San Giovanni in Conca, il “dente rotto” di piazza Missori – (dove)

Lo chiamano il “dente rotto”.

dente rotto

A ridurre così la chiesa di San Giovanni in Conca non sono stati i vandali o i bombardamenti dell’ultima guerra, bensì i cazzotti che ha preso dai progetti urbanistici che avrebbero voluto demolirla per realizzare ampie strade nel centro cittadino…riuscendoci quasi del tutto.

dente rotto

Sembra quasi che il cavallo del monumento di piazza Missori, senta tutto il peso e la stanchezza, non solo delle battaglie risorgimentali, ma anche dei mutevoli voleri che hanno continuamente cambiato faccia a questa piazza.

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la statua “el caval de brum”

Fortunatamente si è salvata, sotto il “dente”, la cripta dove ci sono radici romane e, probabilmente, quelle di un Mitreo, un luogo di culto sotterraneo dedicato al dio persiano Mitra.

mitra louvre

Anche il termine “conca” potrebbe far pensare a un avvallamento primitivo del terreno, una conca appunto, e questo potrebbe confermare l’ipotesi di un antichissimo Mitreo.

mitra grotta

https://www.youtube.com/watch?v=Xbe0OjxXYOA

Ancora oggi è visitabile, grazie ai volontari del TCI, la cripta romanica della chiesa, che contiene alcuni reperti di una Domus romana; altri sono conservati al Civico Museo Archeologico, come il bel pavimento decorato a mosaico con animali.

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La nostra chiesa sorse quindi sopra precedenti edifici e fu molto grande e importante: infatti serviva anche, nel primo periodo comunale, per le assemblee del popolo, che si tenevano preferibilmente in luoghi sacri e coperti.

s giov ricostruzione

Ma le continue scosse del terremoto, che sconvolse per quaranta giorni Milano nel 1107, fecero ritenere più prudente riunirsi all’aperto, nei diversi, successivi Broletti.

Palazzo della Ragione con successivo sopralzo austrico

Broletto Nuovo di piazza Mercanti

 

San Giovanni in Conca fu una chiesa molto importante anche sotto l’aspetto religioso e politico. Venne dedicata a San Giovanni Evangelista che, secondo la tradizione, fu gettato in una conca piena di olio bollente, che però venne raffreddato da un improvviso, violento acquazzone, tanto che il Santo potè uscirne illeso. Da qui l’uso, che ricorda un po’ quello dell’acqua a San Calimero, di far bollire sul sagrato pentoloni di olio per propiziare la pioggia nei periodi di siccità.

SGiovanni

Questa chiesa ricoprì anche un importante ruolo ai tempi di Bernabò Visconti, Signore di Milano. Quando, verso la metà del 1300, si spartì la città col fratello, a Bernabò toccò la parte sud-est con l’intero sestiere di Porta Romana.

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Bernabò Visconti

Bernabò elesse la chiesa a cappella gentilizia, essendo molto vicina al suo palazzo, che divenne famoso col nome di Ca’ di Can (nel prossimo “Tanto Tempo Fa” racconteremo delle due passioni del Signore: le donne e i…cani).

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la chiesa e, a destra, la Ca’ di Can

All’interno della chiesa fece porre il proprio monumento funebre equestre, che oggi possiamo ammirare al Castello Sforzesco, proprio accanto all’altare, in quanto Bernabò si riteneva: “Papa et Imperator ac Dominus in omnibus terris meis”...un tantino bauscia!!

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Il nostro bel San Giovanni, poi, non fu risparmiato dagli interventi umani: dopo vari rifacimenti minori, venne sconsacrato e spogliato dei vari, preziosi arredi da Napoleone; il suo campanile fu utilizzato dal medico Pietro Moscati come osservatorio astronomico e meteorologico, per studiare gli effetti delle condizioni ambientali sulla salute. Il suo ritratto è conservato nella Quadreria dei Benefattori della Ca’ Granda di via Francesco Sforza.

campanile demolendo

moscati pietro

Divenne quindi prigione e poi “garage” per le carrozze del Vicerè austriaco, distrutte poi durante le Cinque Giornate.

carrozza 5 giorn

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A ridurlo un dente rotto, furono poi, come già detto, i piani regolatori di fine Ottocento e e di metà del Novecento; la chiesa venne dapprima accorciata, per aprire l’attuale via Mazzini, e venduta alla comunità Valdese.

