6 gennaio: i cortei dei Re Magi

Un’idea per l’Epifania: andare a vedere i cortei dei Re Magi. Ve ne proponiamo due in “posti” dove i Re Magi sono di casa.

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Milano – Basilica di Sant’Eustorgio

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Brugherio – Chiesa di San Bartolomeo

A Milano ogni anno, nel giorno dell’Epifania, un corteo storico in costumi sfarzosi percorre le vie cittadine da piazza del Duomo alla Basilica di Sant’Eustorgio, dove sono conservate le reliquie dei Re Magi.

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807187 CORTEO DEI RE MAGI IL GIORNO DELL' EPIFANIA

984952 I RE MAGI PORTANO I DONI A GESU'

Nata nel XIV secolo, circa duecento anni dopo il “furto” del Barbarossa, questa storica tradizione è stata ripresa da qualche decennio.

Milano è sempre stata multietnica e la presenza dei Magi, tradizionalmente diversi per colore della pelle e culture, ne è la grandiosa conferma!

Questo il programma per il 6 gennaio 2015:

 www.santeustorgio.it/files/epifania2015.pdf

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Vi segnaliamo una piccola chicca: se volete rendere omaggio ad altre reliquie dei Magi, non andate fino a Colonia, basta recarsi a Brugherio.

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Qui sono custodite, in un reliquiario argenteo del Settecento, nella chiesa di San Bartolomeo, alcune falangi delle dita dei Magi, donate, secondo la tradizione, da Sant’Ambrogio alla sorella Santa Marcellina perché le custodisse nel monastero vicino a Brugherio, da lei fondato.

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Anche a Brugherio si svolge un corteo, nel giorno dell’Epifania, che termina con il tradizionale bacio agli umitt (ometti), come sono familiarmente chiamati i Magi.

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I ristoratori di Brugherio quest’anno presentano, dal 2 gennaio al 21 febbraio, un menù, il Menù dei Re Magi, del Seicento, tipico della zona. Al termine si festeggerà con il tradizionale dolce dei Magi.

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Lo assaggeremo e poi vi faremo sapere!

http://www.ilvimercate.org/dalla-brianza/584-le-vere-reliquie-dei-re-magi-in-corteo-a-brugherio.html

Arriva il menù dei Re Magi

Auguri megagalattici per il Nuovo Anno!

1° gennaio 5102.

Le galassie sono piene di astronavi che intasano lo spazio per il traffico di Capodanno.

Astronavi

L’astrostrada Terra – Aldebaran è chiusa per un incidente.

Incidente spaziale

Nel monitor della Macchina del Tempo vedo comparire dei bagliori dal passato del pianeta Terra.

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Fermo l’immagine, ma  dalle antiche astronavi “preistoriche” nulla da segnalare.

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Continuo la ricerca con la Sonda Temporale; anche qui tutto tranquillo, vedo un ramo di una pianta ormai estinta, credo si chiamasse “vischio”, sotto la quale stanno due umani dall’abbigliamento che fu.

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Chissà cosa rappresenta questo strano rituale, cosa vogliono fare? Forse sono adoratori delle piante…

Ma ecco uno strano rumore, come un botto.

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Il sondaggio temporale mi dice che sto osservando il Capodanno del 2015.

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Ecco altri due umani…,cosa stanno facendo, ancora sotto il vischio, vicino ad un fuoco?

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Uniscono le loro bocche. Credo che stiano facendo quello che gli umani chiamavano “baciarsi”.

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Sembrano felici; deve essere stato bello quel remoto Capodanno!

Buon

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Il futuro sia con voi!

 

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Buon Natale!!

Regali, corse, pacchetti, messaggi, telefonate, pranzi e cene…Che fatica!

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Che idea! Vivere con gioia tanti piccoli Natali, in tanti giorni diversi: un caffè con l’amica del cuore, una fetta di panettone coi colleghi, un aperitivo con gli amici, poi altre feste a scuola, all’asilo, in palestra, nel volontariato…festeggiare mille Natali!

