News su Experience – La montagna incontra Milano dal 10 al 12 novembre 2016

Experience si propone sempre più come event venue per Milano.

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Da domani, infatti, avrà luogo per tre giorni consecutivi un evento speciale e insolito:

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http://www.bigairmilan.com

Campioni internazionali di 35 nazioni si sfideranno sulla neve con gare di freestyle ski e snowboard sul trampolino più alto d’Italia (40 metri d’altezza e 130 di lunghezza).

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Sotto l’Albero della Vita ci sarà un’immensa distesa di neve artificiale. Sono previsti anche concerti gratuiti all’Open Air Theatre e una serata a sostegno delle popolazioni terremotate.

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Albero della vita in versione frozen

L’ingresso alle manifestazioni è gratuito; a pagamento i posti in platea e in tribuna.

Ci rivediamo per Big Air il 10-11-12 novembre!

Buona fintaneve a tutti!

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Experience, il dopo Expo

Chi ha amato e ricorda Expo non può che provare un tuffo al cuore visitando Experience, il parco che da maggio occupa una parte dell’area espositiva, dalla collina fino al Cardo.

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Ci si sente soli come dopo la perdita di qualcosa di importante. Decumano quasi vuoto, parcheggi liberi, tornelli eliminati.

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I padiglioni che ci hanno accompagnato per sei mesi lo scorso anno, meta agognata dopo tante file, sono stati o vengono demoliti, schermati, come per pudore, da un paravento di murales.

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Ci si rende conto di quanto quest’area sia grande e ricca di possibilità. Qualche padiglione sopravviverà e verrà riutilizzato, come i cluster.

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Forse tra qualche anno questi padiglioni saranno un ricordo di Expo 2015, come l’Acquario Civico è una eredità Liberty di Expo 1906.

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Camminando, però, via via sul Decumano in questo bell’autunno milanese, vediamo come la vita di Expo rispunti nelle oasi di verde, nella spiaggia di sabbia dove si affittano lettini, nei diversi spazi da godere per noi e per i nostri amici animali.

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Ci sono campi gioco, tantissimi e belli, laboratori, orti, aree con attività da provare.

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Quindici “piazzette” di varia dimensione su Cardo e Decumano, così come l’Open Air Theatre, propongono installazioni, performance artistiche, eventi, spettacoli, mostre temporanee.

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In occasione della XXI Esposizione Internazionale della Triennale di Milano, Experience ospita il gruppo di mostre  “City after the City”.

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Chi lo scorso anno ha fatto ore di fila per visitare lo splendido Palazzo Italia o per assistere agli spettacoli dell’Albero della Vita, ora può goderseli in tutta tranquillità, apprezzando anche quello che non  era riuscito a vedere tra la folla.

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Dopo le abbuffate di Expo, ora c’è poco spazio per il cibo. Qualche food trucks, un McDonald’s, non frequentissime fontanelle, verdi come sempre a Milano.

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Un’oasi felice è la Cascina Triulza (che si può anche raggiungere da un parcheggio vicino) nella quale gli studenti di due istituti alberghieri lombardi si sono cimentati, sotto la guida di alcuni prof, a cucinare e a servire piatti stranieri o italianissimi. È stata una iniziativa molto bella, che ha legato il mondo della scuola a quello del lavoro, il presente al futuro. Peccato debba chiudere.

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Cosa ne sarà di quest’area Expo? Ci saranno senza dubbio proposte, interventi, arrabbiature, ricordi nostalgici, qualche furbetto, che noi preferiamo chiamare disonesto.

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Da milanesi DOC, però, crediamo nel futuro e cioè che si possa costruire qualcosa di importante per Milano intorno all’Albero della Vita.

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Experience chiuderà, salvo proroghe, il 16 ottobre. Il parco è aperto venerdi dalle 15 alle 23, sabato e domenica dalle 11 alle 23. Gratuito l’ingresso, come pure i parcheggi. Si può raggiungere anche dalla stazione della metropolitana e da quella delle linee ferroviarie suburbane prendendo poi un bus navetta (a pagamento).

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Provate questa Experience

Ultim’ora:

1 e 2 ottobre ci si potrà cimentare in differenti specialità sportive, dai go kart al rugby, dalla pista di atletica fino alla simulazione di una regata in barca a vela

8 ottobre concerto gratuito di Antonello Venditti

15 ottobre concerto gratuito di Gianna Nannini

Tutte le info su http://www.experiencemilano.it

La Vigna di Leonardo e la Casa degli Atellani

Ancora due tesori nascosti di Milano: un palazzo rinascimentale riaperto al pubblico e una vigna, per ritrovare la quale è stato necessario, letteralmente, scavare sotto la terra di anni.