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S Giovanni in conca 1925

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Nei primi anni Cinquanta, infine, fu deciso di abbatterla per aprire la via Albricci.

lavori per aprire via Carlo Alberto da piazza Missori demolizione S Giiovanni 1949

La facciata fu smontata e rimontata sulla nuova chiesa Valdese di via Francesco Sforza (dove si trova tuttora), mentre di San Giovanni si sono salvati solo la cripta sotterranea, l’unico esempio di cripta romanica originale esistente a Milano, e i pochi resti dell’abside, che vediamo nello spartitraffico.

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https://www.youtube.com/watch?v=Z-AwIwQ_ozY

E ora il “dente” è lì, carico di storia, in mezzo ai tram di piazza Missori.

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Ma se scendete nella sua cripta vi sembrerà di entrare in un altro mondo.

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Apertura dal martedì al sabato dalle 9.30 alle 17.30. Ingresso gratuito.

http://www.apertipervoi.it

Quattro passi da San Calimero

Usciti dalla chiesa di San Calimero, facciamo quattro passi nella zona vicina, iniziando, se possibile, dai resti dell’area cimiteriale, di difficile accesso, dominati da un piccolo campanile curiosamente sghembo.

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Un bel portale romanico con una doppia fila di mattoni, intervallata da una piccola striscia di pietra, ci introduce in un lungo cortiletto dal quale si possono ammirare sul fianco della chiesa alcune lapidi sepolcrali di varie epoche.

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Fra le poche lapidi rimaste, spicca quella del Cavalier Tempesta, al secolo Pieter Mulier, un pittore fiammingo del 1600.

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Nei suoi quadri dipingeva soprattutto mari in tempesta e navi in balia delle onde. Nella sua storia c’è il presunto uxoricidio, per il quale venne condannato e incarcerato per diversi anni, nei quali potè continuare a dipingere.

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tempesta

Riottenuta la libertà, viaggiò per l’Italia, in cerca di ispirazione. Ma nei suoi quadri, anche se di soggetti bucolici, sullo sfondo si ammassano nubi tempestose.

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bucolico con nubi

Stabilitosi a Milano, volle essere sepolto in San Calimero. Forse la sua sensibilità di artista aveva spinto il Cavalier Tempesta, tormentato dalle burrasche che aveva vissuto, a cercare rifugio eterno vicino ad un’acqua più tranquilla e miracolosa, come quella di San Calimero.

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Tranquilla, a parte le biciclette che, a volte, vanno troppo veloci in area pedonale, è la piazzetta vicino alla chiesa, dove, come a San Lorenzo, opere di wall-art sul muro di cinta del monastero della Visitazione accostano antico e moderno, sacro e profano.

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I volti di personaggi legati a Milano sono dipinti in un raffinato color seppia, in contrasto col colore dei murales che vivacizzano la facciata dell’ ex canonica, attigua all’Archivio Storico Diocesano.

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Il muro di cinta del monastero della Visitazione nasconde il convento di clausura, costruito nel 700 al posto della fatiscente Casa delle “zitelle” voluta da San Carlo Borromeo per le bambine orfane a causa della peste.

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Aperta a tutti, con orari limitati, è la chiesa di S. Maria della Visitazione del XVIII secolo con facciata neoclassica, monumento nazionale e santuario cittadino.

