Segnaliamo che il 2 marzo 2015 si parlerà della Rosetta e del suo mondo a “Milano sul divano: aperitivi storici con cucina d’epoca”.
http://www.leonardoamilano.org/visita_dettaglio.php?idvisita=66
Segnaliamo che il 2 marzo 2015 si parlerà della Rosetta e del suo mondo a “Milano sul divano: aperitivi storici con cucina d’epoca”.
http://www.leonardoamilano.org/visita_dettaglio.php?idvisita=66
Come una calamita, lo street food sta attirando a sé un po’ tutti, giovani, “maturi”, lavoratori, turisti, tutti quelli che sono alla ricerca di un’alternativa gastronomica in centro a Milano.
Oggi è un fatto di necessità, oltre che di moda e di attualità, mangiare al volo, in una pausa tra le attività della giornata, come in una sorta di piacevole picnic tra uffici, monumenti e negozi, da fare magari con qualcuno.
|
|
|
Lo street food scardina l’idea del pasto: consente di mangiare in modo informale, più rapido, meno costoso.
L’orario e l’offerta sono ampi; il cibo è preparato in modo artigianale, viene servito in monoporzione e confezionato in modo da poter essere consumato facilmente e dovunque.
Per saperne di più:
http://storicamente.org/03parente
Questa moda sta rivitalizzando spazi urbani e pubblici che erano privi di colore e di identità.
In quest’ottica l’antica Contrada medievale dell’Agnello è diventata, da qualche tempo, l’angolo dello street food, tra la Galleria e il Duomo.
Nel Medioevo la città era divisa in Sestieri, ed ognuno di questi comprendeva circa cinque Contrade.
Per saperne di più: clicca qui
Della Contrada dell’Agnello è rimasto il nome della via (via Agnello) ed una piccola “targa” al numero 19.
In questa zona ora (via Santa Radegonda, via San Raffaele, via Berchet, via Ragazzi del ’99) si sono moltiplicati diversi locali di fast food.
Il pioniere è stato Luini, aperto dal 1949, con i suoi panzerotti, famosi in tutta Milano e, ormai, anche tra i turisti. In certi momenti diventa quasi difficile passare per la strada, tra i golosi consumatori di panzerotti.
Ai primi di dicembre, al piano terreno dell’annex della Rinascente, è stata aperta una piccola sede della Focacceria Manuelina di Recco, che propone tranci di specialità liguri come la famosa focaccia al formaggio, la pizzata, la focaccia genovese, le torte salate e qualche dolce tipico come il pandolce di Genova.
Di fronte a Luini troviamo il “classico” fast food McDonald’s, che, dopo aver lasciato la Galleria, si è trasferito in questa nuova sede, su due piani. Menù e prezzi sono quelli consueti di tutta la catena. La moda degli hamburger impazza a Milano anche in altri locali.
Voglia di pesce o di qualcosa di più orientale? Pochi passi più avanti il take away Musubi ci offre piatti tipici della quotidianità giapponese cucinati con sapori mediterranei. Al posto del panino un bel cartoccio di alga ripieno di riso profumato, fettine di tonno e verdura, oppure una zuppa di miso, o sushi e tempura!
Se volete un ottimo trancio di pizza c’è Spontini, altro storico locale milanese, che ha aperto recentemente questo negozio, affiancandolo agli altri cinque già esistenti. La pizza è soffice all’interno, croccante alla base; è preparata solo in tre modi: margherita, con mozzarella filante; mediterranea, con capperi e acciughe; e al prosciutto. Squisite! Si mangia solo in piedi, appoggiandosi agli alti tavolini d’acciaio.
E ora, per finire, cosa c’è di meglio di un buon gelato?
In cioccolatItaliani il cioccolato è ovunque e dovunque. I prodotti vengono preparati davanti al cliente. Sua maestà il cioccolato bianco e nero scende copiosamente da una fontana per la gioia dei golosi.
“Un computer è come una bicicletta per le nostre menti.” (Steve Jobs)
Ieri, facendo quattro passi per Milano, abbiamo colto al volo l’ Officina Ciclante. Un gentile signore, munito di un’officina volante a pedali, aggiusta per strada o al vostro domicilio le biciclette.