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Siamo in corso Magenta, quasi fronte al Cenacolo e a Santa Maria delle Grazie.

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Anche ai tempi di Ludovico il Moro la zona era bella, c’erano palazzi per i cortigiani, come la famiglia degli Atellani, che possedeva due case adiacenti.

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Leonardo aveva appena terminato l’Ultima Cena quando Ludovico gli regalò, con atto notarile, una bella vigna di oltre 8000 metri quadrati, situata alle spalle delle Case degli Atellani.

(4-16) Leonardo e Ludovico Sforza ragionano sul Cenacolo

Con questa proprietà terriera, il Maestro avrebbe potuto acquisire la cittadinanza milanese; un “cervello in fuga” che aveva trovato nella nostra città la sua terra adottiva.

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Sono passati cinque secoli e la nostra città ha appena vissuto l’effervescente clima di EXPO 2015.

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La Casa degli Atellani, in corso Magenta 65, è stata aperta, in parte, al pubblico dagli attuali proprietari, per permettere ai visitatori di ammirare le stanze, gli affreschi, il porticato, il giardino… e non solo.

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Questa Casa è un altro luogo poco conosciuto: quelli che in origine erano due palazzi adiacenti, sono stati uniti, negli anni Venti dello scorso secolo, dall’architetto Piero Portaluppi, genero del nuovo proprietario, Ettore Conti, presidente dell’AGIP e di Confindustria, che ne fece la sua residenza privata.

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Piero Portaluppi

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Ettore Conti

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L’architetto ha riportato le sale del palazzo, con i loro capolavori, allo splendore di un tempo. Ci sono opere di Bernardino Luini e della sua scuola, una Sala dello Zodiaco, medaglioni di illustri personaggi; non mancano, inoltre,  interventi dello stesso Portaluppi.

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Non solo: le stanze aperte al pubblico hanno mantenuto un aria vissuta, di famiglia agiata del tempo.

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Prendiamo in prestito dal sito ufficiale la mappa del “tesoro”, per chi non potesse visitare di persona la Casa degli Atellani.

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Il giardino, anche in questo splendido palazzo, è invisibile agli occhi indiscreti di chi passa per corso Magenta. Resta un luogo appartato, protetto da alberi, tra case e cortili, molto “milanese” nel voler restare un po’ segreto.

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In fondo a questo giardino si vede qualche filare di vite, quel tesoro incredibile scoperto e fatto rinascere: la Vigna di Leonardo.

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Il Maestro, nipote di vignaioli toscani, fu sempre legato a questa vigna, dono del Duca, e a Milano, città dove aveva trovato fama e prestigio.

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Quando il Moro fu sconfitto e imprigionato, la vigna venne confiscata dai Francesi, ma Leonardo, tornato a Milano dopo qualche tempo su invito del governatore francese, ne ottenne la restituzione, tanto era forte il legame con la nostra città.

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La lasciò poi in eredità a due fedeli compagni, che l’avevano seguito in Francia, il servitore G.B. Villani e l’allievo prediletto G.G. Caprotti, detto il Salai.

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“Morte di Leonardo” di J.B. Ingres

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Il Salai

Poi la Storia, grande e piccola, ci mise del suo e per la vigna ci furono anni di silenzio. Ma negli anni Venti, quel grande “cercatore” di tesori milanesi che fu Luca Beltrami, riuscì ad individuare dove si trovava la vigna del Maestro e persino a far fotografare ciò che ne restava.

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La Seconda Guerra Mondiale, e altri disastri umani, coprirono di macerie anche la vigna, ma, come aveva scritto, e disegnato, Leonardo secoli prima… la vite si nasconde sotto terra e poi ricresce.

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Così un team di genetisti e docenti di agraria con un famoso enologo, sono riusciti non solo a ricavare il DNA da una radice sepolta, ma, attraverso studi, esperimenti e innesti, anche a far crescere un nuovo vigneto di Malvasia di Candia, come era quello del Maestro.

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Il pubblico ha potuto visitare la Casa degli Atellani e la rinata Vigna di Leonardo durante l’EXPO 2015; poi, vista la grande affluenza, le visite sono state prorogate fino al 31 marzo 2016. Mancano quindi solo poche settimane, anche se si spera in una ulteriore proroga.

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Se potete, non perdetevi la visita al palazzo e a quella “magia” scientifica che è  la vigna di Leonardo. Quale altra città può permetterci di passeggiare nel vigneto amato da quel grande Genio?

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un “decanter” in un rebus di Leonardo

Con Leonardo “enigma”, “mistero” e “magia” non mancano mai. Per questo amò tanto Milano?

