Il primo simbolo di Milano – (tanto tempo fa)

Il cinghiale è un animale simbolico che appare in molte religioni antiche europee e asiatiche, carico di significati. Nei popoli nordici il cinghiale è ” la guida” del guerriero nell’affrontare la foresta, simbolo del mondo interiore. Fra i Celti l’animale era un simbolo della classe sacerdotale, un tramite per comunicare la volontà degli dei agli uomini. Si deve ad una cinghialessa “semilanuta” l’aver mostrato a Belloveso il luogo dove sarebbe sorta la futura Milano, secondo il volere della dea Belisama. Il cinghiale era anche considerato un cibo sacrificale durante la più importante delle feste celtiche, Samhain, tra il 31 ottobre e il primo novembre.

Le origini di Milano – (tanto tempo fa)

Le origini di Milano sono avvolte nella nebbia … “padana”.

la  nebbia

Alcuni sostengono addirittura che Milano non abbia avuto alcuna giustificazione geografica, costruita  su palafitte che affondavano in una palude.

Secondo una leggenda l’eroe celtico Belloveso, come aveva indicato la profezia della dea Belisama, fondò la città dove aveva incontrato una cinghialessa bianca, con il dorso parzialmente coperto di pelo, cioè “mediolanuta”.

Altri sostengono che Milano  sia stata una “terra di mezzo”, da qui Mediolanum, un luogo centrale tra diverse vie commerciali, a metà strada tra il Baltico e il Nord Africa, in mezzo alla pianura, fra i fiumi Olona e Seveso.

Secondo fra’ Paolo Morigia, che scrisse un “Historia dell’antichità di Milano” (Venezia 1592), Milano venne fondata 35 anni dopo il Diluvio Universale (2900 anni prima di Cristo) da Tubai, nipote di Noè, che visse 197 anni, allietato da 90 figli e 13700 nipoti (gasppp…..!)

Secondo altre versioni “Medhelan” era un luogo sacro a forma di ellissi, allineato con le costellazioni. Il recinto ellittico scelto per la fondazione comprendeva l’attuale p.zza Scala, via Manzoni, c.so Vittorio Emanuele.

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Dinosauri e draghi a Milano come a Loch Ness? – (raccontaMI)

 

Eccomi! Sono io!

Eccomi!  Sono io!

_ Ciao, Belisama! Anche tu non mi vedi? Sono qui da secoli, vedo passare la città, ma nessuno si accorge di me!
_ E sei proprio qui all’ingresso, di fianco al portone, piccolo dinosauro!

_ Tanto tempo fa questo era il mondo. Sopravvivo qui tra tutte queste statue .

_Come mai un cucciolo di dinosauro sul portone principale del Duomo?

_ Guarda tutte queste statue, Belisama: c’è tutto il creato …e tra le altre creature ci sono anch’io.

_ Ce ne sono altri a Milano come te?

_ Certamente. La città è piena di draghi, mostri, serpenti terribili, tenebrose presenze!! Basta cercarli …li vedrai!

La Carlina, fantasma del Duomo – (raccontaMI)

 “Queste cose non furono mai, ma sono sempre” (Sallustio)

 

_ E tu, signora in nero, perché cerchi un angolo nelle fotografie dei novelli sposi?

Bentornata, Belisama! Sono la Carlina.. tanto tempo fa, per sfuggire alle voglie del signore, ci vestivamo di nero il giorno delle nozze perché  restasse segreto e non dovessimo dare il nostro corpo a lui prima che al nostro sposo. Anch’ io feci cosi e poi venni a Milano con il mio sposo in un dolce giorno di luna di miele. Ma tra queste guglie e queste statue severe intorno a me mi spaventai, mi persi nella nebbia e precipitai portando nel volo il bimbo che aspettavo. Non era del mio Renzino, ma di un fugace, perduto amore.
E ora continuo a vagare dentro e fuori il Duomo e mi avvicino agli sposi che sorridono in una foto  per augurare loro la felicità a me negata…_

E rientra nella nebbia che un tempo la inghiottì.
_Quante ragazze in nero vedo ora passare da qui. Vestono forse perduti amori o questo mondo non vuole colori?_