Abbiamo assistito in diretta alla riparazione di una bici che aveva forato.
Una possibilità da tener presente per chi resta in panne sulle due ruote!
Andiamo al mercato a fare un giro? È sempre un piacere, ora come un tempo, passeggiare tra le bancarelle alla ricerca di qualcosa di buono o di bello, nella speranza di trovare chissà quale tesoro.
I mercati sono sempre di attualità, anche per il loro sapore un po’ retrò e per le possibilità di scambiare quattro parole con la sconosciuta che sta guardando la stessa bancarella.
Esistono mercati di zona, di feste di via, mercatini di piccolo antiquariato, di fiori e così via.
Infine ci sono i mercati rionali coperti, una sorta di proto-supermercato dove sono concentrati banchi di diverse tipologie di prodotti.
Oggi vogliamo provare, e proporvi, qualcosa di insolito: mangiare al mercato. Un po’ perplessi? Andiamo al nuovo mercato rionale di piazza XXIV Maggio e proviamo il suo street-food.
Questa nuova costruzione, in vetro e acciaio verde, ha preso il posto del vecchio mercato rionale in una zona da sempre centro di scambi commerciali (sembra che addirittura qui ci sia un mercato dal 1574, ai tempi del Cardinale Federigo Borromeo)!
Tutta la zona è in pesante rifacimento, nell’ambito del progetto riqualificativo della Darsena, in vista dell’Expo.
https://www.facebook.com/video.php?v=260803007377019
Questi lavori hanno già acceso non poche discussioni ed in effetti tutta la zona è ancora un cantiere, a pochi mesi dall’Expo, con i disagi ed i percorsi obbligati che certamente non agevolano la mobilità e l’accesso al mercato.
Accanto a questa struttura, che ha al suo interno una ventina di punti vendita, ci sono, all’esterno, undici “box”, con banchi direttamente su strada, una via di mezzo tra bancarelle in muratura e piccoli negozi senza vetrina.
Al mercato manca ancora una vera insegna e non c’è parcheggio. Chi è sportivo può andarci in bicicletta!
Gli orari sono un po’ stretti per chi lavora e per chi vuol farsi uno spuntino:
Di contro c’è il rapporto diretto col negoziante, come nelle piccole botteghe, che ci può consigliare e aiutare in base alle nostre esigenze.
Ci si trovano in generale prodotti degli altri mercati rionali, con qualche escursione in più nei sapori etnici, specialmente sudamericani, a prezzi non da boutique esotica.
Ci ha incuriosito un banco di macelleria, che, oltre a vendere, “cucina” e “insegna a cucinare”. Ve ne proponiamo menù e prezzi; sono piatti delle tradizioni popolari italiane…Venerdì e sabato è aperta fino alle 22.00
Milano. La macelleria popolare di Mangiari di Strada apre alla Darsena
In questo mercato per ora solo la “Macelleria Popolare” offre mangiari da strada. Siamo ancora lontani dalla Boqueria di Barcellona, dai chioschi di Berlino o, anche più vicino a noi, dai mercati di Genova, dove esistono più scelte gastronomiche.
È comunque un’idea quella di mangiare al mercato, camminando e magari facendo anche la spesa, per chi è stufo dei vari Master chef ed ha voglia di cibi più ruspanti.
Forse più vicino allo street-food è il Kiosko del pesce situato all’aperto, anch’esso recentemente ristrutturato, davanti alla fermata del tram. Chissà perchè non è stato accorpato al mercato, creando un unico “spazio dei sapori”?
Il pesce è fresco ed il chiosco gode dell’ottima fama conquistata in decenni di attività, in una posizione strategica, nel pieno della movida, all’inizio dei Navigli.
www.navigli.milano.it/il-kiosko-pesce-fritto
Si possono trovare fritti di pesce o altri piatti preparati dallo street-chef, detto Mr. Fish, o acquistare prodotti da cucinare a casa.
|
|
Ho tante cose da fare, non mi lascio spezzare! Ah Ah Ah!
Un’idea per l’Epifania: andare a vedere i cortei dei Re Magi. Ve ne proponiamo due in “posti” dove i Re Magi sono di casa.
