Una chiesa dell’Anno Mille: San Sepolcro

C’è un “dove” un po’ nascosto e un po’ sconosciuto, anche se centralissimo, da visitare magari in questi giorni di Pasqua. La meta odierna di passipermilano è la chiesa di Santa Maria Maddalena al Santo Sepolcro, più conosciuta come chiesa di San Sepolcro.

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Fa parte del complesso dell’Ambrosiana e si può raggiungere tranquillamente da via Torino o da piazza Pio X.

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Siamo nel cuore di Mediolanum e precisamente la chiesa fu costruita accanto all’incrocio tra Cardo e Decumano, dove si trovavano il Foro e la Zecca.

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San Sepolcro risale al 1030, pochi anni dopo la caduta della Terra Santa nelle mani dei musulmani, avvenuta nel 1009. La piccola chiesa, su più livelli, dedicata inizialmente alla Santissima Trinità, fu voluta da un ricco privato ed era stata pensata come un cammino di fede attraverso il Mistero Pasquale.

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Dopo la riconquista di Gerusalemme da parte dei Crociati il 15 luglio 1099, la chiesa fu dedicata, esattamente un anno dopo, al Santo Sepolcro e ne divenne il simbolo per Milano. Fu celebrata così anche la partecipazione dei Lombardi alla Prima Crociata. Vi ricordate l’opera di Verdi?

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Gerusalemme (F. Hayez)

Ecco la storia nei secoli di questa chiesa:

http://www.chiesasantosepolcro.it/storia.php

Entriamo. Una dolce luce soffusa filtra dalle vetrate.

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Nell’atrio incontriamo due cappelle decorate con affreschi, tra i quali quello di San Carlo al Sepolcro dove è dipinta anche la scala che porta alla cripta nella quale il Santo andava a pregare.

dipinto San Carlo accompagna il Cristo nel sepolcro

La chiesa ricorda la Passione, la Morte e la Resurrezione di Cristo; una leggera salita ci conduce verso l’altare.

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Nelle due cappelle ai lati dell’abside, statue secentesche di terracotta policroma a dimensioni naturali rappresentano alcuni momenti della Settimana Santa. Sono opere di suggestivo realismo ed espressività. A sinistra l’Ultima Cena con la Lavanda dei Piedi e Giuda col sacchetto dei 30 denari; a destra Gesù tra i soldati, Caifa che si straccia le vesti e Pietro che rinnega Cristo.

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L’altare raffigura la Morte, la Resurrezione e l’Ascensione di Cristo. Nella parte bassa Gesù nel Sepolcro, al centro alcune statue di legno dipinto di bianco tra cui quella di Maria Maddalena, alla quale apparve per primo il Cristo Risorto. In alto è rappresentata l’Ascensione.

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La chiesa, infatti, è dedicata anche a Maria Maddalena, che è dipinta inoltre in un affresco sotto la cupola, restaurato di recente.

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Una “curiosità” che riguarda Leonardo; il vecchio Leo non si smentisce mai quando c’è qualcosa di intrigante.

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Il Maestro in un disegno aveva indicato questa chiesa come il “centro” di Milano e vi aveva lavorato, realizzando anche la planimetria della chiesa e della cripta, perfettamente identiche.

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Chissà se lo scrittore Dan Brown sapeva, quando scrisse Il Codice da Vinci, che il “centro” di Milano è costituito da una chiesa dedicata alla Maddalena?

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La chiesa subì nei secoli diversi interventi mentre la cripta si presenta ancora come l’aveva vista Leonardo. Scendiamo ora a visitarla.

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Questa novità “antichissima” di Milano è stata restaurata e aperta al pubblico solo da qualche giorno dopo cinquant’anni di chiusura.

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Il pavimento è lastricato con pietre di Verona provenienti dal Foro, materiale quindi “riciclato”, come di recupero sono le sottili colonne romane.

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E’ un grande onore visitare questo luogo nel quale è conservato un Sepolcro, simile a quello originale, che contiene molte reliquie portate dai Crociati, tra cui la terra di Gerusalemme e una ciocca di capelli della Maddalena.

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Una grata protegge il Sepolcro con una statua policroma di San Carlo inginocchiato in preghiera.

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Per lui questa cripta era luogo di spiritualità e penitenza, tanto importante da aver voluto ripristinare la processione del Sacro Chiodo dal Duomo a San Sepolcro.

