Il talento di una donna per Mediolanum: Alda Levi e le sue scoperte

Il 2020 è stato dedicato da Milano a “I talenti delle donne” con una serie di iniziative ed eventi patrocinati dal Comune per rendere omaggio alle capacità femminili nei vari campi della vita e della cultura.

Al grande talento di Alda Levi, l’archeologa Sovraintendente ai musei e scavi in Lombardia negli anni Trenta, dobbiamo l’aver ridato a Milano un po’ della sua storia. Infatti, in una città in pieno rinnovamento, è riuscita a riscoprire e a far conservare alcuni resti di Mediolanum.

http://www.parcoanfiteatromilano.beniculturali.it/index.php?it/342/in-ricordo-di-alda-levi

Abbiamo già parlato di lei qualche anno fa con Fare jogging nell’Anfiteatro” vicino al piccolo museo, in via De Amicis 17, che porta il suo nome.

Incuriositi da alcuni articoli di giornale dell’anno scorso che parlavano di un “Anfiteatro della Natura”, di un “Colosseo Verde”, con alberi e siepi al posto delle pietre, siamo tornati a visitare il parco archeologico, per vedere a che punto è il progetto VIRIDARIUM.

L’anfiteatro non è certo una delle mete turistiche più gettonate della nostra città, anche per gli orari non sempre favorevoli, che coincidono con quelli del museo. Inoltre ci vuole moltissima “fantasia” per immaginarlo, visto il poco che ne resta, come era un tempo, enorme e maestoso stadio per oltre 20.000 spettatori.

Due file di cipressi e diverse siepi di bosso, mirto e ligustro dovrebbero “ricostruire” l’anfiteatro sostituendo le pietre che, sempre in movimento, sono state utilizzate nel tempo per “fare” la vicina basilica di San Lorenzo e alcune parti delle mura. Ecco alcuni bellissimi rendering che girano in rete.

Per ora i lavori sono rallentati da altri ritrovamenti in progress e c’è solo qualche vecchio albero che ha messo radici sul passato.

In attesa, diamo un’occhiata al piccolo Antiquarium “Alda Levi” e riguardiamoci, tra l’altro, la stele funeraria del giovane gladiatore Urbicus col suo cagnolino, che sembra aspettare di poter zampettare nel nuovo grande parco urbano tra natura e archeologia.

Il nostro esperto locale di Mediolanum, quell’Ausonio che ci guarda da piazza Mercanti, aveva parlato anche di un importante teatro. Dove si trovava?

I resti del teatro furono rinvenuti tra fine Ottocento e metà Novecento durante i lavori per la costruzione di diversi edifici tra via Meravigli e piazza Affari. Ancora una volta dobbiamo ad Alda Levi aver trovato e fatto conservare, per quanto possibile, i resti del grande teatro che poteva ospitare fino ad 8000 spettatori, una sorta di megaforum nel centro di Mediolanum.

Per “immaginare” questo teatro guardiamo la targa sul lato di Palazzo Mezzanotte, sede della Borsa, verso via San Vittore al Teatro.

Cosa ne è stato di questo grande edificio? La sua storia è stata ricca e tormentata. Un Imperatore, Augusto, l’aveva fatto costruire e un altro Imperatore, il Barbarossa, come il “cattivo” di Star Wars, aveva distrutto, nel 1162, Milano e anche ciò che restava del teatro.

Nel tempo questo teatro non aveva ospitato solo spettacoli; infatti, intorno all’Anno Mille, i cittadini milanesi, nobili e plebei,  si riunivano sulle sue gradinate, per prendere “in comune” le decisioni per la città.

Era però già iniziato il lento declino dell’edificio e in quest’area erano sorti sedi di corporazioni artigianali ed edifici religiosi, come, tra l’altro, la chiesa di San Vittore al Teatro, oggi demolita, che ha dato il nome alla via.

Oggi i resti del teatro sono conservati nei sotterranei del Palazzo della Borsa e di quello della Camera di Commercio di via Meravigli, dove è possibile prenotare una visita guidata gratuita che consigliamo perchè veramente suggestiva.

Sarà come un andare a teatro viaggiando a ritroso e immergersi in uno spettacolo di secoli fa passeggiando su una passerella di cristallo sospesa tra luci, suoni e perfino odori (anche quello del sudore degli antichi spettatori!) oggi ricreati artificialmente.

Guardando lontano Alda Levi avrebbe voluto, già negli anni Trenta, creare un’area archeologica per Milano. Così scriveva: “… ai visitatori degli affollati ambienti dei piani superiori (Camera di Commercio e Borsa) sarà possibile scendere nei silenziosi scantinati, … [tra] le venerande vestigia del teatro romano. E ancora una volta, la febbrile attività di Milano creerà uno dei più singolari contrasti tra il vecchio e il nuovo, tra l’antica e la modernissima vita.”

Così le nostre solide radici, senza avvilupparci, ci lasciano crescere liberamente.

 

 

A presto…

Fare jogging nell’Anfiteatro di Urbicus in via Arena – (Tanto tempo fa)

Guardiamo questa bella foto aerea: ci mostra una zona molto centrale (siamo alle spalle di corso di Porta Ticinese), ma un po’ defilata rispetto alle mete turistiche classiche.

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È, secondo noi, una passeggiata eccezionale: in un solo isolato troviamo i pochi resti dell’Anfiteatro romano (situati in un parco, dove è possibile fare anche jogging) e un piccolo museo di antichità (dove è conservata la stele di Urbicus), ospitato in un chiostro con un albero dalla fioritura primaverile veramente spettacolare.

