Una cartolina per il “Tredesin de Marz”

A Milano anche il calendario segue un suo “rito ambrosiano”, un po’ diverso dal resto d’Italia. L’Avvento dura due settimane in più, cominciando dopo l’11 Novembre, giorno dell’estate di San Martino che ci regala lo spettacolo del foliage.

Il periodo natalizio inizia il 7 Dicembre, Festa di Sant’Ambrogio, con gli incontri tra amici e colleghi che si susseguono come una collana di piccole luci che renderà più luminoso il Natale.

Il clou del “rito ambrosiano” natalizio lo si raggiunge alla sera della Vigilia, quando in tutta Italia si festeggia con un pantagruelico cenone di magro a base di pesce, pasta “a vongole” e specialità locali, mentre qui da noi… niente; si lavora mezza giornata, al pomeriggio corsa in “centro” per gli ultimissimi regali, cena casual e leggerissima, Messa di mezzanotte…

La nostra festa, rigorosamente in famiglia, è il pranzo di Natale che, per tradizione, vuole raviolini in brodo, cappone con mostarda e panettone. Se sushi, aperitivi, piatti di cucine etniche ci accompagnano tutto l’anno, a Natale… si mangia come facevano i nostri nonni!

E il Carnevale? Quando nel resto d’Italia è finito e ricorre il Mercoledì delle Ceneri, a Milano inizia il Carnevale, grazie, ancora una volta, a Sant’Ambrogio che ha “accorciato” la Quaresima.

Poteva dunque sfuggire a questo “nostro” calendario la Primavera? Qui da noi inizia il 13 marzo, ben una settimana prima della data ufficiale. Anche in questo caso c’è di mezzo un Santo, San Barnaba, che forse a Milano non ci è mai neanche stato. Rileggiamo questa antica storia.

E se domenica, 15 marzo, avete voglia di fare un giretto, vi ricordiamo che ci sarà a Porta Romana la festa del “Tredesin de Marz”, inizio della Primavera milanese. Non manchiamo di visitare, in corso di Porta Vigentina, la chiesa di Santa Maria al Paradiso, dove si trova la misteriosa pietra celtica, alla base dell’evangelizzazione milanese.

Per questa festa facciamoci belli come la “Carolina” del De Marchi e andiamo anche dal parrucchiere per tagliare i capelli… cresceranno ancora più folti.

A tutti Buon Tredesin de Marz, l’alba della nostra primavera!

A presto…

Cartolina olimpica: l’arte etrusca incontra la AI alla Triennale

La “Tomba delle Olimpiadi”, di cui abbiamo già parlato a proposito della mostra “I Giochi Olimpici – Una storia lunga tremila anni” alla Fondazione Rovati, viene riproposta in versione digitale in questi giorni alla Triennale, a Casa Italia. L’arte etrusca incontra dunque la AI e le sue possibilità, testimonianza di come un capolavoro possa essere protagonista nella cultura di 2500 anni dopo.

Ci sono relativamente pochi giorni a disposizione per vedere questa ricostruzione virtuale; anche noi contiamo di andare a vederla e, se possibile, fotografarla. A chi volesse, intanto, organizzare la propria visita a questa mostra, suggeriamo alcuni interessanti articoli.

https://www.finestresullarte.info/mostre/tomba-delle-olimpiadi-tarquinia-ricostruita-digitale-per-milano-cortina-2026

Non perdiamocela!

A presto…

Cartolina da Olimpia per l’inizio dei Giochi Invernali

Strade, fermate della metro e scuole chiuse, traffico in difficoltà, cortei, persino i supermercati senza consegne a domicilio, ma anche tanta gente dal mondo ed eventi cui partecipare: per Milano sono i giorni dell’inizio dei Giochi Olimpici.

Oggi come un tempo? Ecco il pensiero di due autori greci. Scrisse Menandro (342 a.C. circa – 291 a.C. circa):”Folla, mercato, artisti, divertimenti e ladri”.