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Poi, il 25 dicembre, c’è chi si ritrova per il grande pranzo che rinnova affetto (si spera!) ed appartenenza al gruppo dei parenti, c’è chi condivide famiglie allargate, c’è chi vive il primo Natale di coppia o il primo in tre, c’è chi lo passerà da solo e potrà godere della libertà di fare quello che vuole, chi passerà un Natale diverso, come AstroSamantha.

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A tutti, ma proprio a tutti, Buon Natale!!

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Avvistato Babbo Natale!

 

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Sensazionale!!!

Abbiamo trovato un filmato eccezionale. Babbo Natale, con la sua slitta e le renne, è stato avvistato e ripreso nello spazio dagli astronauti della Gemini 6.

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Ecco quanto è giunto dalla capsula in orbita nello spazio.

“Qui Gemini 6; vediamo un oggetto, sembra un satellite che va da nord a sud…sembra stia cercando di farci dei segnali…vedo un modulo di comando e otto moduli più piccoli davanti. Il pilota del modulo di comando indossa una tuta rossa…”

E il suono di un’armonica a bocca con campanellini intona Jingle Bells

Gemini 6

Tom Stafford e Walter Schirra

https://www.youtube.com/watch?v=RmsOmqf7Hso

Per saperne di più:

http://complottilunari.blogspot.it/2010/12/loggetto-misterioso-avvistato-dalla.html

L’armonica con i campanellini è custodita al National Air and Space Museum di Washington.

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Anche  l’astronauta Jim Lovell dell’Apollo 8, che entrò in orbita lunare la Vigilia di Natale del 1968, appena iniziato il viaggio di ritorno dalla Luna, annunciò al mondo: “Please be informed there is a Santa Claus! (è un piacere informarvi che Babbo Natale esiste!)”

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Jim Lovell

Tutto questo non è frutto della nostra fantasia, ma ampiamente documentato dalla NASA!

Per tutti i bambini

È arrivato un videomessaggio per voi da Babbo Natale!

https://www.youtube.com/watch?v=8KXuZ5MsMIQ

Dedichiamo ora  ad Alessia, a Filippo e a tutti i bimbi che aspettano l’arrivo della Notte di Natale, tante piccole notizie sulle renne e su Babbo Natale!!!

renne di Babbo Natale

Le renne che trainano la slitta di Babbo Natale erano dapprima otto; sapete i loro nomi?

In italiano sono: Cometa, Ballerina, Fulmine, Donnola, Freccia, Saltarello, Donato, Cupido; mentre in inglese: Comet, Dancer (o Dazzle), Dasher, Prancer, Vixen, Donner, Blitzen (o Dixen), Cupid.

La nona, Rudolph, si unì solo in seguito al gruppo. Era una piccola renna dal naso rosso e luminoso, che le altre renne prendevano in giro

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Babbo Natale la scelse perché, proprio grazie al suo naso rosso luccicante, poteva illuminare la via anche in caso di nebbia o neve. Così adesso Rudolph guida le altre.

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Vi raccontiamo qualcosa di loro:

Freccia (Vixen) – È la prima renna trovata da Babbo Natale. Ha il mantello color oro e due code; è gemella di Donato.

Ballerina (Dancer o Dazzle) – Sa ballare ogni tipo di ballo e tiene il ritmo della corsa.

Cometa (Comet) – È la più veloce e riesce a cogliere ogni desiderio. Non ha bisogno di dormire.

Cupido (Cupid) – Ha una macchiolina rossa a forma di cuore sul petto; il suo compito è di scegliere le letterine dei bambini che sono stati buoni tutto l’anno

Saltarello (Donner) – Sa cantare ed imitare le voci; è quella che dà il segnale di partenza dai tetti su cui si è posata la slitta.