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Due anni fa, in occasione dei trecento anni di vita del monastero, è stato pubblicato un libro ricco di riferimenti storici, artistici e fotografici, a cura di Bruna Massari  Falconieri, medico delle suore, una delle due sole persone che entrano in contatto con loro.

un'oasi dello spirito

All’interno si trova oltre al giardino, un raro orto botanico, forse il più bello e grande della città, purtroppo non visitabile per le regole della clausura.

chiostro monastero della Visitazione

Tutta questa zona, un tempo, era ricca di acque e alberi; le leggende parlano di raduni di streghe, dove oggi c’è via Quadronno, nella notte di Valpurga (forse il celtico Beltaine?), alla vigilia del 1° Maggio.

Nel corso dei secoli la zona ha  trovato pace e serenità con la presenza  di monasteri, luoghi di cultura e di cure.

Sulla piazza Cardinal Ferrari si apre l’Istituto Marcelline, che prendono il nome dalla sorella di Sant’Ambrogio, Marcellina. E’ stato fondato nel 1854, in pieno Risorgimento, da monsignor Biraghi con l’intento di educare e istruire le fanciulle nel loro futuro di donne colte e nello tempo stesso materne.

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L’istituto continua ancora oggi la propria opera secolare accogliendo studenti piccoli e grandi, l’Accademia di danza ucraina e ampliando l’impegno sociale con gli anziani ospiti del Centro Diurno Integrato.

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Accanto alle Marcelline si trova l’ospedale Gaetano Pini che tutti conosciamo. Per l’anniversario della sua fondazione si è rifatto il look  con dei murales d’autore.

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Tornando verso San Calimero non dimenticate di dare un’occhiata a due palazzi,  risalenti alla fine degli Venti, opera dell’ architetto Giuseppe de Finetti.

La Casa della Meridiana, in via Marchiondi, stupisce per la varietà della sua facciata, realizzata in un insieme di “ville sovrapposte”.

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E sbirciando dai cancelli sul fondo della via si può vedere ciò che resta del famoso giardino dell’ Arcadia del Settecento

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Giardino dell’Arcadia

In contrasto con la varietà di stili della casa della Meridiana é l’edificio bianco e lineare, anch’esso opera dello stesso architetto, che si affaccia sulla piazza.

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Se c’è tempo, poi,  ci si può fermare per un caffè, un piccolo piatto sfizioso, un buon bicchiere di vino in uno dei localini vicino a San Calimero: faranno sentire aria di vacanza in un giorno in città!

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E’ nato prima l’uovo o…il pulcino?

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Quando si parla di Pasqua, subito pensiamo alla primavera e alle allegre, colorate uova di cioccolato.

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uova e fiori

Perchè, ci siamo chiesti, l’uovo è così rappresentativo di questa festività? Abbiamo fatto un po’ di ricerche e ci siamo inoltrati in una serie di notizie un po’ intriganti e misteriose.

Innanzi tutto la data della Pasqua è legata alla Primavera; cambia ogni anno perchè coincide con la domenica successiva al plenilunio dopo l’equinozio del 21 marzo. La Luna regola tanti cicli della Natura e all’equinozio c’è il perfetto equilibrio tra la luce del giorno e il buio della notte, tra le forze opposte e complementari. Un accostamento molto affascinante…

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Ostara equinozio di primavera

Tutti i popoli antichi celebravano l’arrivo della Primavera e la rinascita della natura; molti (Persiani, Cinesi, Egizi, ecc.) usavano regalare uova per augurare prosperità e propiziare la fertilità.

festa di primavera

I Romani coloravano le uova di rosso e le mettevano, come fossero semi, sotto il terreno per favorire i raccolti.

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Così in Grecia, ancora oggi, si usa festeggiare la Pasqua mangiando uova colorate di rosso con l’acqua di cottura delle barbabietole.

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Pasqua Atene

Il coniglietto di origine anglosassone, Easter Bunny, aveva regalato alla dea della Primavera delle uova colorate, facendola felice.Ecco perché anche da noi, oggi, buffi coniglietti di cioccolato ci augurano Buona Pasqua accanto agli ovetti colorati.

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Primavera…Pasqua: il Cristianesimo celebra in questo periodo la Resurrezione, la rinascita ad una “nuova” vita portata dal Redentore.