Anche Epitteto (50 d.C. circa – 120 d.C. circa) dice la sua: “A Olimpia non ti senti soffocare? Non sei oppresso e pigiato? … Tu sopporti tutto questo, credo, perchè ti sembra il prezzo necessario per assistere a questo spettacolo.”.

Anche noi, nonostante tutto (c’era anche la pioggia), siamo andati alle prove della cerimonia inaugurale olimpica, ed è stata subito magia!!!

A presto…

Cartolina di Natale – La meravigliosa storia di Rudolph, la renna dal naso rosso

Tanto tempo fa, in un mondo lontano lontano, dove si creavano sogni e giocattoli per i bambini della Terra, vivevano tante renne che dovevano imparare tutto quello che c’era da imparare per portare i doni trainando la slitta di Babbo Natale.

In quel tempo Babbo Natale aveva dovuto scegliere i cuccioli delle renne che sarebbero diventati suoi aiutanti.

Tra questi c’era anche una piccola renna un po’ diversa dalle altre perchè aveva il naso grosso e rosso, che si accendeva come una lampadina. Si chiamava Rudolph e gli altri cuccioli lo prendevano in giro per il suo aspetto. Anche Babbo Natale non lo aveva scelto quando aveva fatto il casting di Merry Christmas per le renne e il cucciolo si era sentito così triste e solo che il suo naso era diventato ancora più gonfio e rosso per le lacrime.

Rudolph, però, non si era perso d’animo e aveva continuato la sua vita con coraggio, serenità e tanto amore da donare.

Intanto si avvicinava la notte di Natale, era tutto buio e la neve vorticava così forte che non si vedevano le stelle. Babbo Natale e le renne non riuscivano a trovare la strada per scendere sul mondo e portare un po’ di gioia a chi lo stava aspettando.

Cosa fare? Babbo Natale si ricordò di Rudolph e del suo naso luminoso. Si recò da lui e gli chiese se poteva illuminare la lunga strada in quella fredda nebbia fatta di fiocchi di neve.

Rudolph non ebbe esitazioni, ma provò solo tanta gioia per poter essere di aiuto e far felici i bambini. Da allora c’è una renna dal naso rosso che guida le altre davanti alla slitta: sta illuminando il cammino di chi aspetta e crede ancora alla magia del Natale.

A presto…

Cartoline da Passipermilano – Un “mistero” a Palazzo Morando

Il mistero è il protagonista della inconsueta mostra “Fata Morgana: memorie dell’invisibile” aperta a Palazzo Morando.
Non poteva esserci sede più idonea: il bellissimo edificio di via Sant’Andrea fu lasciato in eredità al Comune di Milano dalla contessa Lydia Morando Attendolo Bolognini, nata Caprara di Montalba (1876 – 1945), appassionata studiosa di esoterismo, paranormale e occulto.

La mostra, ideata e organizzata dalla Fondazione Trussardi, si lega “spiritualmente” a quelle contemporanee di New York, Berlino, Basilea, Vienna e Parigi sul tema del mistero, come se le incertezze e le paure del nostro tempo facessero cercare un aiuto reciproco e, forse, un nuovo punto di vista. La mostra non cerca di indagare sulla autenticità di eventi e messaggi sovrannaturali, ma piuttosto sull’Invisibile che “ispira” gli artisti.

L’ambiente della mostra è suggestivo con le stanze che si susseguono una nell’altra, come in un labirinto avvolto nell’oscurità, dove, quasi improvvisamente, compaiono figure inquietanti.

Ci sono opere di settanta autori molto diverse tra loro, così come differenti sono i linguaggi utilizzati: ci sono foto di sedute medianiche, disegni realizzati in ambiente psichiatrico, opere di autori ispirati ad attività oniriche o paranormali, filmati e video.