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Quattro passi, e anche di più, per il Parco Sempione (Parte Prima)

In qualsiasi periodo dell’anno, il Parco Sempione ci invita a fare quattro passi tra il verde, le opere d’arte collocate in questo museo a cielo aperto e le diverse aree attrezzate, anche per i nostri amici pelosi.

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Forse i turisti, e i milanesi stessi, sono ancorati all’idea di una Milano grigia, dove “continuano a costruire e non lasciano l’erba”.

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A Milano, secondo noi, il verde e il cemento hanno imparato a convivere: un balcone fiorito, gli orti urbani, il Bosco Verticale, il Parco Sempione stesso, così ricco di arte tra i viali alberati, sono esempi di un modo di interpretare il verde metropolitano.

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Bosco Verticale – Studio Boeri

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Chiosco scultura – G.A. Roccamonte

Due parole sulla storia del Parco.

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Alla fine dell’Ottocento quest’area, che era diventata una grande piazza d’armi, fu salvata, insieme al Castello Sforzesco, dalla lottizzazione.

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Un tempo faceva parte del Barcho, l’immensa tenuta ducale che si estendeva dal Castello fino all’attuale piazzale Accursio, circondata da mura con ben otto porte. Da una di queste deriva il nome della zona “Portello”.

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parco del Portello

Poi il declino e la rinascita. Il progetto di riqualificare quest’area dismessa, facendone un parco, toccò a Emilio Alemagna, l’architetto che già aveva curato la realizzazione dei Giardini Pubblici di Porta Venezia.

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Ai milanesi il nuovo Parco piacque subito. Questo romantico giardino all’inglese fu realizzato con viali per le carrozze e vialetti per passeggiare, un suggestivo laghetto e dolci saliscendi.

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Al Parco c’è anche un po’ di Expo 1906, nata per celebrare l’apertura del Traforo del Sempione; una ferrovia sopraelevata congiungeva l’area Sempione con la zona che sarebbe diventata la Fiera Campionaria, dove continuava l’Expo

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Fu un successo. Anche allora Milano fu al centro dell’attenzione internazionale.

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Expo Milano 2015 – l’Albero della Vita

Noti architetti firmarono i padiglioni, tra i quali è stato conservato l’Acquario Civico di viale Gadio, lungo il perimetro del Parco.

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ieri…

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oggi

Fu il terzo acquario costruito in Europa… in una città senza il mare! La facciata è decorata con una grande statua di Nettuno, animali acquatici e marini.

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Non è certo un acquario imponente come quelli più moderni, ma i bambini possono vedere gli animali da vicino e poi correre a giocare nel Parco.

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Ecco come si presentava il Parco a fine Ottocento in una immagine ripresa dalla Torre Stigler, che oggi non esiste più.

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Nel corso del Novecento il Parco cresce e si arricchisce di altre importanti strutture come la Torre Branca.

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Realizzata nel 1933 da Gio Ponti, dal suo belvedere si gode una meravigliosa vista su Milano e sul parco stesso.

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Da questa Torre inizieremo il nostro itinerario nel Parco. Chi vuole venire con me a guardarlo dall’alto? Accendo i motori ….

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Continua…

Benvenuti all’ EXPO!

Un benvenuto di cuore a tutti quanti verranno nella nostra città in occasione di Expo 2015!

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Nazioni dei cinque continenti, le maggiori organizzazioni mondiali, milioni di visitatori si incontreranno a Milano per affrontare il tema universale del nutrimento sulla Terra e per la Terra.

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Tutti pronti a confrontarsi tra diverse culture per  raccontare, ciascuno, la propria identità partendo dal cibo.

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Il nostro augurio particolare è che coloro che verranno nella nostra città partano con una grande voglia di ritornare!

Buona Expo a tutti

con la voce di Bocelli!

https://www.youtube.com/watch?v=MF5Lc6P2-ig

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La Madonnina va all’Expo

Hanno deciso!

Finalmente, dopo tante polemiche e trattative, una copia della Madonnina, in grandezza naturale, sarà esposta all’Expo.expo

La Madonnina è sempre stata con noi, con una bella alabarda di fianco, e ora proteggerà anche questa manifestazione così importante per Milano e per l’Italia.

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La nonna di uno di noi si ricordava una filastrocca, dedicata alla Madonnina, che, in tempo di guerra (la Prima!!!), era stata protetta da un telo grigioverde, come le divise dei soldati, per nasconderla ai bombardamenti dei dirigibili nemici, nelle notti di luna, e per continuare a vegliare sulla città.

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“…e gli Zeppelin fuggenti / diranno tra le genti: / la Madonna lassù in aria / si è arruolata volontaria…”

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Buona Expo a tutti!

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