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il Sacro Chiodo e la “Nivola” in Duomo

Altri riti ancora oggi presenti nel mondo cattolico sono nati in questa chiesa: le “Quarantore” e l’usanza dell’accensione del Cero Pasquale in Cattedrale col fuoco proveniente da San Sepolcro; anche il termine “scurolo” deriva da scuroeu, che, in dialetto milanese, indicava questa cripta.

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La chiesa, non ancora arrivata al grande circuito turistico, è ricca di tanti altri punti di interesse.

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cortile dietro la chiesa

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cortile dietro la chiesa

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abito da cavaliere del Santo Sepolcro

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palma della Sapienza col serpente alla base

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affresco raffigurante Cristo tra la Maddalena e Sant’Elena (?)

Vi proponiamo infine una visita virtuale che è anche un caloroso invito ad andarci di persona:

Uscendo da questa chiesa, eccoci sulla piazzetta, dove ci sono altre curiosità da non perdere. Guardiamo verso la chiesa e vediamo i due campanili gemelli. Non sono sempre stati così: erano di altezze diverse e rappresentavano il Vecchio e il Nuovo Testamento.

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ieri

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oggi

Proprio di fronte alla chiesa si trova palazzo Castani, un edificio del ‘400 restaurato due secoli dopo. Qui nel 1919 Mussolini fondò i Fasci di Combattimento, da cui il nome di Sansepolcristi attribuito ai primi aderenti.

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Interessante è l’edificio di sette piani a fianco del palazzo, la Torre Littoria, opera dell’architetto Portaluppi, risalente al 1937.

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E chiudiamo, nel vero senso della parola, con una grata. Guardate la finestra con le inferriate situata nella parte bassa di palazzo Castani.

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La grata è frutto di un ingegnoso lavoro tale da non permettere di sfilare in alcun modo le sbarre. Per qualcuno è una grata misteriosa impossibile da farsi, per altri è un’opera di antichissima fattura ancor ben conservata.

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Perchè tanto impegno per rendere sicura e inaccessibile una finestra così piccola?

Buon mistero a tutti! E soprattutto… Buona Pasqua!!

 

 

Itinerario da San Maurizio

Questo itinerario è molto piacevole e vario; attraverso un intreccio di vie tra le più eleganti e signorili di Milano, vi porterà a spasso nel tempo, incontrando dei resti romani, un museo archeologico, un palazzo barocco, un’abitazione di Lorenzo il Magnifico, un bar liberty, molti negozi contemporanei…e un lussuoso abbeveratoio per cavalli.

Siete pronti? Andiamo!

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Lasciamo la chiesa di San Maurizio: non perdetevela! Diversi critici l’hanno paragonata addirittura alla Cappella Sistina!!!

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Ci troviamo subito accanto al Civico Museo Archeologico di corso Magenta 15, che un tempo ospitava le suore di clausura del Monastero Maggiore.

La Chiesa di San Maurizio

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Pianta del Museo

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È una struttura evegreen molto bella, nonostante i molti secoli alle spalle (sembra risalga all’epoca longobarda).

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Non possiamo descrivere tutto ciò che contiene; vi invitiamo a visitarlo di persona! Ci sono reperti molto interessanti, tutti quelli di epoca romana (sezioni “Milano Antica” e “Abitare a Mediolanum”) sono provenienti da scavi nell’area milanese.  All’ingresso ci accoglie un plastico che riproduce, anche con colori diversi rispetto alle varie epoche, i principali edifici romani e la cerchia di mura, inseriti nella struttura urbanistica recente.

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Plastico di Mediolanum con le mura e gli edifici di età repubblicana in colore chiaro; quelli di età imperiale sono più scuri

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Mappa di Mediolanum repubblicana con l’espansione di Massimiano

Fra tanti reperti  alcuni capolavori, come un piatto d’argento  (la “Patera di Parabiago”) con un insieme di raffigurazioni mitologiche (con un click vedrete il carro di Cibele trainato da leoni, Atlante che sostiene il Tempo, le Quattro Stagioni, una lucertolina impertinente e tanto altro ancora); era utilizzato durante le cerimonie sacre pagane.