Fulmine (Dasher) – Quando è nata aveva già due grandi dentoni, che, crescendo, sono diventati ancora più grandi. Difende i doni morsicando chi vuole portarli via.

Donato (Dixen o Blizzen) – È gemello di Freccia, anche lui ha il mantello dorato, ma ha una sola coda. Sempre raffreddato, dalle gocce che scendono dal suo naso nascono tanti fiorellini.

Donnola (Prancer) – È timidissima e arrossisce per niente.  È quella che trova la via nel cielo.

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Sapete perchè le renne di Babbo Natale sanno volare? Mangiano un mais speciale e un lichene magico, presente solo al Polo Nord che gli elfi sanno dove raccogliere.

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È stato calcolato che la slitta, per consegnare i regali a tutti i bambini del mondo in una sola notte, dovrebbe viaggiare a 28.416 Km/h. L’Autovelox non riuscirà mai a fotografarla!

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E ora vi raccontiamo qualche segreto su Babbo Natale.

Sapete come fa a scendere per tutti i camini, anche se è corpulento? Toccandosi la parte sinistra del naso diventa piccolo e toccandosi il lato destro torna normale. Se il camino non c’è, sparge sul tetto una polvere magica per farne comparire uno, che poi scomparirà.

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A Babbo Natale viene fame, lasciategli un bicchiere di latte e qualche biscotto. Se ogni bambino  gli preparasse questo spuntino,  è stato calcolato in America che all’alba avrebbe consumato 60 milioni di chili di biscotti e circa 177 milioni di litri di latte! Ecco perchè non riesce a dimagrire.

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Babbo Natale vive al Polo Nord, ma esiste anche un’Isola di Natale: è l’atollo chiamato Atollo di Christmas (o Kiritimati), scoperto da James Cook alla Vigilia di Natale del 1777; è l’atollo più grande del mondo ed è il primo luogo abitato in cui, per il fuso orario, si festeggia il Natale!

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Kirimati

Forse, dopo tanto lavoro, va a farsi un weekend!

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Luci e alberi a Milano, la magia del Natale.

In questi giorni le città si accendono di luci e di alberi scintillanti,  in attesa del Natale.

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Il “Natale” è in realtà una festa antichissima, orientale e occidentale insieme. Avviene, infatti, appena dopo il solstizio d’inverno, quando, cioè, luce e calore, tra il 21 e il 24 dicembre, sono i più deboli dell’anno. Gli antichi, in questo periodo, temevano che il dio Sole li stesse abbandonando e pregavano perchè ciò non accadesse.

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Verso il 25 dicembre il Sole sembra riprendere il suo cammino verso l’alto e perciò venivano festeggiati la sua lenta rinascita e il ritorno della luce.

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Gli Egizi celebravano con una processione la dea Iside che portava in grembo o allattava Horus, divinità solare, i Celti festeggiavano lo Yule, festa del solstizio d’inverno, ed i Romani il giorno del Sol Invictus, legato al culto persiano di Mitra.

Nel IV secolo si comincia a celebrare il Natale cristiano.

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raffigurazione di Cristo nelle vesti del Sol Invictus (Grotte Vaticane – Basilica di San Pietro)

Per festeggiare e auspicare la rinascita del Sole si accendevano fiaccole e falò, a simboleggiare la luce, che vince le tenebre e la paura atavica del buio. Chissà se tutte le luci e i LED con i quali si addobbano le nostre città e le nostre case non siano frutto di eredità molto lontane?

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Che ne dite di fare quattro passi per vedere con noi le luci e gli alberi a Milano? Non dimentichiamoci di accendere una piccola candela o qualche luce alle finestre e, soprattutto…cerchiamo di illuminare le zone buie delle nostre esistenze!

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Luci e luminarie addobbano Milano ……… Duecento luoghi di Milano illuminati a festa. Tra questi, gli allestimenti  in Galleria rendono ancor più suggestivo il Salotto di Milano.

