorrere lentamente, e più forte di prima
sarò tormentato da un desiderio insistente,
dal sogno angosciante della felicità dei giorni di maggio.
E poi un giorno la primavera chiamerà di nuovo
e solleverà il mondo vivente dalle sue catene.
Ma l’ora giungerà. Non sarò più tra i vivi,
incontrerò, come tutti, il mio destino.
E poi? Dove, nell’ora alata della morte,
la mia anima, obbedendo al suo comando, si innalzerà silenziosamente?
Nessuna risposta! Sii silenziosa, mente inquieta,
non puoi immaginare cosa ci riserva l’eternità.
Ma come tutta la natura, attratti dalla nostra sete di vivere,
ti invochiamo e aspettiamo, bella Primavera!
Le gioie della terra sono così vicine a noi, così familiari,
la fauce spalancata della tomba è così oscura!”

Buon Primo Maggio a tutti con tanta felicità e buona sorte!

A presto…

Mughetto, il fiore di maggio

Buona prima giornata di maggio, mese ricco di tradizioni ed eventi da festeggiare con un fiore.

 

Tra qualche giorno la nostra città si vestirà dei fiori di Orticola (dal 9 al 12 maggio) e del Museo Diocesano (17, 18 e 19 maggio); inoltre, il Museo di Storia Naturale (fino al 12 maggio) ospita le tavole con illustrazioni botaniche di “Gardenia” per festeggiare i primi 40 anni della rivista.

 

Ci piace, quindi, iniziare questo mese parlando di un fiore che porta bene e a cui è legata la festa di oggi: il mughetto, piccolo fiore antico dall’intenso profumo che spunta libero nei boschi.

 

Lo offrivano già Celti e Romani in segno di amicizia e buona sorte; se ne adornavano le giovani spose a maggio per il giorno del loro matrimonio; si pensava persino che fosse una scala per raggiungere il Paradiso o, per lo meno, la positività con cui affrontare tempi difficili.

 

A questo fiore sono legate tante leggende che abbiamo già raccontato. Ne abbiamo trovata un’altra, molto tenera e piena di speranza. Un usignolo si era innamorato di un rondinella. Lei era un po’ ritrosa, ma una fatina buona era intervenuta e i due innamorati avevano raggiunto la felicità. Il tempo, però, era passato veloce e la rondinella doveva migrare con le sue compagne.

 

Come pegno di amore aveva lasciato all’usignolo tre piccole piume bianche che la fatina aveva trasformato in mughetto con la promessa che sarebbe rifiorito la prossima primavera, quando la rondinella avrebbe fatto ritorno dal suo innamorato.

 

Questo piccolo fiore, nel tempo, ha significato buona fortuna, anche se può essere piuttosto velenoso… Forse per tenere lontano guai e guastafeste.

 

Probabilmente lo pensava anche la fascinosa Sissi, che aveva a Venezia, nel Palazzo Correr, un piccolo boudoir dipinto con mughetti e fiordalisi, dove si faceva bella.

 

Il mondo della moda è molto legato a questo fiore. Un imprenditore, a inizio Novecento, aveva regalato dei mughetti alle sue sartine proprio il Primo Maggio, festa del Lavoro.

 

Anche il grande Christian Dior credeva fortemente nel mughetto come portafortuna. In una sfilata aveva fatto cucire qualche rametto all’interno o nell’orlo degli abiti delle indossatrici e lui stesso a volte lo portava all’occhiello come scaramanzia.

 

Non solo: negli anni Cinquanta dedicò a questo fiore diverse creazioni di abiti e gioielli, veramente molto belli e iconici.

 

Infine la maison offre ora questa idea per una colazione di maggio, bella e augurale!

 

Buon mese di Maggio a tutti!

A presto…