I Templari c’entrano sempre… Itinerario DOC a Milano (parte terza)

Riprendiamo il nostro itinerario sulle tracce dei Templari a Milano, che avevano fondato, come ci suggerisce la toponomastica, una precettoria, o commenda, nella via omonima, circondata da campi coltivati (orti, brolo) e boschi (braida).

 

Chi erano i Templari, come erano giunti nella nostra città e quali tracce si sono salvate dall’oblio in cui furono fatti precipitare?

 Venerdì 13 e altre curiosità

Il loro fascino oscuro, fatto di storie e leggende, continua ancora oggi persino nei modi di dire. Perchè, ad esempio, diciamo che Venerdì 13 è un giorno sfortunato? Nel lontano 1307, venerdì 13 ottobre, i Templari vennero fatti arrestare dal Re di Francia, Filippo il Bello. Iniziò così la loro fine, fuga o “metamorfosi”.

 

 

Perchè le caravelle di Colombo (quasi duecento anni dopo) avevano sulle vele la croce templare? Sappiamo che il suocero portoghese del navigatore era un cartografo. Aveva forse antiche mappe segrete indicanti rotte per nuove terre oltre oceano? I Templari ci erano forse già stati?

 

 

Un’altra curiosità: diversi articoli riportano studi che hanno esaminato la dieta di questi monaci guerrieri, molto più longevi (salvo, ovviamente, morti violente) dei loro contemporanei.

https://www.lacucinaitaliana.it/news/salute-e-nutrizione/il-segreto-della-longevita-la-dieta-dei-templari/

I Templari, è stato scoperto, seguivano una dieta “mediterranea”, ricca di Omega3 e di succo di aloe, come consigliano oggi, con ben altre conoscenze, i più moderni nutrizionisti.

 

 

La nascita dei Templari. Storia e leggende

Ancora una volta la toponomastica di Porta Romana ci indica un lontano passato.

 

 

Già dai primi secoli i pellegrinaggi a Roma e in Terra Santa erano una pratica di fede. Con un bastone, una bisaccia e un cappello, i pellegrini cercavano di raggiungere per terra (attraverso la penisola balcanica) o per mare (da Brindisi dove termina la Via Appia) la Palestina. 

 

 

Il viaggio non era certo facile e agevole. Non solo strade polverose, boschi, imboscate di briganti, malattie, ma anche la situazione politica della zona era pericolosa per le contese coi musulmani per i luoghi sacri. La basilica del Santo Sepolcro di Gerusalemme, che era caduta in mani arabe, era stata riconquistata nella Prima Crociata nel 1099.

 

 

Quando, però, i Crociati iniziarono a fare ritorno in patria, i pellegrini furono nuovamente attaccati da briganti e predoni saraceni. Nel 1114 il cavaliere francese Hugues de Payns, giunse a Gerusalemme con altri nove cavalieri ed ebbe l’idea di istituire una comunità di monaci-guerrieri in difesa armata dei pellegrini, dei Luoghi Santi e, forse, anche per cercare “qualcosa”…

 

 

Il Re di Gerusalemme assegnò loro una postazione sulle rovine dell’antico Tempio di Salomone, con gli immensi sotterranei come “scuderie”. Era un luogo carico di fede e di “reliquie” leggendarie…

 

 

Quando, nel 1119, un gruppo di settecento pellegrini disarmati fu brutalmente attaccato dai saraceni, il progetto di Hugues de Payns venne autorizzato. Si costituì così l’Ordine dei Templari (da “Tempio”) che univa gli ideali della cavalleria a quelli della religione. Loro ideologo fu San Bernardo da Clairvaux che scrisse la regola a cui doveva attenersi la “nova militia”. 

 

 

Intanto, per studiare testi e antichi saperi, forse là ritrovati, si era riunito, in una Abbazia francese, il meglio dei dotti cristiani, rabbini e arabi. I nove cavalieri restarono a Gerusalemme ben dieci anni a scavare tra le rovine del Tempio. Cosa cercavano? Fecero poi ritorno in Francia nel 1128 con un enorme bagaglio di conoscenze che furono applicate in diversi campi (architettura, scoperte geografiche, nozioni “arcane” per l’epoca, che offrirono poi il pretesto per accusare in seguito i Templari anche di stregonaria).

 

 

A Milano

In pochi anni i Templari crebbero di numero e di potere. Si occuparono anche, nei diversi paesi, di agricoltura e di economia. I breve divennero una potenza economica pari a quella di altri Stati, come la Francia. A loro si deve anche l’invenzione della “lettera di credito”, un sistema per cui un pellegrino poteva riscuotere altrove il denaro che aveva già versato ai Templari. Una sorta di moderno Travellers Cheque .

 

 

A Milano giunsero tra il 1132 e il 1135 al seguito di San Bernardo. Probabilmente si fermarono nella basilica di Sant’Ambrogio dove si trovano le misteriose scacchiere a loro attribuite. In genere si dice che si riferiscano al gioco degli scacchi, ma i monaci non sembra vi giocassero. Inoltre queste scacchiere hanno un numero diverso di caselle e sono stranamente orientate. Contengono forse qualche messaggio criptato?