Molto interessanti sono i pannelli esplicativi alle pareti che introducono al vasto tema che ha affascinato anche personaggi famosi: “a metà dell’Ottocento lo spiritismo si diffuse in Europa e in America… il movimento rispondeva a un’epoca di grandi trasformazioni… segnate da industrializzazione, scetticismo religioso, nuove scoperte scientifiche, [come non pensare oggi alla nostra AI?]. Intellettuali come Victor Hugo, Arthur Conan Doyle, Cesare Lombroso, i coniugi Curie… ne furono affascinati… Allo stesso tempo figure come Rudolf Steiner e Helena Blavatsky crearono dottrine influenzate da occultismo ed esoterismo”. Ecco il corpo innaturalmente sospeso di madame Blavatsky in un’opera di Goshka Macuga.

Tra le opere esposte, da segnalare quelle di Hilma af Klimt, che sembrano anticipare l’astrattismo. La pittrice svedese è considerata “una figura centrale nella storia dell’arte del Novecento: i suoi cicli di dipinti realizzati sotto l’influenza di spiriti guida anticipano la ricerca di molti pittori astratti di inizio secolo“.

Un pannello fa osservare come fra gli artisti presenti molte siano donne: infatti “la storia dell’arte medianica è soprattutto una storia di donne… Lo spiritismo offriva una nuova centralità alle figure femminili… Alcune delle protagoniste erano anche attive in circoli femministi e riformisti e certe medium… si ricollegavano esplicitamente ad antichi miti matriarcali evocando sibille, streghe e sante mistiche“. Una via per uscire dai soprusi e dal dolore?

Chiudiamo questa cartolina con un saluto alla contessa Lydia, il cui spirito, a detta di molti, dimora ancora nel suo palazzo. Buon Halloween, Lydia, grazie per averci fatto scoprire questa mostra profonda e coinvolgente sull’Invisibile.

La mostra è aperta fino al 30 novembre con ingresso gratuito e senza prenotazione. Un consiglio: andarci più volte per avvicinarci, via via, al nostro mistero.

A presto…

Cartoline da Passipermilano – “Ostinata”, una biblioteca di quartiere

Nel cuore di Porta Romana, in via degli Osti, nome del vicolo della Milano “da bere” di un tempo, si trova una bella biblioteca privata, ma gratuita e aperta a tutti, l’Ostinata.

Siamo al numero 6 di questa stradina che collega via Festa del Perdono e largo Richini con corso di Porta Romana. Qui si trovavano diverse osterie (da cui il nome della via) che davano anche ospitalità a chi voleva fermarsi per la notte in questa zona di antico passato e di intensi traffici. Infatti il corso di Porta Romana era, al tempo di Mediolanum, una via porticata, ricca di attività commerciali, punto di partenza e collegamento con la capitale.

Su questo corso, all’altezza di via Osti, si affaccia la basilica di San Nazaro, voluta da Sant’Ambrogio, dove ancora si possono vedere resti romani; alle sue spalle Francesco Sforza e la moglie Bianca Maria Visconti avevano fatto costruire un importante (e ancora bellissimo) ospedale, la nostra Ca’ Granda, ora sede dellUniversità Statale.

Un piccolo consiglio da milanesi DOC: guardiamo questi edifici all’ora del tramonto, quando i rossi mattoni con cui sono costruiti si scaldano all’ultimo sole. Infine una piccola provocazione verso chi sostiene che Milano distrugge e rinnega le tradizioni. Ancora oggi alla Barona, in via Tobagi 8, si trova l’antica Fornace Curti dove erano fabbricati i tipici mattoni ed ora tiene viva la tradizione con artistiche lavorazione di terracotta.

Un’altra tradizione sopravvissuta in questi pochi metri è la bancarella del “Verzeratt”, dove comperare ancora oggi frutta e verdura, come ai tempi dell’antico Verziere.

La nostra più vera cultura meneghina, fatta di vecchio e di nuovo, mai ostentata ma con profonde e solide radici, è veramente “ostinata”, come la biblioteca aperta proprio qui.

Questa biblioteca, in un ambiente di design firmato De Lucchi, ospita volumi vecchi e nuovi, ma anche iniziative attuali come, ad esempio, quelle del FuoriSalone.

