Uno scorcio della vecchia Milano: la Cassina de’ Pomm

Il fascino della Cassina de’ Pomm dura da secoli, scorcio sopravvissuto di quella Milano di piccoli fiumi e canali, interrati nel secolo scorso per fare spazio a “fiumi” di persone e di traffico.

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La troviamo in un angolo di periferia in fondo a via Melchiorre Gioia, dove il Naviglio della Martesana con un tuffo scompare sotto la strada. Si può raggiungere con gli autobus 43 o 81, direzione Greco.

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L’idea di fare un canale dall’Adda per il trasporto e per l’irrigazione era venuta a Filippo Maria Visconti. Fu realizzato da Francesco Sforza, suo genero e successore, che in questa zona aveva voluto dei frutteti di mele, i “pomm”, intorno all’unica conca lungo il canale.

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Anche Leonardo ci mise del suo, collegando la Martesana col Naviglio Interno attraverso la Conca dell’Incoronata vicino a Brera.

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oggi… senz’acqua

La “Cassina de’ Pomm” era talmente bella che i nobili ci venivano in villeggiatura. La famiglia Marino – De Leyva  fece costruire una villa con cascina. Chissà se la piccola Marianna giocò con le sue bambole in riva alla Martesana?

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Questi edifici, in seguito, vennero trasformati in un albergo per ospitare chi percorreva la via tra Monza e Milano.

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L’albergo era così famoso che ci vennero milanesi DOC come Carlo Porta, milanesi d’amore come Henri Beyle, in arte Stendhal, e latin lover come Giacomo Casanova, che qui sembra abbia sedotto una sposina, figlia del suo sarto, durante i festeggiamenti per il matrimonio della ragazza.

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Se preferite la storia al gossip, in quest’albergo sostarono anche Napoleone e Garibaldi.

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La storia della “Cassina de’ Pomm” continuò in un’osteria dove andavano a farsi quattro chiacchiere e un cicchetto gli uomini della zona. Milano, poi, divenne “da bere” e l’osteria si trasformò in un ristorante alla moda, frequentato da molti VIP.

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E oggi? Ora l’edificio ospita abitazioni private e il ristorante è chiuso da anni, ma la “Cassina de’ Pomm” ci riserva ancora altre sorprese.

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Il suo fascino continua in un piccolo bar, il Caffè Martesana.

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Sotto un pergolato delizioso possiamo sostare in riva al Naviglio e guardare, tra le alte case, l’acqua che scorre, bevendo un caffè o smanettando con lo smartphone, immersi nella storia e nelle nostre piccole storie di tutti i giorni.

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Lasciato il bar possiamo percorrere un piccolo ponticello di ferro che unisce ancora oggi le due sponde della Martesana.

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Era soprannominato “el Pont del Pan Fiss” (Ponte del Pane Sicuro). Costruito agli inizi del Novecento, serviva agli operai per raggiungere la fabbrica di candele che dava loro un lavoro sicuro in un’Italia che stava crescendo in mezzo a tante difficoltà.

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I bombardamenti della seconda Guerra Mondiale distrussero parte della fabbrica e le vicende economiche successive completarono l’opera. Oggi i resti delle sue mura custodiscono un giovane parco dove, insolita, spicca una garitta in cemento armato a ricordo della guerra.

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Un’altra sorpresa della Cassina de’ Pomm è la bella passeggiata lungofiume. Ci sono diverse panchine e una pista ciclabile che conduce fino a Trezzo sull’Adda; chi ha voglia di pedalare può percorrerla e vedere la dolce campagna lombarda.

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http://www.touringclub.it/itinerari-e-weekend/la-ciclabile-della-martesana-da-trezzo-sulladda-a-milano

Un aiutino, per un buon tratto di questa pedalata, ce lo può dare anche la metropolitana M2 verde (bicicletta al seguito), che fiancheggia la ciclabile, tra le fermate di Crescenzago e Gessate (capolinea).

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La Martesana riserva ancora altre sorprese…

A presto…

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