Andate a vederlo e si sentirà meno solo! – (tanto tempo fa)

Eccolo: piccolo, erbivoro (sta mangiando una foglia), le zampine palmate (viveva nell’acqua?), musetto da rettile …

Forse era un discendente del famoso drago Tarantasio, che dimorava nel lago Gerundo, situato tra le province di Bergamo, Lodi, Cremona e Milano; paludoso e  maleodorante il lago era alimentato dai fiumi Adda, Oglio, Lambro e Serio. Questo drago era terribile; si nutriva di uomini e bambini e ammorbava l’aria con le zaffate del suo  fiato. Ci sono tante leggende che vedono diversi eroi cercare di sconfiggere questo mostro. Tra questi una narra di San Colombano, un monaco esorcista, che già aveva affrontato il mostro di Loch Ness. Di questo mostro rimangono tante tracce ancora visibili  in diversi paesi nel lodigiano e nel bergamasco (una costola di drago a Pizzighettone nella sacrestia di San Cristoforo ,  un’intera carcassa custodita a Lodi e andata perduta, un osso di enormi dimensione ad Almenno San Salvatore nella chiesa di San Giorgio).

Un po’ di Tarantasio è ancora tra noi. Quando fate benzina all’Agip, guardate il cane a 6 zampe che sputa fiamme. L’Eni avrebbe preso spunto da Tarantasio quando nel 1944 fu scoperto il primo giacimento di metano in piena zona Gerundo.

Secondo alcuni l’animale manda ancora le sue zaffate dal sottosuolo …

drago Tarantasio

Dinosauri e draghi a Milano come a Loch Ness? – (raccontaMI)

 

Eccomi! Sono io!

Eccomi!  Sono io!

_ Ciao, Belisama! Anche tu non mi vedi? Sono qui da secoli, vedo passare la città, ma nessuno si accorge di me!
_ E sei proprio qui all’ingresso, di fianco al portone, piccolo dinosauro!

_ Tanto tempo fa questo era il mondo. Sopravvivo qui tra tutte queste statue .

_Come mai un cucciolo di dinosauro sul portone principale del Duomo?

_ Guarda tutte queste statue, Belisama: c’è tutto il creato …e tra le altre creature ci sono anch’io.

_ Ce ne sono altri a Milano come te?

_ Certamente. La città è piena di draghi, mostri, serpenti terribili, tenebrose presenze!! Basta cercarli …li vedrai!

La Carlina, fantasma del Duomo – (raccontaMI)

 “Queste cose non furono mai, ma sono sempre” (Sallustio)

 

_ E tu, signora in nero, perché cerchi un angolo nelle fotografie dei novelli sposi?

Bentornata, Belisama! Sono la Carlina.. tanto tempo fa, per sfuggire alle voglie del signore, ci vestivamo di nero il giorno delle nozze perché  restasse segreto e non dovessimo dare il nostro corpo a lui prima che al nostro sposo. Anch’ io feci cosi e poi venni a Milano con il mio sposo in un dolce giorno di luna di miele. Ma tra queste guglie e queste statue severe intorno a me mi spaventai, mi persi nella nebbia e precipitai portando nel volo il bimbo che aspettavo. Non era del mio Renzino, ma di un fugace, perduto amore.
E ora continuo a vagare dentro e fuori il Duomo e mi avvicino agli sposi che sorridono in una foto  per augurare loro la felicità a me negata…_

E rientra nella nebbia che un tempo la inghiottì.
_Quante ragazze in nero vedo ora passare da qui. Vestono forse perduti amori o questo mondo non vuole colori?_