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Un uovo attrae la nostra attenzione nella Pala di Montefeltro, esposta a Brera; nel Medioevo si credeva che l’uovo di struzzo, che vediamo nel dipinto, si autofecondasse. Diviene quindi simbolo dell’Immacolata Concezione di Maria. Intrigante è l’uovo rosso in mano alla Maddalena, che compare in molte sue raffigurazioni. La leggenda narra che la Maddalena andò da Tiberio per annunciare la Resurrezione di Cristo. L’Imperatore le rispose che era più probabile per un uovo diventare rosso piuttosto che un uomo potesse resuscitare. Un uovo che la Maddalena prese in mano divenne istantaneamente rosso.

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Pala di Montefeltro di Piero della Francesca

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Fin dalla antichità le genti si sono ispirate all’uovo per affrontare i grandi temi come l’origine del Cosmo e della Vita.

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uovo simbolo di vita

Infatti l’uovo viene deposto da un essere vivente, il guscio appare inerte e privo di vita, poi si schiude e ne esce un piccolo essere vitale…Come non essere affascinati e pieni di meraviglia?

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In più, pochi anni fa, ci è messa anche la NASA, supponendo una forma a uovo del Cosmo e…siamo tornati al punto di partenza.

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Big Bang?

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L’uovo è dunque perfettamente idoneo ad essere caricato di simboli e leggende; ma allora è nato prima l’uovo o il pulcino? Abbiamo trovato la soluzione da proporre ai bambini o a chi ha molta “pazienza”, magari dopo i pranzi di Pasqua e Pasquetta. Provate con questo gioco!

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Sulle tavole di Festa non mancheranno ovviamente le uova: la milanesissima insalata cont i ciapp, uovo sodo tagliato a metà, che ricorda un beneaugurante lato B, la torta pasqualina o il pane casatiello e il cocoi, che hanno incastonate uova sode intere.

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Poi ancora uova di cioccolato, colomba, dolci regionali come la pastiera…c’è da diventare pieni come un…uovo!

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Se mangeremo troppo, cosa c’è di meglio di un po’ di fitness col Pulcino Pio, che si prepara ad affrontare di nuovo il trattore prepotente?

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Buona Pasqua a tutti, anche da Belisama e dal Dinosaurino di Passipermilano!

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Week-end di Pasqua

Qualche idea per il prossimo week-end:

 

Domenica 5 aprile (prima domenica del mese) i musei statali (a Milano sono statali la Pinacoteca di Brera e l’Ultima Cena) e civici saranno ad ingresso gratuito.

Visite (guidate e non)

“Dentro il Duomo”: visita guidata all’interno del Duomo e per scoprire le statue conservate nel Museo e le loro storie, insieme ai pezzi più preziosi.

Sabato 4 aprile ore 11 – 12, ritrovo dei partecipanti sotto i portici di via dell’Arcivescovado 1. Prenotazione obbligatoria: visita@duomomilano.it – Euro 8

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 “Exodus al Museo Egizio”: visita guidata alla scoperta delle tradizioni religiose egizie e del passaggio al’Aldilà, ricordando la fuga degli Ebrei dall’Egitto, che dà inizio alla ricorrenza della Pasqua ebraica

Domenica 5 aprile ore 16 – 17. Castello Sforzesco, piazza Castello. Prenotazione obbligatoria: 0220404175 costo Euro 13 (visita guidata+ingresso museo)

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“Ecce Homo”: della quale abbiamo già parlato in questo articolo. Consigliata.

“Città segreta”: pausa pranzo con panino e visita guidata alla scoperta del  rinascimentale Palazzo Pozzobonelli-Isimbardi, nel centro storico della città.

Martedì 7 aprile ore 13 – 14 via Piatti 4. Prenotazione obbligatoria: 3473661174. Costo Euro 20 compresa la consumazione.

palazzo Isimbardi

I mercatini

“Fiera dell’Angelo”: 200 bancarelle di fiori, piante, animaletti e altro animeranno le strade intorno alla chiesa di Sant’Angelo e all’annesso Convento dei Frati Minori.