A Milano ogni anno, nel giorno dell’Epifania, un corteo storico in costumi sfarzosi percorre le vie cittadine da piazza del Duomo alla Basilica di Sant’Eustorgio, dove sono conservate le reliquie dei Re Magi.
Nata nel XIV secolo, circa duecento anni dopo il “furto” del Barbarossa, questa storica tradizione è stata ripresa da qualche decennio.
Milano è sempre stata multietnica e la presenza dei Magi, tradizionalmente diversi per colore della pelle e culture, ne è la grandiosa conferma!
Questo il programma per il 6 gennaio 2015:
www.santeustorgio.it/files/epifania2015.pdf
Vi segnaliamo una piccola chicca: se volete rendere omaggio ad altre reliquie dei Magi, non andate fino a Colonia, basta recarsi a Brugherio.
Qui sono custodite, in un reliquiario argenteo del Settecento, nella chiesa di San Bartolomeo, alcune falangi delle dita dei Magi, donate, secondo la tradizione, da Sant’Ambrogio alla sorella Santa Marcellina perché le custodisse nel monastero vicino a Brugherio, da lei fondato.
Anche a Brugherio si svolge un corteo, nel giorno dell’Epifania, che termina con il tradizionale bacio agli umitt (ometti), come sono familiarmente chiamati i Magi.
I ristoratori di Brugherio quest’anno presentano, dal 2 gennaio al 21 febbraio, un menù, il Menù dei Re Magi, del Seicento, tipico della zona. Al termine si festeggerà con il tradizionale dolce dei Magi.
Lo assaggeremo e poi vi faremo sapere!
http://www.ilvimercate.org/dalla-brianza/584-le-vere-reliquie-dei-re-magi-in-corteo-a-brugherio.html
Le galassie sono piene di astronavi che intasano lo spazio per il traffico di Capodanno.
L’astrostrada Terra – Aldebaran è chiusa per un incidente.
Nel monitor della Macchina del Tempo vedo comparire dei bagliori dal passato del pianeta Terra.
Fermo l’immagine, ma dalle antiche astronavi “preistoriche” nulla da segnalare.
Continuo la ricerca con la Sonda Temporale; anche qui tutto tranquillo, vedo un ramo di una pianta ormai estinta, credo si chiamasse “vischio”, sotto la quale stanno due umani dall’abbigliamento che fu.
Chissà cosa rappresenta questo strano rituale, cosa vogliono fare? Forse sono adoratori delle piante…
Ma ecco uno strano rumore, come un botto.
Il sondaggio temporale mi dice che sto osservando il Capodanno del 2015.
Ecco altri due umani…,cosa stanno facendo, ancora sotto il vischio, vicino ad un fuoco?
Uniscono le loro bocche. Credo che stiano facendo quello che gli umani chiamavano “baciarsi”.
Sembrano felici; deve essere stato bello quel remoto Capodanno!
Regali, corse, pacchetti, messaggi, telefonate, pranzi e cene…Che fatica!
Che idea! Vivere con gioia tanti piccoli Natali, in tanti giorni diversi: un caffè con l’amica del cuore, una fetta di panettone coi colleghi, un aperitivo con gli amici, poi altre feste a scuola, all’asilo, in palestra, nel volontariato…festeggiare mille Natali!
Poi, il 25 dicembre, c’è chi si ritrova per il grande pranzo che rinnova affetto (si spera!) ed appartenenza al gruppo dei parenti, c’è chi condivide famiglie allargate, c’è chi vive il primo Natale di coppia o il primo in tre, c’è chi lo passerà da solo e potrà godere della libertà di fare quello che vuole, chi passerà un Natale diverso, come AstroSamantha.
A tutti, ma proprio a tutti, Buon Natale!!
Sensazionale!!!
Abbiamo trovato un filmato eccezionale. Babbo Natale, con la sua slitta e le renne, è stato avvistato e ripreso nello spazio dagli astronauti della Gemini 6.
Ecco quanto è giunto dalla capsula in orbita nello spazio.