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Anche le storiche porte della città si sono accese: da Porta Romana a Porta Nuova, da Porta Ticinese fino ai Caselli Daziari di Piazza  XXV Aprile. Le luci colorate risplendono non solo in corso Buenos Aires, piazza Oberdan e corso Venezia, ma anche in periferia.

Il tram di Luce: anche una storica vettura “modello 1928”, resa scintillante da decine di migliaia di luci circola di nuovo per le strade del centro storico.

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Sono gli auguri che la Pizzeria Spontini rivolge alla città. L’arrivo del Tram di Luce nelle vie del centro storico segna l’inizio del periodo delle Feste, vera e propria “carrozza” fatata che porta una nota di magia e allegria in città!

Ed ecco il fascino degli Alberi di Natale!

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C’è una leggenda americana che ci racconta perchè gli abeti vengano decorati a Natale con luci. Alla Vigilia, un bimbo si perse nel bosco. venne la notte e l’abete sotto cui si era riparato piegò i suoi rami per proteggerlo dal freddo quasi abbracciandolo. Quando lo trovarono la mattina dopo, il bambino dormiva tranquillo, sotto l’albero tutto ricoperto di cristalli di ghiaccio che luccicavano alla luce del sole.

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Si è acceso a piazza Duomo il tradizionale albero di Natale, un grande abete alto 30 metri firmato Motta. A fine feste con il legno saranno  realizzate circa sessanta panchine cui Motta farà dono al Comune di Milano.

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Il classico pino ricoperto dalle mille luci che si riflettono sul Duomo o il maxi cono colorato, composto da 16 “auguri” di Buone Feste in lingue diverse, di piazza Gae Aulenti? Quest’anno a Milano sembrano esserci due Natali differenti a confronto: uno avveniristico e uno tradizionale, due stili che dividono la città.

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In centro a Milano, precisamente in largo Cairoli, c’è un’istallazione curiosa: si chiama “Eco Christmas”. È un grande albero di Natale, in legno e polistirolo, collegato a nove biciclette; ognuno di noi, pedalando, lo rende più luminoso!

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Via Spiga, una delle vie milanesi più conosciute, ci fa entrare in un bosco incantato, in un gioco di archi di abete argentato impreziositi da piccole luci. A noi ricorda tanto il Bosco Verticale di piazza Gae Aulenti.

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Tiffany ha allestito, di fronte alle proprie vetrine, la ”Dimora di Babbo Natale” al cui interno un Cantastorie accoglie e intrattiene bambini e famiglie

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Nel Quartiere di Citylife la Torre Isozaki, si trasforma in un gigantesco albero di Natale: probabilmente il più alto d’Italia. In vista delle feste ‘Il Dritto‘ (così è soprannominato il grattacielo del giapponese Arata Isozaki) illumina le sue finestre disegnando, in un gioco di luci accese e spente, un enorme albero di Natale.

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C’è un Albero dei Desideri nell’atrio della Stazione Centrale, dove tutti possono appendere le loro “letterine” di auguri o di speranze per il futuro. Ci associamo di cuore, facendo gli Auguri di Pace e Serenità!

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Infine vi proponiamo una sfilata spettacolare di Alberi di Natale, creata da famose griffes.025 VALENTINO-kPLB-U43050410247854kDD-1224x916@Corriere-Web-Sezioni-593x443http://www.myluxury.it/foto/100-alberi-di-autore-2014_10531.htmlOggi, tutte quelle «creazioni» straordinarie sono state raccolte nel libro Xstmas Table book «100» (Graus Editore).

Non vi viene voglia di fare un albero trendy?

Presepi a Milano

Fra pochi giorni sarà Natale. Quanti di noi dicono: “Dobbiamo fare ancora il presepio!” (a Milano è il Presepio, con la O finale, non il Presepe). Quanti di noi rispondono, in genere quelli che il presepio lo devono fare e non solo…guardare,: “Quest’anno perché non mettiamo solo un simbolo?” In realtà non si ha voglia di arrampicarsi fino a quell’ultima scatola impolverata in solaio, o di scendere in cantina spostando bici e quant’altro per arrivare alla mitica, vecchia scatola con le statuine.