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Un altro tesoro da non perdere  è la splendida coppa di vetro del IV secolo, detta Coppa Trivulzio: ce ne sono solo tre al mondo, due appartengono  a  collezionisti misteriosi. E’ lavorata con una tecnica particolare che crea una specie di intarsio nel vetro, formando anche una frase beneaugurante.

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“bibe, vivas multis annis”

Ci sono poi i resti di una villa romana del primo secolo, demolita per costruire il Circo di Massimiano.

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Guardate questi gioielli incantevoli, attuali ancora oggi. .. chi era la fortunata signora?

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Quante altre cose si possono vedere al museo, ma ve le lasciamo scoprire da soli…..

Usciamo da qui alla ricerca di altri tesori.

A proposito di gioielli, a chi potrebbe venire in mente di farsi incastonare una perla nel pavimento? Alla marchesa Litta, inquilina del palazzo di fronte al museo!

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Palazzo Litta

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La marchesa Litta

Si dice infatti che alla nobildonna, quando Napoleone venne a trovarla, per l’emozione cadde una lacrima sul pavimento del Salotto Rosso: la preziosa lacrima fu ricordata con una perla.

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Purtroppo il palazzo, sede di uffici del Ministero dei Beni Culturali, non è visitabile, salvo particolari occasioni. Al suo interno  ospita un piccolo teatro a cui si accede da un ingresso laterale entrando nel cortile detto dell’Orologio

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Ingresso al teatro

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Teatro Litta

Accanto al teatro  c’è una caffetteria da non perdere: entrate in questa ex scuderia del palazzo dove  una fontana  ruba la scena!

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una fontana nel locale?

Vi domina un enorme Nettuno; bello vero? Chissà come erano emozionati i cavalli che qui si abbeveravano!!!

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Proseguendo su corso Magenta incontriamo la piccola via Terraggio: fate una sosta nel Giardino Segreto, entrando dal portone del numero civico 5.

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Qui passeggiava Lorenzo il Magnifico, quando veniva in visita agli Sforza, nella casa che gli avevano donato!

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Casa Medici fu trasformata poi in un convento, successivamente il refettorio divenne il cinema Orchidea, attualmente chiuso.

La dimora quattrocentesca di Lorenzo De' Medici a Milano, in Corso Magenta 29

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Se volete passare dal ‘400 al ‘900, spostandovi di pochi passi, potete trovare una importante libreria di settore, la Libreria dello Spettacolo.

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interno libreria dello spettacolo

Poco più avanti vi conviene fare una sosta al Bar Magenta, un locale storico dove vi sentirete pervasi dall’atmosfera Liberty.

Bar-Magenta 

bar magenta interno

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Se vi gira un po’ la testa dopo aver camminato in mezzo a tutta questa Storia, rilassatevi facendo quattro passi di ritorno su corso Magenta. per fortuna ci sono negozi bellissimi di vario genere: abbigliamento, calzature, una gioielleria che in genere ha una vetrina di forte impatto, una storica drogheria e, di fronte, la Libreria Milanese.

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Ora siete pronti per una visita al Palazzo Imperiale…o a ciò che ne resta, in via Brisa.

Più che un palazzo era una serie di edifici, una sorta di Quartiere Imperiale. Certamente si resta un po’ delusi di fronte a questo piccolo spazio verde con dei ruderi, che si può solo guardare dall’alto; d’altra parte sembra che a Palazzo abbia abitato anche Attila…

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via Brisa

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resti del palazzo di via Brisa

Avete voglia di un dolcino per concludere questa passeggiata? La Pasticceria Marchesi è qui dal 1824; vi tenterà non poco.

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100_6477 Pasticceria Marchesi

Tra un po’ aprirà un punto vendita anche in uno dei più lussuosi negozi in Galleria. Per ora un’occhiata che non fa ingrassare o, se siete golosi, un piccolo peccato di gola che sarà perdonato se farete ancora quattro passi per Milano!

Alla prossima!

Costantino e le Colonne di San Lorenzo – (raccontaMI)


_Ciao Belisama, sei tornata in Duomo!

_Ciao, piccolo dinosauro, avevo tanta voglia di rivederti. Oggi andremo a vedere un grande drago. Da molto tempo sei fermo sulla cornice della porta del Duomo e hai visto secoli di vita e di persone passare accanto a te. Quanta conoscenza hai acquisito! Ora, però, è tempo di scendere dal tuo muro; lascialo. Andiamo a vedere cosa c’è oltre.