“Qui Gemini 6; vediamo un oggetto, sembra un satellite che va da nord a sud…sembra stia cercando di farci dei segnali…vedo un modulo di comando e otto moduli più piccoli davanti. Il pilota del modulo di comando indossa una tuta rossa…”
E il suono di un’armonica a bocca con campanellini intona Jingle Bells
https://www.youtube.com/watch?v=RmsOmqf7Hso
Per saperne di più:
http://complottilunari.blogspot.it/2010/12/loggetto-misterioso-avvistato-dalla.html
L’armonica con i campanellini è custodita al National Air and Space Museum di Washington.
Anche l’astronauta Jim Lovell dell’Apollo 8, che entrò in orbita lunare la Vigilia di Natale del 1968, appena iniziato il viaggio di ritorno dalla Luna, annunciò al mondo: “Please be informed there is a Santa Claus! (è un piacere informarvi che Babbo Natale esiste!)”
|
|
Tutto questo non è frutto della nostra fantasia, ma ampiamente documentato dalla NASA!
Per tutti i bambini
È arrivato un videomessaggio per voi da Babbo Natale!
https://www.youtube.com/watch?v=8KXuZ5MsMIQ
Dedichiamo ora ad Alessia, a Filippo e a tutti i bimbi che aspettano l’arrivo della Notte di Natale, tante piccole notizie sulle renne e su Babbo Natale!!!
Le renne che trainano la slitta di Babbo Natale erano dapprima otto; sapete i loro nomi?
In italiano sono: Cometa, Ballerina, Fulmine, Donnola, Freccia, Saltarello, Donato, Cupido; mentre in inglese: Comet, Dancer (o Dazzle), Dasher, Prancer, Vixen, Donner, Blitzen (o Dixen), Cupid.
La nona, Rudolph, si unì solo in seguito al gruppo. Era una piccola renna dal naso rosso e luminoso, che le altre renne prendevano in giro

Babbo Natale la scelse perché, proprio grazie al suo naso rosso luccicante, poteva illuminare la via anche in caso di nebbia o neve. Così adesso Rudolph guida le altre.
Vi raccontiamo qualcosa di loro:
Freccia (Vixen) – È la prima renna trovata da Babbo Natale. Ha il mantello color oro e due code; è gemella di Donato.
Ballerina (Dancer o Dazzle) – Sa ballare ogni tipo di ballo e tiene il ritmo della corsa.
Cometa (Comet) – È la più veloce e riesce a cogliere ogni desiderio. Non ha bisogno di dormire.
Cupido (Cupid) – Ha una macchiolina rossa a forma di cuore sul petto; il suo compito è di scegliere le letterine dei bambini che sono stati buoni tutto l’anno
Saltarello (Donner) – Sa cantare ed imitare le voci; è quella che dà il segnale di partenza dai tetti su cui si è posata la slitta.
Fulmine (Dasher) – Quando è nata aveva già due grandi dentoni, che, crescendo, sono diventati ancora più grandi. Difende i doni morsicando chi vuole portarli via.
Donato (Dixen o Blizzen) – È gemello di Freccia, anche lui ha il mantello dorato, ma ha una sola coda. Sempre raffreddato, dalle gocce che scendono dal suo naso nascono tanti fiorellini.
Donnola (Prancer) – È timidissima e arrossisce per niente. È quella che trova la via nel cielo.
Sapete perchè le renne di Babbo Natale sanno volare? Mangiano un mais speciale e un lichene magico, presente solo al Polo Nord che gli elfi sanno dove raccogliere.
È stato calcolato che la slitta, per consegnare i regali a tutti i bambini del mondo in una sola notte, dovrebbe viaggiare a 28.416 Km/h. L’Autovelox non riuscirà mai a fotografarla!
E ora vi raccontiamo qualche segreto su Babbo Natale.
Sapete come fa a scendere per tutti i camini, anche se è corpulento? Toccandosi la parte sinistra del naso diventa piccolo e toccandosi il lato destro torna normale. Se il camino non c’è, sparge sul tetto una polvere magica per farne comparire uno, che poi scomparirà.