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Poi, come per magia, quando ci prende la nostalgia o quel senso della tradizione che ci viene dal nostro passato e ci accompagna nel futuro, “tiriamo fuori” la capannina, la stella fatta di lustrini, le statuine ammaccate, di misure improbabili (chi non ha una pecorella piccolissima o gigante, tipo OGM?), la carta blu col cielo dipinto o quella marroncina per fare la terra. Poi i batuffoli di cotone per la neve e lo specchio per il laghetto dove mettere il ponticello, la lavanderina e il pescatore, magari senza neanche più la canna o la lenza, perché lo scorrere del tempo gliele ha portate via. Così un briciolo di Natività entra nelle nostre case, anche se le strade della vita ci hanno condotto altrove.

pezzo di presepe e bambino

bambino prepara presepe

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A tutti proponiamo un piccolissimo rewind…anche a chi non ha voglia di fare il presepio e non lo fa.

Ecco la prima Natività cristiana: un murale nella Catacomba di Priscilla sulla via Salaria a Roma…

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Mille anni dopo il primo vero Presepe, ad opera di San Francesco, a Greccio, con il bue, l’asinello e il miracolo del Divino Bambino che appare nella mangiatoia.

il primo presepio di S. Francesco

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Da allora quante Natività sono “rinate”? Artisti di ogni epoca l’hanno pensata e ce l’hanno lasciata…

https://www.youtube.com/watch?v=WL5Q9pfwVZ4

Perchè non andare a vedere qualche bel Presepio a Milano? Ve ne indichiamo alcuni, fra questi ci sono delle vere opere d’arte.

La più antica fra le Natività lombarde è presente nella Basilica meneghina per eccellenza, quella di Sant’Ambrogio. La scena è scolpita nel marmo del sarcofago, del IV secolo, detto “di Stilicone”: situato nella navata centrale della Basilica presenta Gesù Bambino, ma col viso da adulto, tra il bue e l’asinello, fasciato in un letto sepolcrale anziché nella classica mangiatoia.

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Sempre a Sant’Ambrogio, nel Museo della Basilica, è conservato il commovente presepio realizzato nel 1944 dai militari italiani internati nel lager nazista di Wietzendorf.

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Per saperne di più

Nel quartiere di Brera, nella Chiesa di San Marco, si può ammirare il famoso presepe realizzato nel 1750 dal pittore e scenografo della Scala Francesco Londonio; è composto da una trentina di figure ricavate da tavole di legno e poi dipinte.

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https://www.youtube.com/watch?v=Q7QozoRVAJc

A pochi passi da Brera, nella Basilica di San Simpliciano, resiste da oltre cento anni la tradizione di realizzare, in una cappella laterale, un grande presepe con caratteristiche e particolari sempre diversi. Ogni anno un gruppo di volontari realizza con le proprie mani scenografie, fondali, architetture, luci, con l’obiettivo di rinnovare il messaggio del Natale. Potrà essere visitato dalla Vigilia di Natale.

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In corso di Porta Romana, la Basilica dei Santi Apostoli e San Nazaro, la più antica chiesa a croce latina dell’ occidente, offre al visitatore l’antico e prezioso “Presepe Ligneo” della scuola dello scultore tedesco Adam Kraft. Visitabile nel transetto sinistro tutto l’anno, fu realizzato nella seconda metà del 1500.