Il dinosaurino, tutto contento, anche se con un po’ di timore, scende dal muro e segue Belisama. Si trovano alle Colonne di San Lorenzo davanti ad un muro colorato, con tante figure dipinte. Il piccolo si ferma a guardare un drago enorme, quando…

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Murales Colonne di San Lorenzo

 

_Inchinati all’Imperatore, donna!

Una forte voce giunge dalla statua di Costantino. Il piccolo dinosauro, già un po’ spaventato per aver visto l’immagine di quel drago, suo lontano parente, dall’aspetto così cattivo, si stringe vicino a Belisama, nascondendosi dietro di lei.

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_Chi sei, donna, che osi sfidare il potere imperiale e non rendere il dovuto omaggio al tuo signore?!

Belisama guarda Costantino negli occhi e prova quasi pena, non rabbia.

_Oh, questi mortali che vogliono far inchinare anche gli dei. Guarda: dove hai vinto la battaglia di Ponte Milvio,  i ragazzi hanno messo lucchetti per incatenare i loro amori.

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Il ponte Milvio

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I lucchetti di ponte Milvio

E il Palazzo Imperiale, il Circo di via Brisa qui a Milano? A malapena trovi ciò che ne resta. Il potere che ti ha posseduto è crollato come questi monumenti di pietra: figlio, moglie, nipote, uomini, donne, bambini di varie genti, quanti hai fatto uccidere per il tuo potere. Guerre, guerre…

_Sono l’Imperatore, ho fatto guerre per l’Impero, sono un grande guerriero!

_Guerra…”guerra non fa nessuno grande” ci ha insegnato Yoda, il grande saggio di Degobah. E poi hai emanato, qui a Milano, l’Editto sulla libertà di culto. Tolleranza…Quale tolleranza? Potere, non pace. Anche oggi mancano tolleranza e pace, nel vostro cuore di umani. La Storia degli uomini a volte fa le capriole e tutto si confonde e si aggroviglia. Ora sei qui, dentro a questa statua, davanti alle Colonne di San Lorenzo, in mezzo alla movida.

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_Movida?? È quello schiamazzo, fatto di voci bagnate di alcool e di birra, che turba il mio sonno imperiale?

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Belisama sorride, prende un boccale di birra e ne beve un sorso

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_Mica male questo nettare! Prosit, Costantino! Alla tolleranza!

Il dinosaurino ha ascoltato con attenzione, pensando a come sarebbe stato bello fare capriole in un brolo, come la Storia. “Forse, però” pensa “non ho capito bene i discorsi dei grandi. Di che cosa stavano parlando? La Storia fa capriole? Ma è come un grande circo dove ci sono saltimbanchi, equilibristi e giocolieri?

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Marc Chagall

 

Certo che è bello lasciare il proprio muro e fare quattro passi per Milano…

– Aspettami, Belisama! Dove andiamo ora?

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Le origini di Milano – (tanto tempo fa)

Le origini di Milano sono avvolte nella nebbia … “padana”.

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Alcuni sostengono addirittura che Milano non abbia avuto alcuna giustificazione geografica, costruita  su palafitte che affondavano in una palude.

Secondo una leggenda l’eroe celtico Belloveso, come aveva indicato la profezia della dea Belisama, fondò la città dove aveva incontrato una cinghialessa bianca, con il dorso parzialmente coperto di pelo, cioè “mediolanuta”.

Altri sostengono che Milano  sia stata una “terra di mezzo”, da qui Mediolanum, un luogo centrale tra diverse vie commerciali, a metà strada tra il Baltico e il Nord Africa, in mezzo alla pianura, fra i fiumi Olona e Seveso.

Secondo fra’ Paolo Morigia, che scrisse un “Historia dell’antichità di Milano” (Venezia 1592), Milano venne fondata 35 anni dopo il Diluvio Universale (2900 anni prima di Cristo) da Tubai, nipote di Noè, che visse 197 anni, allietato da 90 figli e 13700 nipoti (gasppp…..!)

Secondo altre versioni “Medhelan” era un luogo sacro a forma di ellissi, allineato con le costellazioni. Il recinto ellittico scelto per la fondazione comprendeva l’attuale p.zza Scala, via Manzoni, c.so Vittorio Emanuele.

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