A Babbo Natale viene fame, lasciategli un bicchiere di latte e qualche biscotto. Se ogni bambino gli preparasse questo spuntino, è stato calcolato in America che all’alba avrebbe consumato 60 milioni di chili di biscotti e circa 177 milioni di litri di latte! Ecco perchè non riesce a dimagrire.
Babbo Natale vive al Polo Nord, ma esiste anche un’Isola di Natale: è l’atollo chiamato Atollo di Christmas (o Kiritimati), scoperto da James Cook alla Vigilia di Natale del 1777; è l’atollo più grande del mondo ed è il primo luogo abitato in cui, per il fuso orario, si festeggia il Natale!
Forse, dopo tanto lavoro, va a farsi un weekend!
In questi giorni le città si accendono di luci e di alberi scintillanti, in attesa del Natale.
Il “Natale” è in realtà una festa antichissima, orientale e occidentale insieme. Avviene, infatti, appena dopo il solstizio d’inverno, quando, cioè, luce e calore, tra il 21 e il 24 dicembre, sono i più deboli dell’anno. Gli antichi, in questo periodo, temevano che il dio Sole li stesse abbandonando e pregavano perchè ciò non accadesse.
Verso il 25 dicembre il Sole sembra riprendere il suo cammino verso l’alto e perciò venivano festeggiati la sua lenta rinascita e il ritorno della luce.
Gli Egizi celebravano con una processione la dea Iside che portava in grembo o allattava Horus, divinità solare, i Celti festeggiavano lo Yule, festa del solstizio d’inverno, ed i Romani il giorno del Sol Invictus, legato al culto persiano di Mitra.
Nel IV secolo si comincia a celebrare il Natale cristiano.
Per festeggiare e auspicare la rinascita del Sole si accendevano fiaccole e falò, a simboleggiare la luce, che vince le tenebre e la paura atavica del buio. Chissà se tutte le luci e i LED con i quali si addobbano le nostre città e le nostre case non siano frutto di eredità molto lontane?
Che ne dite di fare quattro passi per vedere con noi le luci e gli alberi a Milano? Non dimentichiamoci di accendere una piccola candela o qualche luce alle finestre e, soprattutto…cerchiamo di illuminare le zone buie delle nostre esistenze!
Luci e luminarie addobbano Milano ……… Duecento luoghi di Milano illuminati a festa. Tra questi, gli allestimenti in Galleria rendono ancor più suggestivo il Salotto di Milano.
Anche le storiche porte della città si sono accese: da Porta Romana a Porta Nuova, da Porta Ticinese fino ai Caselli Daziari di Piazza XXV Aprile. Le luci colorate risplendono non solo in corso Buenos Aires, piazza Oberdan e corso Venezia, ma anche in periferia.
Il tram di Luce: anche una storica vettura “modello 1928”, resa scintillante da decine di migliaia di luci circola di nuovo per le strade del centro storico.
Sono gli auguri che la Pizzeria Spontini rivolge alla città. L’arrivo del Tram di Luce nelle vie del centro storico segna l’inizio del periodo delle Feste, vera e propria “carrozza” fatata che porta una nota di magia e allegria in città!
Ed ecco il fascino degli Alberi di Natale!
C’è una leggenda americana che ci racconta perchè gli abeti vengano decorati a Natale con luci. Alla Vigilia, un bimbo si perse nel bosco. venne la notte e l’abete sotto cui si era riparato piegò i suoi rami per proteggerlo dal freddo quasi abbracciandolo. Quando lo trovarono la mattina dopo, il bambino dormiva tranquillo, sotto l’albero tutto ricoperto di cristalli di ghiaccio che luccicavano alla luce del sole.
Si è acceso a piazza Duomo il tradizionale albero di Natale, un grande abete alto 30 metri firmato Motta. A fine feste con il legno saranno realizzate circa sessanta panchine cui Motta farà dono al Comune di Milano.
Il classico pino ricoperto dalle mille luci che si riflettono sul Duomo o il maxi cono colorato, composto da 16 “auguri” di Buone Feste in lingue diverse, di piazza Gae Aulenti? Quest’anno a Milano sembrano esserci due Natali differenti a confronto: uno avveniristico e uno tradizionale, due stili che dividono la città.