Lunedì 6 aprile – intera giornata.

Bancarelle a Sant'Angelo

” Il Mercatino di Primavera”: decine di casette di legno presentano oggetti e prelibatezze lombarde e trentine, il vetro soffiato e prodotti in legno e rafia, laboratori creativi e uova di Pasqua.

Fino al 12 aprile ore 9 – 19,  in piazza Portello

Piazza Portello_Mercatini Primavera

“MEC”: doppio appuntamento per il mercato enogastronomico di prodotti dell’ Oltrepò, del Pavese e della Lomellina nella Corte vicina all’Abbazia romanica di Morimondo e, contemporaneamente, nello spazio verde antistante la Certosa di Pavia. Si potranno  incontrare i produttori e  degustare le loro proposte; nello stesso tempo questa iniziativa è anche l’occasione per  riscoprire l’arte e la cultura di luoghi vicini a noi.

lunedì 6 aprile, ore 9 – 18

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Concerti

 “Via Crucis di Franz Liszt

Chiesa di S. Sebastiano- via Torino 28

Giovedì 2 aprile, ore 18.15 – Ingresso a offerta libera.

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“Oratorio di Pasqua” dell’ ensemble “La Verdi Barocca”, resurrezione bachiana

All’Auditorium di largo Mahler,  tel. 0283389401

Lunedì 6 aprile, ore 18 – Euro 25/10.

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“Ecce Homo”: una mostra da vedere in una location da non perdere

Vi proponiamo un mini-itinerario che vi permetterà di vedere una mostra di arte sacra del famoso pittore americano del Novecento, William Congdon, in uno spazio espositivo imperdibile, la Biblioteca Umanistica accanto alla chiesa di Santa Maria Incoronata, in corso Garibaldi.

image Congdon

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http://www.congdonfoundation.com/ITA/WILLIAM_CONGDON_-_ECCE_HOMO.html

La sala della mostra è un capolavoro dell’architettura lombarda del Quattrocento, splendidamente restaurata, ed è visitabile solo su appuntamento o in occasione di iniziative culturali di particolare rilevanza, come questa.

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http://www.santamariaincoronata.it/storia-biblioteca-umanistica/

Infatti i 14 Crocifissi di Congdon (un altro è esposto fino al 24 maggio nella chiesa di San Raffaele), dipinti tra il 1960 e la fine degli anni Settanta, testimoniano le parole dell’Autore: “la figura umana non è più da vedere o da dipingere separata dalla Croce”.

Crocefisso a S. Faffaele

Crocifisso esposto nella chiesa di San Raffaele

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In queste parole ritornano tutto il dolore e la disumanità che il Maestro aveva incontrato quando, da soldato americano, aveva partecipato attivamente alla liberazione del lager nazista di Bergen Belsen, esperienza che lo aveva segnato umanamente e artisticamente.

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testimonianza di Congdon

Anche il contesto architettonico della Biblioteca, senza più libri, perché razziati da Napoleone, e mai resi, è tutto da ammirare. La sua storia è stata quanto mai varia e travagliata; ora, per fortuna, accuratamente restaurata, mostra tutta la sua bellezza.

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Siamo accanto alla chiesa di Santa Maria Incoronata, famosa per essere formata da due chiese gemelle attigue, che nei secoli sono state unite all’interno.

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interno incoronata

http://www.santamariaincoronata.it/intro-una-storia-di-milano/

La più antica (quella di sinistra guardando le facciate) fu fatta costruire da Francesco Sforza per celebrare la sua incoronazione a Duca di Milano, la seconda fu voluta, nove anni dopo, da sua moglie Bianca Maria Visconti per rendere manifesto ai sudditi come fosse saldo il loro vincolo.

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lui

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lei

Guardando questa chiesa ci è venuto spontaneo un sorriso: i coniugi Sforza ci perdonino l’ardire, ma questa facciata doppia ci ha fatto ricordare la spalliera di un enorme letto matrimoniale e il piccolo biscione nel mezzo il frutto politico di questa unione.