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Infine si può entrare a visitare uno dei più bei vivai di Milano.

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Andiamo con ordine, parlando dell’ospite più antico ed illustre: l’Anfiteatro, che poteva ospitare circa 35.000 spettatori, probabilmente più grande dell’Arena di Verona.

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Si trovava tra le odierne vie De Amicis e Arena (da non confondere con l’Arena napoleonica del Parco Sempione).

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Arena napoleonica del Parco Sempione

Poco è rimasto del suo lontano passato, ma gli scavi, iniziati nel 1931, evidenziano una superficie ampia ed ellittica, come possiamo intuire osservando nella foto le curve nel prato ed i resti delle fondamenta.

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Questo Anfiteatro vide tutto quello che era considerato “spettacolo”, anche cruento, in una città romana molto importante, tra questi  combattimenti tra gladiatori o con le belve, forse anche battaglie navali.

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Quando fu distrutto, le pietre con le quali era stato edificato vennero cannibalizzate per costruire, ad esempio, le fondamenta della Basilica di San Lorenzo, poco distante.

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Non dimentichiamo che Milano non ha cave di pietra nelle vicinanze cui attingere e quindi l’Anfiteatro divenne una specie di cava di materiale già pronto da utilizzare.

Come si può vedere dalla foto aerea, accanto ai reperti archeologici, si osserva un grande chiostro che è occupato in piccola parte dall’Antiquarium “Alda Levi”, la grande studiosa responsabile della tutela archeologica della Lombardia a cavallo degli anni Trenta .

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Alda Levi

Per saperne di più:

http://www.parcoanfiteatromilano.beniculturali.it/index.php?it/342/in-ricordo-di-alda-levi

I chiostri facevano parte del monastero detto delle Bianche Signore, dal colore dell’abito delle monache, adiacente alla chiesa di Santa Maria della Vittoria. Questa chiesa, dedicata probabilmente alla vittoria di Legnano sul Barbarossa, viene oggi utilizzata dalla comunità ortodossa rumena.

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Entriamo ora nell’Antiquarium (ingresso gratuito, orari, purtroppo, un po’ limitati, come pure quelli del Parco).

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Questo museo contiene anche la stele funeraria di Urbicus, il gladiatore del racconto di Belisama.

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Per saperne di più, leggiamo la traduzione:

http://www.parcoanfiteatromilano.beniculturali.it/index.php?it/23/i-capolavori/21/stele-di-urbicus-gladiatore

Possiamo dedurne  parecchie informazioni: Urbicus, di origine fiorentina, è stato ucciso, a 22 anni di età, a tradimento, dopo 13 incontri vittoriosi. Era sposato da 7 anni e aveva due bambine piccole.

Era un secutor, quindi combatteva contro un reziario, che era munito di tridente e di rete.

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secutor e reziario

Contrariamente a quanto ci hanno fatto credere i film di Hollywood, i combattimenti tra gladiatori non erano quasi mai all’ultimo sangue, ma terminavano per così dire “ai punti” o alla prima ferita.

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Infine, se diamo ancora un’occhiata alla fotografia aerea, vediamo come, accanto ai chiostri, vi siano delle serre: è il bellissimo vivaio, curato da decenni dalle sorelle Riva; forse più simile ad un giardino, vi si tengono anche tante iniziative, corsi, eventi da non perdere (siamo in attesa di conoscere il programma per il nuovo anno). Guardiamo questo vivaio attraverso qualche foto, fatta nel mese di gennaio. Pensate in primavera!

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Vi suggeriamo caldamente di fare questa passeggiata in via Arena. Magari, proprio di fronte al vivaio, lanciate un’occhiata al numero civico 7, che porta anche l’antica numerazione di Maria Teresa, nella quale il Duomo aveva il numero 1 ed i numeri crescevano progressivamente, via via che ci si allontanava dalla cattedrale.

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Ora godetevi verde e cultura di questa zona gioiello!

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Fiori per Urbicus in via Arena – (raccontaMI)

_Vieni piccolo dinosauro, andiamo a cogliere dei fiori.

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_Che buoni! Ho già fame, Belisama.

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_Non sono per te, ma per Urbicus.

_Chi è?

_Un giovane gladiatore dell’antica Roma, una specie di star dell’epoca, morto a soli 22 anni, ucciso a tradimento dall’avversario che lui aveva appena sconfitto in combattimento, qui nell’anfiteatro di Mediolanum.

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_Perchè lo odiava tanto?

_Invidia…Brutto sentimento per gli umani; “uccidono” chi vorrebbero essere.

_Ma anche a me piacerebbe diventare un drago gigante, come il Fortunadrago della Storia Infinita e girare per il mondo.

https://www.youtube.com/watch?v=5utC5fvY-Zs

_Se lo ammiri e lo ami, crescerai, sulla tua via; se lo invidi e lo odii, la tua strada sarà sbarrata da una frana senza via di uscita.

_Uhmm…Sento profumo di fiori e prati!

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_Vedi questo prato? Qui c’era l’Anfiteatro; pochi resti sono rimasti. Nei chiostri qui vicino puoi vedere la lapide che hanno dedicato ad Urbicus sua moglie e le due bimbe.

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Accanto c’è il bellissimo vivaio Riva, dove i fiori sono curati con tanto amore. Guardali…Chi può dire che Milano sia grigia e senza colori, in un giorno d’inverno?

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_Mi sento già l’acquolina in bocca!

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