 

 

Sulla facciata della Basilica ci sono anche un’immagine di San Bernardo e un medaglione da interpretare…: perchè?

 

 

Altro luogo “templare” è lAbbazia di Chiaravalle (traduzione di Clairvaux) fondata da Bernardo, tra boschi e risorgive, lungo la strada che esce da Porta Romana. Anni dopo, verrà tumulata qui, nel cimitero dei monaci, Guglielmina Boema, strano personaggio, considerata prima quasi una “papessa”, poi dichiarata eretica. Infatti il suo corpo verrà poi rimosso e messo al rogo assieme ai suoi seguaci. Un’altra inquietante storia…

 

 

Nel chiostro dell’Abbazia notiamo una serie di doppie colonne, la cui origine, carica di significati simbolici, risalirebbe ai Sumeri e agli antichi Egizi. Interessanti sono anche le colonne annodate, con aquile sui capitelli, simbolo di San Giovanni Evangelista, rivolte ai quattro punti cardinali.

 

 

Un’altra doppia colonna la troviamo alla Cascina Linterno (zona Baggio) con capitelli a testa di cavallo.

 

 

Poco distante, alla Cascina Barocco, c’è sull’antico ingresso una croce templare. Anche in questa zona, dunque, c’era probabilmente una “grangia”, complesso di edifici e terreni retti da una comunità templare che si occupava di agricoltura avanzata, sfruttando le marcite e facendo coltivare i campi a contadini salariati.

 

 

Una Commenda templare, come abbiamo già visto, si trovava vicino a Porta Romana, poco distante dalla chiesa di San Nazaro in Brolo, dove si dice esserci una tomba templare.

 

 

Qui, o più probabilmente nella stessa Commenda, dimorò il Barbarossa quando assediò Milano, con l’esercito accampato nei prati vicini.

L’Ordine Templare aveva dunque in Milano terre coltivate, boschi, cascine, mulini, mandrie e appoggi politici. Sono documentati diversi lasciti testamentari in loro favore, tra cui le terre di un certo Fra’ Dalmazio da Verzario che potrebbe aver dato il nome all’attuale Verziere. Un’altra indicazione dalla toponomastica milanese.

La fine (o la metamorfosi)?

Le loro ingenti ricchezze erano tali da poter prestare al Re di Francia una cifra immensa; invece di onorare il debito, Filippo il Bello li accusò di eresia e di ogni altro misfatto. Il Papa prese tempo e non intervenne. I Templari vennero arrestati, imprigionati e torturati per ottenere le loro confessioni. Infine, dopo anni, furono messi al rogo, l’Ordine sciolto, i beni confiscati e cancellate anche le loro tracce.

 

 

Filippo e il Papa non sopravvissero a lungo. Jacques de Molay, il Gran Maestro messo al rogo, avrebbe lanciato loro una maledizione. Il Papa morì poco dopo e Filippo qualche mese più tardi dopo una caduta da cavallo durante una battuta di caccia, così come i suoi tre figli che, uno dopo l’altro, gli erano succeduti. Si dice anche che, secoli dopo accompagnando alla ghigliottina Luigi XVI, ultimo Re di Francia, il boia gli avrebbe sussurrato di essere un Templare e di portare a compimento la maledizione del Gran Maestro.

 

 

Infine un altro mistero: prima che i Templari fossero arrestati, la loro flotta, una delle più potenti dell’epoca, forse per una soffiata dei loro servizi segreti, partì dal porto di La Rochelle, sull’Atlantico (perchè aveva la base lì e non nel Mediterraneo?) per chissà dove, con quali segreti e con quali tesori…

In fondo i Templari c’entrano sempre.

A presto…

 

 

Una chiesa dell’Anno Mille: San Sepolcro

C’è un “dove” un po’ nascosto e un po’ sconosciuto, anche se centralissimo, da visitare magari in questi giorni di Pasqua. La meta odierna di passipermilano è la chiesa di Santa Maria Maddalena al Santo Sepolcro, più conosciuta come chiesa di San Sepolcro.

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Fa parte del complesso dell’Ambrosiana e si può raggiungere tranquillamente da via Torino o da piazza Pio X.

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Siamo nel cuore di Mediolanum e precisamente la chiesa fu costruita accanto all’incrocio tra Cardo e Decumano, dove si trovavano il Foro e la Zecca.

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San Sepolcro risale al 1030, pochi anni dopo la caduta della Terra Santa nelle mani dei musulmani, avvenuta nel 1009. La piccola chiesa, su più livelli, dedicata inizialmente alla Santissima Trinità, fu voluta da un ricco privato ed era stata pensata come un cammino di fede attraverso il Mistero Pasquale.

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Dopo la riconquista di Gerusalemme da parte dei Crociati il 15 luglio 1099, la chiesa fu dedicata, esattamente un anno dopo, al Santo Sepolcro e ne divenne il simbolo per Milano. Fu celebrata così anche la partecipazione dei Lombardi alla Prima Crociata. Vi ricordate l’opera di Verdi?