Francesco Sforza

Bianca Maria Visconti

Bianca Maria

biscione incoronata

All’interno della chiesa soffermiamoci, in particolare, sull’affresco del Crocifisso del Torchio, attribuito al Bergognone, raffigurazione insolita e carica di significato, più frequente nell’Europa del Nord.

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https://www.youtube.com/watch?v=oN3KA5ybgIg

La chiesa dell’Incoronata è vicinissima a piazza Gae Aulenti, a tutta la zona di Garibaldi e corso Como: perché non fare quattro passi per tornare dal 1400 al 2015? Buon viaggio nel tempo!

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Orari di visita della mostra, con ingresso libero:

Apertura fino all’ 8 aprile.

Dal lunedì al venerdì ore 16.30 – 19.30

sabato 10.30 – 12.30 e 15.30 – 19

domenica (anche Pasqua) 15.30 – 19

lunedì di Pasqua stessi orati del sabato.

Il Crocifisso esposto nella chiesa di san Raffaele sarà visibile fino al 24 maggio, dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 18.30, sabato e domenica dalle 15.30 alle 18.30

Earth Hour 2015

 

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Ricorre sabato 28 marzo l’ EARTHOUR, l’evento internazionale ideato e gestito dal WWF per richiamare l’attenzione sulla necessità di intervenire sui cambiamenti climatici in corso con un gesto semplice ma concreto: spegnere la luce per un’ora nel giorno stabilito.

http://www.wwf.it/news/notizie/?14020

Come parteciperà  Milano?  Verranno spenti dalle 20,30 alle 21,30 il Castello Sforzesco, l’Expo Gate, il Palazzo Marino, il Grattacielo Pirelli e la Torre di Unicredit a piazza Gae Aulenti.

E noi come possiamo vivere questo momento tutti insieme?

Troviamoci alle ore 20,30  all’ Expo Gate vicino al Castello

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con una candela!

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Per saperne di più: clicca qui

Felice Ora al Buio a tutti!

Buon Week-end 28 e 29 marzo

Questa settimana la scelta su cosa fare nel WE sarà un po’ difficile per le tante proposte che ci offre questa nostra città a inizio primavera. Quindi…speriamo solo non piova!!

Ecco alcuni suggerimenti:

La Stramilano. Giunta alla 44ma edizione, ha fatto correre, o camminare, un po’ tutti. Ancora una volta la città si riempirà di pettorine colorate in festa lungo i 20 chilometri del percorso. Partenza domenica 29 da piazza Duomo ore 9; alle ore 9.30 partirà la Stramilanina di 5 chilometri per i più piccoli. Iscrizione Euro 12, tel. 02/84.74.23.80.

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Floralia. Chi ama i fiori non può perdere questa iniziativa benefica, nell’atmosfera così milanese della chiesa di san Marco. Sabato e domenica ore 10 – 19.30, piazza San Marco, ingresso libero. Per info http://www.floraliamilano.it/

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Avengers: il mito. Lo Spazio Fumetto WOW invita gli appassionati a questa nuova mostra sugli eroi: Iron Man, Thor, Hulk, Captain America sono fra noi a partire dal 28 marzo, con una serie di iniziative. Ingresso 5 Euro (ridotto 3). http://www.museowow.it/wow/it/

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Giornate europee dei mestieri d’arte. I maestri artigiani aprono le loro botteghe e danno vita ad una serie di eventi dedicati a diversi settori dell’artigianato artistico. Sabato e domenica, zona Cinque Vie e non solo… In particolare al Museo Bagatti Valsecchi ci sarà la mostra “Intrecci” dedicata all’arte della cesteria, raccontata da otto totem esplicativi.  Consultare il sito http://giornatedeimestieridarte.it/

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Esxence – the scent of excellence. Un invito nell’affascinante mondo dei profumi a Porta Nuova. Ingresso gratuito.  The Mall, piazza Lina Bo Bardi; dal 26 al 29 marzo, apertura per il pubblico solo sabato e domenica. http://www.esxence.com/en/index.php

Esxence

Ecce Homo. Esposizione di 14 dipinti di arte sacra del pittore americano William Congdom nella Biblioteca Umanistica (un gioiello raramente aperto al pubblico) della chiesa di Santa Maria Incoronata di corso Garibaldi, fino all’8 aprile. Ingresso gratuito.

