Per la Festa dei nonni proponiamo un piccolo, insolito itinerario che ha per protagonista Noè. Secondo una tradizione medievale sarebbe il “nonno” di mitici fondatori di tante città, tra cui Milano prima che si chiamasse così e che Belloveso incontrasse la “scrofa semilanuta“, ricordata da un bassorilievo in piazza Mercanti.
Ancora una volta partiamo dal nostro Duomo, come sempre il centro di molte storie della nostra città. Tra le statue (difficile trovarla, ma c’è) non poteva mancare quella di Noè, considerato il secondo padre dell’umanità perchè, attraverso figli e poi nipoti, divise e ripopolò le terre allora conosciute dando origine a diverse civiltà e culture.
Pensare a Noè è pensare al Diluvio, quel cataclisma, narrato in diverse culture, che distrusse e sommerse ogni cosa. Nel nostro strano itinerario inseriamo due “intrusi” di tanti millenni fa: per prime le conchiglie fossili, le ammoniti, che si intravedono nella pavimentazione dei portici di piazza Duomo. Queste lastre di marmo provengono dalle Prealpi lombarde quando erano coperte dal mare che copriva tutta la pianura. Ora un mare di persone cammina, senza farvi attenzione, su questa distesa di antiche conchiglie… che stupefacente città è la nostra!
L’altro piccolo intruso è il tenero cucciolo di dinosauro scolpito accanto al portone centrale del Duomo. Questo animaletto che guarda chi guarda il Duomo, ci ha tenuto compagnia all’inizio dei nostri “passipermilano”; ora, dopo oltre dodici anni, è un teenager che vuole partecipare alla Festa dei nonni. Forse alcuni suoi discendenti sono saliti anch’essi sull’Arca ed è progenitore e protononno.
Per la prossima tappa andiamo a San Maurizio al Monastero Maggiore di corso Magenta, una chiesa che ci riserva sempre mille sorprese, parlando anche di personaggi e storie lontane.
Tra gli affreschi non poteva mancare uno splendido Diluvio Universale dipinto da Aurelio Luini, figlio del più famoso Bernardino. Siamo immersi in una favola: ci sono la grande Arca, a più piani come racconta la Bibbia, e le varie coppie di animali che salgono in cerca di salvezza per continuare la specie.
Sull’Arca, secondo le Scritture, erano saliti Noè con moglie, figli (Sem, Cam e Giafet) e nuore. Quando, dopo quaranta giorni e quaranta notti, il Diluvio finì e tornò il sereno, l’Arca terminò la sua opera di salvataggio, e una colomba bianca tornò da Noè con un ramoscello di ulivo nel becco. Ecco quella rappresentata nel mosaico che si trova nella chiesa di San Tomaso in Terramara in via Broletto.
Noè divenne agricoltore e piantò le viti, ma, non conoscendo gli effetti del vino, ne bevve un po’ troppo e si addormentò ubriaco e tutto nudo. Così lo trovò il figlio Cam che lo derise, chiamando i fratelli. Sem e Giafet, per rispetto, coprirono il padre con un mantello senza guardarlo. Questo episodio è raccontato nel Diluvio di San Maurizio (vedere foto sopra) e nel dipinto di Bernardino Luini alla Pinacoteca di Brera.
Noè si adirò e maledisse Cam e la sua discendenza; poi divise le terre appena riemerse tra i tre figli e le affidò loro: a Cam toccò l’Africa, a Sem l’Asia e a Giafet l’Europa.
I figli di Noè divennero a loro volta genitori e poi nonni. In particolare da Giafet nacque Tubal (o Tubai) che sbarcò in Spagna e in Italia, dove fondò alcune città. Suo figlio Subres “…inter Ticinum et Abduam (Adda) elegit sedem, urbem aedificans quam nomine suo Subriam nominavit“. Dal suo nome sarebbe derivato il termine Insubria, nel cui territorio Belloveso avrebbe fondato poi Milano. Queste notizie sono tratte da “Historia…de situ ambrosianae urbis..” di Giovanni da Cermenate. Una piccola curiosità: noi milanesi (detti anche ambrosiani) siamo gli unici europei che continuano, con orgoglio, ad essere chiamati con il nome derivato dal “nostro” Vescovo, Sant’Ambrogio.
La leggenda dell’origine della nostra città ad opera di discendenti di Noè era molto in auge nel Medioevo. Tutti i cronisti di allora, però, raccontavano anche quanto narrato da Tito Livio sulla fondazione di Milano da parte di Belloveso, evento che sarebbe accaduto secoli dopo.
Queste leggende vennero riprese nel Seicento da Paolo Morigia, secondo il quale la nostra città venne fondata da Tubai, nipote di Noè (o da suoi discendenti), qualche decennio dopo il Diluvio Universale. Il nostro piccolo itinerario si conclude alla Pinacoteca Ambrosiana per vedere lo splendido ritratto del Morigia realizzato da Fede Galizia, una grande e sottovalutata pittrice milanese vissuta a cavallo tra il Cinquecento e il Seicento.
Questa artista ha colto lo sguardo acuto e un tantino ironico dello scrittore. L’ambiente è riflesso e deformato nelle piccole lenti degli occhiali tenuti nella mano sinistra. Una vera opera d’opera d’arte tutta milanese da scoprire.
A tutti una buona Festa dei Nonni e, visto che il protagonista è Noè,… speriamo non piova!
A presto…












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