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Baggio, nella cripta della Chiesa di Sant’ Apollinare  si può visitare il Presepe Biblico.

http://www.presepedibaggio.org/

Si tratta di un allestimento che, oltre alla Natività, permette di rivivere altri episodi della Bibbia e della vita di Gesù. Attraverso corridoi a forma di grotta, ai visitatori si offre un lungo percorso di ben 43 scene (alcune in movimento). Fu realizzato negli anni Sessanta su idea di un giovane operaio della “Borletti”. Orari: tutte le domeniche di dicembre 15-18.30; dal 23 dicembre al 6 gennaio 15-18. Chiuso il 31 dicembre. Ingresso libero con offerta.

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Molto importante, al Museo Diocesano, è la Natività di Filippo Lippi, esposta fino al 30 gennaio.

https://www.youtube.com/watch?v=uIa6edNxYBM

Per tre anni la Parrocchia di Santa Maria delle Grazie al Naviglio ha realizzato “El presepi de la riva”, rappresentazione tridimensionale della Natività in scala naturale,  su una pedana galleggiante nel Naviglio Grande, con scenografia che riproduce il tipico contesto della casa di ringhiera dei Navigli. Purtroppo quest’anno è stato sospeso per i lavori alla Darsena. Per ora accontentiamoci di ammirare solo in foto questo presepe “meneghino”.

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Come ogni anno il foyer dello Spazio Oberdan, espone diorami e presepi artistici realizzati dalle associazioni Presepisti Sacra Famiglia di Cinisello Balsamo e Amici del Presepe di Lainate. L’esposizione è aperta fino al 6 gennaio 2015. Orari: lunedì-venerdì 10-19.30; sabato e domenica 14-19.30; 25 e 25 dicembre 15.19.30; 31 dicembre e 1 gennaio 10-15.30. L’ingresso è libero.

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Nella chiesa di San Raffaele Arcangelo in Milano è esposta, fino al 31 gennaio 2015, la Natività di William Congdon (1912-1998, esponente di rilievo della Scuola di New York, ma per gran parte della sua vita attivo in Italia e, negli ultimi anni di vita, in Lombardia). Questa bella Natività  costituisce un’interpretazione contemporanea dell’iconografia cristiana tradizionale. Per saperne di più segnaliamo che il 18 dicembre 2014, alle ore 18.30,  si svolgerà in loco un incontro dal titolo: E il Verbo si fa carne: la natività di William Congdon.

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Si intitola Il Gesto nell’Arte. Le figure tradizionali nel presepio lombardo la mostra di presepi del museo di Dalmine allestita all’Auditorium Testori di Palazzo Lombardia. L’esposizione è aperta fino al 6 gennaio. Questa mostra è dedicata alle figure tradizionali del presepio realizzate in gesso ed in legno,  tra la seconda metà dell’Ottocento e gli anni ’50 del Novecento”.

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Buon Presepio a tutti!

Vetri e vetrate

Che incanto le vetrate del Duomo, illuminate di sera nei giorni di festa! Sembrano gioielli incastonati nel marmo chiaro ….

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Se amate i ricchi colori delle vetrate del Duomo e volete sapere qualcosa di più riguardo al loro restauro,  perché non fare un salto  al negozio VetroGioielli in via Commenda 33 e, prima di ammirare quanto esposto, chiedere alla signora Laura di visitare  il laboratorio Vetrate Artistiche Morandotti, situato nel cortile ?

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Entrare nel laboratorio è già un’esperienza unica, con colori, vetrate, attrezzi, camici bianchi, ma anche tante foto ricordo di lavori passati. Ci sono fogli ovunque e un gran numero di libri

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L’artista, che vi opera con la figlia, ha restaurato molte vetrate importanti, come quelle della Certosa di Pavia, attribuite al Foppa,  della facciata del Duomo di Milano e del Museo del Duomo oltre che splendide vetrate Liberty (http://www.lauramorandotti.com/ )

Eccola al lavoro!

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Nello studio si possono osservare alcuni lavori

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Fermatevi ora nel negozio, una realtà che nasce dal laboratorio di Vetrate Artistiche.  L’esperienza trentennale nel campo del vetro di Laura Morandotti si fonde a un tocco di freschezza della figlia Sara che lavora con lei, dando vita a bijoux originali creati con la tradizionale lavorazione a lume del vetro.