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Concerto a San Calimero. Nella suggestiva cornice della Basilica, sabato 28, concerto di musica sacra. Ore 21, ingresso libero.

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Il Pozzo di San Calimero

Questo itinerario inizia con una confessione. A farci da guida avremmo voluto il professor Robert Langdon del Codice Da Vinci, per la sua capacità e competenza nell’interpretare i simboli.

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Non ci inoltreremo nei simbolismi del Cenacolo (non ora, almeno!), ma la nostra visita a San Calimero ci metterà di fronte ai poteri dell’elemento acqua che in tutte le civiltà si carica di significati forti.

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L’acqua pulisce, lava, purifica, distrugge; è essenziale per la vita. Nel liquido amniotico noi viviamo prima di nascere.

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Milano è così ricca di acque che a volte, persino, ri-sorgono dal terreno.

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Una risorgiva nella zona sud di Milano

A San Calimero, però, non troviamo una fonte, ma un pozzo, costruito quindi dall’uomo per attingere acqua.

San Calimero e il pozzo

Il pozzo permette di scendere sotto la superficie, di creare un canale per portare alla luce…cosa?

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Il Pozzo di San Patrizio, in Irlanda, secondo la leggenda, serviva ai fedeli per conoscere l’Aldilà.

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Isola di Lough Derg (Irlanda)

In quello della Scienza è contenuto il Sapere al quale attingere, in quello dei Desideri sono custoditi quei tesori, anche impossibili, che vorremmo avere.

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Nel Pozzo del Calice, o del Sangue, per la colorazione rossa dovuta all’ossido di ferro, ai piedi della collina di Tor, in Inghilterra, sarebbe stato nascosto il Santo Graal del Ciclo di Artù.

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Il pozzo

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Vasca con acqua ferrosa

I pozzi sono spesso al centro dei chiostri, presso un pozzo Gesù incontra la Samaritana, andata ad attingere l’acqua.

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Un pozzo è anche quello custodito nella cripta della Basilica di San Calimero, al centro del nostro itinerario.

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La chiesa si trova in via San Calimero, una strada un po’ defilata e chiusa al traffico, all’incrocio tra via Santa Sofia e corso di Porta Romana.

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Ha origini molto antiche (V secolo) e sorge, probabilmente, dove, secondo la tradizione, c’era un tempio dedicato ad Apollo, che, quante coincidenze…, era anche il dio delle sorgenti sacre.

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Fonte Castalia a Delfi

La nostra chiesa ha cambiato più volte il suo aspetto per via dei numerosi interventi subiti durante i secoli ed è sormontata da tre insoliti pinnacoli.

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È preceduta da un protiro con la volta stellata e l’immagine di San Calimero ci guarda da sopra il portone d’ingresso

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Calimero fu Vescovo di Milano tra il 270 e il 290. Il suo apostolato lo portò a farsi molti nemici tra i pagani che lo uccisero e gettarono il suo corpo in un pozzo pieno d’acqua, forse come vendetta per i Battesimi impartiti o, azzardiamo, come sacrificio ad Apollo, nelle acque a lui consacrate.

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Diamo un’occhiata alla chiesa, che appare ben restaurata e luminosa

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https://www.youtube.com/watch?v=_FsVaawcRfQ

Scendiamo nella cripta da una delle due scalette poste accanto all’altare.

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In essa è conservata la vera del pozzo, ora chiuso, dove, secondo la tradizione, fu gettato il corpo del Santo.