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Gerusalemme (F. Hayez)

Ecco la storia nei secoli di questa chiesa:

http://www.chiesasantosepolcro.it/storia.php

Entriamo. Una dolce luce soffusa filtra dalle vetrate.

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Nell’atrio incontriamo due cappelle decorate con affreschi, tra i quali quello di San Carlo al Sepolcro dove è dipinta anche la scala che porta alla cripta nella quale il Santo andava a pregare.

dipinto San Carlo accompagna il Cristo nel sepolcro

La chiesa ricorda la Passione, la Morte e la Resurrezione di Cristo; una leggera salita ci conduce verso l’altare.

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Nelle due cappelle ai lati dell’abside, statue secentesche di terracotta policroma a dimensioni naturali rappresentano alcuni momenti della Settimana Santa. Sono opere di suggestivo realismo ed espressività. A sinistra l’Ultima Cena con la Lavanda dei Piedi e Giuda col sacchetto dei 30 denari; a destra Gesù tra i soldati, Caifa che si straccia le vesti e Pietro che rinnega Cristo.

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L’altare raffigura la Morte, la Resurrezione e l’Ascensione di Cristo. Nella parte bassa Gesù nel Sepolcro, al centro alcune statue di legno dipinto di bianco tra cui quella di Maria Maddalena, alla quale apparve per primo il Cristo Risorto. In alto è rappresentata l’Ascensione.

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La chiesa, infatti, è dedicata anche a Maria Maddalena, che è dipinta inoltre in un affresco sotto la cupola, restaurato di recente.

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Una “curiosità” che riguarda Leonardo; il vecchio Leo non si smentisce mai quando c’è qualcosa di intrigante.

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Il Maestro in un disegno aveva indicato questa chiesa come il “centro” di Milano e vi aveva lavorato, realizzando anche la planimetria della chiesa e della cripta, perfettamente identiche.

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Chissà se lo scrittore Dan Brown sapeva, quando scrisse Il Codice da Vinci, che il “centro” di Milano è costituito da una chiesa dedicata alla Maddalena?

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La chiesa subì nei secoli diversi interventi mentre la cripta si presenta ancora come l’aveva vista Leonardo. Scendiamo ora a visitarla.

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Questa novità “antichissima” di Milano è stata restaurata e aperta al pubblico solo da qualche giorno dopo cinquant’anni di chiusura.

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Il pavimento è lastricato con pietre di Verona provenienti dal Foro, materiale quindi “riciclato”, come di recupero sono le sottili colonne romane.

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E’ un grande onore visitare questo luogo nel quale è conservato un Sepolcro, simile a quello originale, che contiene molte reliquie portate dai Crociati, tra cui la terra di Gerusalemme e una ciocca di capelli della Maddalena.

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Una grata protegge il Sepolcro con una statua policroma di San Carlo inginocchiato in preghiera.

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Per lui questa cripta era luogo di spiritualità e penitenza, tanto importante da aver voluto ripristinare la processione del Sacro Chiodo dal Duomo a San Sepolcro.

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il Sacro Chiodo e la “Nivola” in Duomo

Altri riti ancora oggi presenti nel mondo cattolico sono nati in questa chiesa: le “Quarantore” e l’usanza dell’accensione del Cero Pasquale in Cattedrale col fuoco proveniente da San Sepolcro; anche il termine “scurolo” deriva da scuroeu, che, in dialetto milanese, indicava questa cripta.

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La chiesa, non ancora arrivata al grande circuito turistico, è ricca di tanti altri punti di interesse.

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cortile dietro la chiesa

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cortile dietro la chiesa

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abito da cavaliere del Santo Sepolcro

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palma della Sapienza col serpente alla base

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affresco raffigurante Cristo tra la Maddalena e Sant’Elena (?)

Vi proponiamo infine una visita virtuale che è anche un caloroso invito ad andarci di persona:

Uscendo da questa chiesa, eccoci sulla piazzetta, dove ci sono altre curiosità da non perdere. Guardiamo verso la chiesa e vediamo i due campanili gemelli. Non sono sempre stati così: erano di altezze diverse e rappresentavano il Vecchio e il Nuovo Testamento.

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ieri

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oggi

Proprio di fronte alla chiesa si trova palazzo Castani, un edificio del ‘400 restaurato due secoli dopo. Qui nel 1919 Mussolini fondò i Fasci di Combattimento, da cui il nome di Sansepolcristi attribuito ai primi aderenti.

castani senza torre

fasci di comb

Interessante è l’edificio di sette piani a fianco del palazzo, la Torre Littoria, opera dell’architetto Portaluppi, risalente al 1937.

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torre littoria

E chiudiamo, nel vero senso della parola, con una grata. Guardate la finestra con le inferriate situata nella parte bassa di palazzo Castani.

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La grata è frutto di un ingegnoso lavoro tale da non permettere di sfilare in alcun modo le sbarre. Per qualcuno è una grata misteriosa impossibile da farsi, per altri è un’opera di antichissima fattura ancor ben conservata.

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Perchè tanto impegno per rendere sicura e inaccessibile una finestra così piccola?

Buon mistero a tutti! E soprattutto… Buona Pasqua!!

 

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