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 C’è l’imbarazzo della scelta per un regalo d’autore per il prossimo Natale: collane, anelli, bracciali, orecchini, portachiavi. I materiali rame, argento, ottone sono tenuti insieme dal vetro di Murano con le sue trasparenze e i suoi colori . Creazioni uniche e originali!

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Andate al sito http://www.vetrogioielli.com/per ammirarli

Re Panettone

Quante discussioni ci saranno sull’origine del panettone tra Belisama e Ludovico il Moro!

Il panettone è il tradizionale dolce milanese di Natale: una sua fetta non può mancare per terminare il pranzo oppure da mangiare con i propri cari per augurarsi Buone Feste.

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La sua origine è avvolta nella leggenda: di certo è il dolce di Milano, ancor oggi prodotto con una ricetta di 500 anni fa!

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Abbiamo trovato, tra le tante, anche una leggenda che attribuisce un’origine celtica a questo dolce. I Celti, nello stesso periodo in cui oggi si festeggia il Natale, celebravano il Solstizio d’Inverno per favorire una buona semina e un futuro buon raccolto. Durante questa festa, lo “Yule”, i Druidi, sacerdoti celti, si scambiavano un pane d’orzo, zuccherato e contenente pezzetti di mele e acini d’uva. Questo dolce era considerato il cibo sacro più importante dello Yule. Lo accompagnava una bevanda d’orzo fermentata con miele, che alcuni chiamano idromele.

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Secondo un’ altra leggenda più nota, invece, il panettone nacque, ai tempi di Ludovico il Moro, dal desiderio di un giovane garzone di fornaio, chiamato Toni, di entrare nelle grazie del padre della propria amata, che era anche il suo principale. Fece un dolce speciale, appunto il “Pan de Toni”, per incrementare le vendite…fu un successo!

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Un altro Toni sarebbe il padre del panettone secondo un’altra versione. Un cuoco fece bruciare per errore il dolce preparato per festeggiare il Natale alla corte di Ludovico il Moro. Per salvare la situazione, un garzone di nome Toni ebbe l’idea di aggiungere, all’impasto per il pane, zucchero, burro, canditi e uvette; lo fece cuocere e lo presentò al Duca, che ne fu entusiasta e lo ribattezzò “Pan del Toni”.

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In tempi più vicini a noi, il Verri pensò a questo dolce come a un “pane di tono”, ossia speciale, da consumare in occasione di feste, come il Natale. La famiglia intera si riuniva intorno al focolare attendendo che il pater familias spezzasse “un pane grande” e ne porgesse un pezzo a tutti i presenti.

Comunque sia, questo dolce è per noi simbolo e profumo del Natale.

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 e per concludere una poesia di Pastori ” La parabola di Natale”

“E infin…el panaton! El panatton
compraa in Vial Monza al numer vintises
in del Vergani; on bell panattonscell
(mezz chilo in tutt perchè no ‘l faga pes
sul stomich pù allennaa) che l’è poeu quell
che el fa pussee Natal, e l’è tant bon
che domà a usmall el fa vegnì el magon!”

foto panettone Vergani

I Vergani hanno ricevuto l’Ambrogino d’oro 2014 e vi aspettano da Eataly Smeraldo domenica 30 novembre alle 11.00. Vergani festeggia i suoi “primi” 70 anni sul Palco Smeraldo per l’occasione presenterà un panettone speciale da 70 kg. A seguire una DEGUSTAZIONE GRATUITA di panettone Vergani excellente!

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Invece il 29 e 30 novembre all’ex-Ansaldo (Spazio A, via Bergognone A. da Fossano 34) si terrà “Re Panettone 2014″, una rassegna speciale su questo dolce. Con ingresso gratuito su invito scaricabile dal link http://www.repanettone.it/RePanettone/re_panettone_2014.html

Se non si riesce ad andarci, ricordiamoci però di augurare a tutti una buona semina e un buon raccolto per il nuovo anno, con una fetta di panettone!