In centro a Milano, precisamente in largo Cairoli, c’è un’istallazione curiosa: si chiama “Eco Christmas”. È un grande albero di Natale, in legno e polistirolo, collegato a nove biciclette; ognuno di noi, pedalando, lo rende più luminoso!
Via Spiga, una delle vie milanesi più conosciute, ci fa entrare in un bosco incantato, in un gioco di archi di abete argentato impreziositi da piccole luci. A noi ricorda tanto il Bosco Verticale di piazza Gae Aulenti.
Tiffany ha allestito, di fronte alle proprie vetrine, la ”Dimora di Babbo Natale” al cui interno un Cantastorie accoglie e intrattiene bambini e famiglie
Nel Quartiere di Citylife la Torre Isozaki, si trasforma in un gigantesco albero di Natale: probabilmente il più alto d’Italia. In vista delle feste ‘Il Dritto‘ (così è soprannominato il grattacielo del giapponese Arata Isozaki) illumina le sue finestre disegnando, in un gioco di luci accese e spente, un enorme albero di Natale.
C’è un Albero dei Desideri nell’atrio della Stazione Centrale, dove tutti possono appendere le loro “letterine” di auguri o di speranze per il futuro. Ci associamo di cuore, facendo gli Auguri di Pace e Serenità!
Infine vi proponiamo una sfilata spettacolare di Alberi di Natale, creata da famose griffes.
http://www.myluxury.it/foto/100-alberi-di-autore-2014_10531.htmlOggi, tutte quelle «creazioni» straordinarie sono state raccolte nel libro Xstmas Table book «100» (Graus Editore).
Non vi viene voglia di fare un albero trendy?
Fra pochi giorni sarà Natale. Quanti di noi dicono: “Dobbiamo fare ancora il presepio!” (a Milano è il Presepio, con la O finale, non il Presepe). Quanti di noi rispondono, in genere quelli che il presepio lo devono fare e non solo…guardare,: “Quest’anno perché non mettiamo solo un simbolo?” In realtà non si ha voglia di arrampicarsi fino a quell’ultima scatola impolverata in solaio, o di scendere in cantina spostando bici e quant’altro per arrivare alla mitica, vecchia scatola con le statuine.
Poi, come per magia, quando ci prende la nostalgia o quel senso della tradizione che ci viene dal nostro passato e ci accompagna nel futuro, “tiriamo fuori” la capannina, la stella fatta di lustrini, le statuine ammaccate, di misure improbabili (chi non ha una pecorella piccolissima o gigante, tipo OGM?), la carta blu col cielo dipinto o quella marroncina per fare la terra. Poi i batuffoli di cotone per la neve e lo specchio per il laghetto dove mettere il ponticello, la lavanderina e il pescatore, magari senza neanche più la canna o la lenza, perché lo scorrere del tempo gliele ha portate via. Così un briciolo di Natività entra nelle nostre case, anche se le strade della vita ci hanno condotto altrove.
A tutti proponiamo un piccolissimo rewind…anche a chi non ha voglia di fare il presepio e non lo fa.
Ecco la prima Natività cristiana: un murale nella Catacomba di Priscilla sulla via Salaria a Roma…
Mille anni dopo il primo vero Presepe, ad opera di San Francesco, a Greccio, con il bue, l’asinello e il miracolo del Divino Bambino che appare nella mangiatoia.
Da allora quante Natività sono “rinate”? Artisti di ogni epoca l’hanno pensata e ce l’hanno lasciata…
https://www.youtube.com/watch?v=WL5Q9pfwVZ4
Perchè non andare a vedere qualche bel Presepio a Milano? Ve ne indichiamo alcuni, fra questi ci sono delle vere opere d’arte.
La più antica fra le Natività lombarde è presente nella Basilica meneghina per eccellenza, quella di Sant’Ambrogio. La scena è scolpita nel marmo del sarcofago, del IV secolo, detto “di Stilicone”: situato nella navata centrale della Basilica presenta Gesù Bambino, ma col viso da adulto, tra il bue e l’asinello, fasciato in un letto sepolcrale anziché nella classica mangiatoia.
