Un nuovo Museo d’arte: dagli Etruschi a Andy Warhol

Ci troviamo davanti alla Fondazione Rovati, nello storico palazzo di corso Venezia 52, dove, da qualche settimana, è stato inaugurato un museo con reperti etruschi e… non solo. Siamo, infatti, in un luogo e in una atmosfera di incontri tra antico e moderno che creano dialogo e movimento, il che fa di questo museo qualcosa di molto milanese.

 


Il luogo. Il palazzo sorge quasi al termine di corso Venezia, dove i neoclassici caselli del dazio di Porta Orientale e i Bastioni segnavano il confine tra la città, con l’elegante e nobile Corsia delle Carrozze, e il più vitale e popolare Borgo esterno con il Lazzaretto e l’odierno corso Buenos Aires.

 

 

Il Palazzo. Quattro telamoni sono i granitici custodi di questo edificio fatto costruire nel 1871 dal Principe di Piombino, dove anticamente si trovavano le ortaglie del convento dei Cappuccini di manzoniana memoria e dove poi era sorto il Teatro della Stadera.

 

 

La ricca borghesia imprenditoriale milanese, però, tra Ottocento e Novecento, cercava dimore eleganti per rendere più manifesto il proprio prestigio o comperando palazzi già esistenti o costruendone dei nuovi, come Palazzo Castiglioni, splendido esempio di Liberty milanese.

 

 

Nel palazzo del Principe di Piombino vennero poi via via ad abitare la famiglia Bocconi (quella della Rinascente e dell’università omonima), la famiglia Rizzoli, i Carraro… infine, nel 2015, passò alla Fondazione Rovati, il medico imprenditore farmaceutico, la cui statua ci accoglie nell’atrio come un buon padrone di casa.

 


Gli ambienti.
Il palazzo, già ristrutturato in precedenza, è stato recentemente ampliato e ridisegnato dallo Studio MCA di Mario Cucinella. Attualmente sono accessibili al pubblico, per il museo, i tre piani centrali.

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Piano Terra. Il grande ingresso (con biglietteria, shop museale, caffè/bistrot e accesso al ristorante del quarto piano) si apre su un bel giardino interno sul quale si affaccia anche un piccolo padiglione espositivo.

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Il piano terra è sempre accessibile liberamente al pubblico, anche senza visitare il museo. Perchè non fermarci per un caffè, magari seduti in giardino?

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Piano nobile. Questo piano museale colpisce anche per l’eleganza degli ambienti. Specchi, boiseries, camini, pavimenti perfettamente restaurati sono inseriti in locali ridisegnati e resi attuali anche attraverso i colori vivaci delle pareti.

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Le opere esposte spaziano e dialogano tra antico e contemporaneo (De Chirico, Andy Warhol…).

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Piano ipogeo. Questo museo offre un’esperienza culturale anche attraverso gli ambienti diversificati e spettacolari e le scelte architettoniche.

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Nella grande e sinuosa sala ellissoidale opere etrusche, esposte con grande eleganza su scaffali lineari, si alternano ad altre contemporanee in un rimando e contrasto continuo. Ecco alcune foto come invito alla visita.

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Le opere della Fondazione saranno esposte a rotazione. Si prevede per ottobre la presentazione, per la prima volta al pubblico, della Stele di Vicchio, una lastra di arenaria con la più lunga iscrizione etrusca su pietra, rinvenuta a Poggio Colla (FI) nel 2015.

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Questo museo, molto innovativo, dispone anche di una children’s room con laboratori didattici e, in un prossimo futuro, sarà aperto anche un altro piano per mostre temporanee e conferenze. Ci sono arte, storia, architettura e cultura: è un museo assolutamente da visitare!

A presto…

 

 

 

 

 

 

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