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Il Bosco Verticale

Un bosco di cemento, o un bosco sul cemento?

L’architetto Stefano Boeri ha progettato il bellissimo Bosco Verticale vicino a piazza Gae Aulenti, due torri di 120 e 80 metri di altezza, con balconi riccamente piantumati da alberi e arbusti. Questo progetto ha vinto pochi giorni fa il premio “International Highrise Award”, che viene assegnato ogni due anni al grattacielo, di altezza superiore ai 100 metri, più bello e innovativo del mondo.

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Non tutti possiamo permetterci di vivere in un “bosco” di autore, ma tutti abbiamo un piccolo terrazzo, un balconcino, dei davanzali.

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Perché non allietare la nostra vista e anche la nostra vita con delle piante o dei fiori, secondo il nostro gusto personale? Ora i Garden Center, i mercati di zona, i supermercati offrono tante varietà di piante, a prezzi molto buoni, oppure c’è sempre qualche amico/a dal pollice verde che ci regala una talea da far crescere.

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Iniziamo, se non avete affinità col mondo verde, anche con una semplice patata americana, messa in un barattolo di vetro, con quattro stuzzicadenti a tenerla su, lasciamo un po’ d’acqua sul fondo per farle fare le radici: crescerà rigogliosa.

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patata americana

Sapeste come è bello lavorare e vivere in mezzo alle piante! Uno di noi ha creato un piccolo Brolo sul proprio terrazzino. Le piante vi crescono disordinate, raccolte in tanti anni e cresciute liberamente, così come venivano (ci sono anche le piante spontanee…per alcuni “infestanti”, che   fanno fiori bellissimi).

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Se volete fare quattro passi andate in piazza Gae Aulenti a  guardare il Bosco Verticale!

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Mr. Boeri, a nome di tutti: grazie!!!

PS: per chi volesse conoscere meglio i grattacieli di Milano, c’è anche la mostra “Grattanuvole. Un secolo di grattacieli a Milano” (fino al 6 dicembre, via Gaetano De Castillia 28,  ingresso libero, chiuso alla domenica)

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Le Dame dei Pollaiolo

Quali misteri e segreti nascondono al mondo le Dame di Antonio e Piero del Pollaiolo? Così come la Luna ci nasconde una metà di se stessa, le Dame mostrano solo metà del proprio viso.

Questa era la “moda” dei ritratti rinascimentali, ma perchè vogliono mostrare al proprio sposo solo una parte di sè?

O sono forse i futuri mariti che non vogliono guardare negli occhi la propria sposa e conoscerne i pensieri?

Per la prima volta le quattro Dame sono riunite insieme al Poldi Pezzoli.

Dama Milano

Dama di Milano Museo Poldi Pezzoli

Dama New York

Dama di New York Metropolitan Museum of Art

Dama Firenze

Dama di Firenze Galleria degli Uffizi

Dama Berlino

Dama di Berlino Staatliche Museen

Presto visiteremo questa Mostra per voi e vi racconteremo le nostre impressioni.

Se volete, per intanto, andare a vederla, mandateci i vostri commenti.

Grazie e…a presto!!

Museo Poldi Pezzoli, via Manzoni, 12. La mostra delle Dame è aperta fino al 16 febbraio 2015.

Il Museo è chiuso il martedì; negli altri giorni è aperto dalle 10 alle 18 (ultimo ingresso 17.30). È inoltre chiuso i giorni 8, 25 e 26 dicembre e 1 gennaio.

Ingresso da 6 a 10 Euro. Visite guidate alla mostra delle Dame ogni domenica alle 11 (10 Euro). Tel. 02/794889 oppure 02/796334.

http://www.museopoldipezzoli.it