Sempre a Sant’Ambrogio, nel Museo della Basilica, è conservato il commovente presepio realizzato nel 1944 dai militari italiani internati nel lager nazista di Wietzendorf.
Nel quartiere di Brera, nella Chiesa di San Marco, si può ammirare il famoso presepe realizzato nel 1750 dal pittore e scenografo della Scala Francesco Londonio; è composto da una trentina di figure ricavate da tavole di legno e poi dipinte.
https://www.youtube.com/watch?v=Q7QozoRVAJc
A pochi passi da Brera, nella Basilica di San Simpliciano, resiste da oltre cento anni la tradizione di realizzare, in una cappella laterale, un grande presepe con caratteristiche e particolari sempre diversi. Ogni anno un gruppo di volontari realizza con le proprie mani scenografie, fondali, architetture, luci, con l’obiettivo di rinnovare il messaggio del Natale. Potrà essere visitato dalla Vigilia di Natale.
In corso di Porta Romana, la Basilica dei Santi Apostoli e San Nazaro, la più antica chiesa a croce latina dell’ occidente, offre al visitatore l’antico e prezioso “Presepe Ligneo” della scuola dello scultore tedesco Adam Kraft. Visitabile nel transetto sinistro tutto l’anno, fu realizzato nella seconda metà del 1500.
A Baggio, nella cripta della Chiesa di Sant’ Apollinare si può visitare il Presepe Biblico.
http://www.presepedibaggio.org/
Si tratta di un allestimento che, oltre alla Natività, permette di rivivere altri episodi della Bibbia e della vita di Gesù. Attraverso corridoi a forma di grotta, ai visitatori si offre un lungo percorso di ben 43 scene (alcune in movimento). Fu realizzato negli anni Sessanta su idea di un giovane operaio della “Borletti”. Orari: tutte le domeniche di dicembre 15-18.30; dal 23 dicembre al 6 gennaio 15-18. Chiuso il 31 dicembre. Ingresso libero con offerta.
![]() |
Molto importante, al Museo Diocesano, è la Natività di Filippo Lippi, esposta fino al 30 gennaio.
https://www.youtube.com/watch?v=uIa6edNxYBM
Per tre anni la Parrocchia di Santa Maria delle Grazie al Naviglio ha realizzato “El presepi de la riva”, rappresentazione tridimensionale della Natività in scala naturale, su una pedana galleggiante nel Naviglio Grande, con scenografia che riproduce il tipico contesto della casa di ringhiera dei Navigli. Purtroppo quest’anno è stato sospeso per i lavori alla Darsena. Per ora accontentiamoci di ammirare solo in foto questo presepe “meneghino”.
Come ogni anno il foyer dello Spazio Oberdan, espone diorami e presepi artistici realizzati dalle associazioni Presepisti Sacra Famiglia di Cinisello Balsamo e Amici del Presepe di Lainate. L’esposizione è aperta fino al 6 gennaio 2015. Orari: lunedì-venerdì 10-19.30; sabato e domenica 14-19.30; 25 e 25 dicembre 15.19.30; 31 dicembre e 1 gennaio 10-15.30. L’ingresso è libero.
Nella chiesa di San Raffaele Arcangelo in Milano è esposta, fino al 31 gennaio 2015, la Natività di William Congdon (1912-1998, esponente di rilievo della Scuola di New York, ma per gran parte della sua vita attivo in Italia e, negli ultimi anni di vita, in Lombardia). Questa bella Natività costituisce un’interpretazione contemporanea dell’iconografia cristiana tradizionale. Per saperne di più segnaliamo che il 18 dicembre 2014, alle ore 18.30, si svolgerà in loco un incontro dal titolo: E il Verbo si fa carne: la natività di William Congdon.
Si intitola Il Gesto nell’Arte. Le figure tradizionali nel presepio lombardo la mostra di presepi del museo di Dalmine allestita all’Auditorium Testori di Palazzo Lombardia. L’esposizione è aperta fino al 6 gennaio. Questa mostra è dedicata alle figure tradizionali del presepio realizzate in gesso ed in legno, tra la seconda metà dell’Ottocento e gli anni ’50 del Novecento”.
Buon Presepio a tutti!