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L’acqua di questo pozzo era considerata miracolosa ed i fedeli l’attingevano e la facevano bere ai malati, perché guarissero.

acqua e mani

Inoltre, nei periodi estivi di siccità (San Calimero viene celebrato il 31 luglio), si usava l’acqua miracolosa per aspergere il sagrato della Basilica al fine di propiziare la pioggia, sia rinnovando il vecchio rito pagano, sia, forse, rifacendosi a rituali ancora più antichi

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Andare a San Calimero può essere un’esperienza intrigante e ricca di suggestioni o, più semplicemente, una tappa nei nostri passi per Milano.

Questa chiesa ospita anche concerti molto suggestivi e manifestazioni musicali, come il MITO, festival internazionale della musica.

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Buon Week-end 21 e 22 marzo 2015

Qualche proposta per questo week-end:

Sabato 21 ore 11-18, presso la Società Umanitaria, si potranno assaggiare ed acquistare colombe e uova di Pasqua di pasticceria. Ci saranno anche incontri sull’alimentazione dei bambini e idee di uno chef per riciclare in modo goloso e invitante gli “avanzi” dei dolci pasquali.

Via San Barnaba 48, ingresso  gratuito con licenza di assaggi liberi.

Luovo-e-la-colomba

http://vivimilano.corriere.it/feste-mercatini-fiere/uova-colombe-artigianali-assaggio-vendita-umanitaria_2301096479498.shtml.

Domenica 22 ore 10.30-20, alla Cascina Cuccagna si svolgerà “Carrousel”: diversi artigiani e creativi presenteranno le loro opere che spaziano tra sartoria, accessori, oggetti d’arredo, fiori artificiali, dando vita a laboratori e corsi (alcuni a pagamento). La giornata sarà animata da momenti ri-creativi di musica e spettacoli.

invito

Via Cuccagna 2/4. Ingresso libero.

http://www.cuccagna.org

Sabato 21 e domenica 22, Giornate FAI di Primavera per la scoperta di alcune bellezze nascoste di Milano, non accessibili durante altri periodi dell’anno.

Fai

http://giornatefai.it/home#reg:lombardia,prov:milano,com:milano

 Sabato 21 e domenica 22, un week end  a tutto fantasy al Wow Spazio Fumetto con tante iniziative, incontri,giochi, duelli e tanto altro.

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http://www.ilgiorno.it/speciali/giorno-dei-ragazzi/bambini-fantasy-1.769314

20 marzo, Giornata della Felicità

Il 20 marzo 2015 si celebrerà la Giornata Mondiale della Felicità, istituita nel 2012 dall’ONU: mica roba da poco!

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Già la Dichiarazione di Indipendenza degli Stati Uniti aveva sancito, tra i diritti fondamentali dell’Uomo, quello di perseguire la felicità.

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http://www.dailymotion.com/video/xcg4cd_la-ricerca-della-felicita_shortfilms

Vi proponiamo alcuni spunti semiseri per questa Giornata.

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Molto spesso, sostiene uno psicoterapeuta catalano, Rafael Santandreu, siamo affetti da una sorta di “terribilite”; un inconveniente viene promosso al rango di “terribile!” ed esagerando il termine, aumentiamo la nostra frustrazione.

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Lo studioso ha calcolato che in un giorno incontriamo 23 motivi di frustrazione, per un totale di circa 500.000 nell’arco di una vita. Da domani li contiamo per vedere se siamo nella media….

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Siamo poi colpiti anche dalla “necessitite”, cioè viviamo come ostacolo alla felicità quello che al momento non abbiamo.

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Rileggiamo qualche volta Epicuro, quali cose ci sono veramente necessarie per la nostra felicità?

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Come riuscire a perseguire un po’ di più la nostra felicità, in una società complessa come la nostra, e non sentirsi schiacciati dalle frustrazioni?

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Ci sono corsi di meditazione, incontri con psicologi, farmaci…Tutto ciò potrebbe aiutare, se necessario.

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Tuttavia spesso possono bastare l’ironia, l’amore, un sorriso e un pizzico di humor.

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Buon 20 marzo a tutti!

 

Terribile! Il 20 marzo 2015 ci sarà una eclissi di sole, tutto diventerà più buio.

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Ma il sole torna: che Felicità!

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