Tra qualche giorno avrà inizio la Design Week, la settimana forse più scenografica e affollata della nostra città. Palazzi, giardini, edifici e luoghi vari si apriranno al pubblico per il FuoriSalone presentando oggetti e materiali per l’arredamento di alta gamma. Talora questi “contenitori” sono così belli (e non sempre visitabili) da rubare persino la scena ai “contenuti” esposti.
In questa edizione 2026 il FuoriSalone, sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo, proporrà per la prima volta al pubblico tra i “contenitori” anche la piscina “Guido Romano”, conosciuta dai milanesi come la “Ponzio”, dal nome della via dove si trova.
Come si trasformerà la piscina per questa occasione? In attesa di vedervi qualche spettacolare installazione, che sappiamo sarà dedicata al vetro, riscopriamone la storia ricordando anche il suo progettista, Luigi Lorenzo Secchi, uno dei più geniali e innovativi ingegneri del secolo scorso, al quale la nostra città deve molto. Di lui e del suo amore per Milano e la sua gente parleremo un’altra volta, riscoprendo altre sue opere diffuse in diverse zone periferiche al servizio della collettività.
La “Ponzio” ieri e oggi
Questa piscina compie quasi cent’anni. Venne, infatti, inaugurata nel luglio del 1929 su progetto del giovane ingegner Secchi, che lavorava per il Comune di Milano. Era (ed è ancora) una piscina all’aperto, circondata da ampi spazi per i bagni di sole e il tempo libero dei milanesi che restavano in città. Molto grande, poteva ospitare fino a 1500 persone.
C’erano due grandi vasche: una più grande e profonda, (di circa 100 per 40 metri) rettangolare ma con i bordi stondati agli angoli per evitare ristagni, riservata ai nuotatori, l’altra, realizzata in seguito, per i bambini, che con i loro costumini in lana sferruzzati da mamme e nonne, giocavano all’aperto, prendevano un po’ di sole e familiarizzavano con l’acqua.
Secondo il progetto dell’ingegner Secchi l’acqua per queste due vasche veniva prelevata direttamente dal sottosuolo, depurata e sterilizzata automaticamente. Intorno alle vasche c’erano cabine in muratura, un bel porticato, un’ampia zona a verde e per le sabbiature. Completavano la struttura tre begli edifici, riservati agli ingressi e ai servizi (anche docce calde).
Ora nella palazzina centrale, realizzata in un sobrio stile Novecento, che ci fa ricordare i dipinti di Sironi e De Chirico, ha sede un comando della Polizia Locale.
La Ponzio non fu l’unica piscina di Milano realizzata dal Secchi. Sue sono anche la Cozzi (allora la più grande piscina coperta d’Europa) e la Caimi (anch’essa all’aperto), oggi meglio conosciuta come i “Bagni Misteriosi” di via Pier Lombardo. Costruite in zone allora periferiche e dal pubblico (il Comune) per il pubblico, sono ancora belle, rivalorizzate e utilizzate.
Come è oggi la Ponzio? In questo momento è chiusa in attesa della riapertura estiva. Cercheremo di riscoprirla in occasione del prossimo FuoriSalone e, soprattutto, nelle calde giornate d’estate.
A presto…