Milano non è però solo design ed eventi, ma soprattutto cultura e attenzione agli altri. Questa biblioteca infatti propone, oltre a presentazioni di libri e incontri con autori, anche svariati corsi per attività di “milanesi” di età, sesso e origini diverse, “ostinati” nell’amore per scaffali ricchi di storie e nel piacere di stare insieme in un luogo caldo e accogliente, condividendo socialità e momenti di crescita personale.

A presto…

Cartoline da Passipermilano – la Madonna di ratt

Nel cortile di Palazzo Bagatti Valsecchi in via Gesù 5 (con ingresso anche da via Santo Spirito 10) si trova un bassorilievo che passa inosservato ai più, anche ai clienti del bel ristorante interno.

La bella terracotta quattrocentesca, su una parete del cortile, mostra una Madonna con Bambino sulla spalla del quale fa capolino un animaletto dal muso di topo che ha, però, una coda importante come quella di uno scoiattolo: è la “Madonna di ratt” (“topi” in milanese).

La sua origine è quanto mai chiacchierata: fu trovata, sembra, e raccolta dai fratelli Bagatti Valsecchi, collezionisti d’arte, che la fecero mettere nel cortile del loro palazzo, ora in parte adibito a museo. Perchè c’è un topolino sulle spalle di Gesù Bambino? Forse ha preso il nome dalla nobile famiglia Ratti che abitava nella zona del ritrovamento? O rappresenta un ex-voto per la fine di una invasione di topi? O che altro ancora?

A noi piace pensare che Gesù Bambino sia venuto per tutto il Creato e che possa amare anche un esserino piccolo, disprezzato come un topolino.

A presto…

Cartoline da Passipermilano – Tanti auguri Linus!

La rivista Linus compie 60 anni e li festeggia con una mostra gratuita, aperta fino al 9 settembre, curata anche da Elisabetta Sgarbi, nel cortile d’onore di Brera.

La pubblicazione nacque a Milano nell’aprile del 1965, e venne chiamata “Linus” come il celebre personaggio dei Peanuts.

Per questa rivista, dedicata al fumetto d’autore, lavorarono diversi artisti come Crepax, Hugo Pratt, e Altan, al quale è dedicata particolare attenzione con lo storico Cipputi e la tenera Pimpa che, compie ben 50 anni. Tanti auguri anche a lei!

Visitando questa piccola mostra, abbiamo pensato a come la nostra città sia stata culla di storie disegnate, dal romantico Tex Willer di Bonelli, ai glamour Diabolik ed Eva Kant delle sorelle Giussani, al colto Linus, ma abbia chiuso di recente un’istituzione come WOW – il Museo del Fumetto. Luci ed ombre della nostra complessa Milano.

A presto…

Cartoline da Passipermilano – Un rito per la pioggia… in bicicletta

La nostra cartolina di oggi riguarda un rito per la pioggia che, in caso di siccità, si svolgeva a Porta Venezia presso la chiesa di San Gregorio, che sorge dove, al tempo di Napoleone, c’era una piccola chiesa in legno.

Si racconta che il parroco usasse versare sul sagrato dell’acqua proveniente da una delle fonti dedicate a San Miro, patrono della pioggia, che si trovavano sul lago di Como. Una curiosità: un sacerdote sembra dovesse recarsi in bicicletta fino a Canzo (o addirittura a Sorico, ben più lontano) a prendere l’acqua. Se la pioggia non arrivava in breve tempo si incolpava il povero sacerdote di non aver pregato abbastanza e perciò sembra dovesse rifare tutto il percorso di nuovo, pedalando sotto il sole.

A presto…

Cartoline da Passipermilano – Uno spicchio di luna al Parco Sempione

Strana, misteriosa e poetica Milano. C’è uno spicchio di luna nuova al Parco Sempione, posato come un nido metallico su un albero d’acciaio.

Opera di Marcello Maloverti, l’abbiamo fotografata dalla terrazza della Triennale e sembra giocare tra fantasia e realtà con lo sky-line di Porta Nuova, che ha lo stesso colore surreale di questa luna.

Alla prossima cartolina.

A presto…