La prima buca delle lettere di Milano tra Mirò e Fontana.

Chissà se qualche bambino dei primi dell’Ottocento avrà imbucato qui la sua letterina a Babbo Natale?

La prima buca per le lettere di Milano si trova in via Senato 10, a sinistra del portone d’ingresso dell’Archivio di Stato, un tempo Collegio Elvetico, seminario voluto da San Carlo Borromeo.

Il palazzo  divenne  poi, in epoca napoleonica, la  sede del Senato del Regno Italico e qui venne installata la prima buca delle lettere.

Sul fianco sinistro del bel palazzo, dalla facciata insolitamente concava, si trova una chiesetta sconsacrata, ricostruita da Leopold Pollack. a cui si deve la vicina Villa Reale.

Oggi davanti al palazzo spicca l’inquietante statua in bronzo “Mére Ubu”, di Joan Mirò, donata dall’autore, nel 1976, alla nostra città; un’altra di quelle opere d’arte che incontriamo nei nostri passipermilano.

Di fronte al palazzo c’è un grande edificio per uffici, oggi Moschino. Sulla sua facciata, realizzata tra il 1947 e il 1949 anche da Marco Zanuso, spiccano delle fasce a motivi geometrici realizzate da Lucio Fontana.

Babbo Natale riuscirà a trovare le letterine dei desideri nella nostra piccola buca delle lettere quasi nascosta tra uno storico edificio, una statua di Mirò e un’opera di Fontana?

Ne siamo sicuri!

A presto…

Natale nel Chiostro del Museo Diocesano – Un mercato artigianale di cose belle e buone

In questo week-end c’è l’appuntamento natalizio con il Mercato Artigianale nei chiostri del Museo Diocesano, in corso di Porta Ticinese 95.

È un mercato sempre bello e di qualità che spazia dall’abbigliamento alla gastronomia, dall’oggettistica alle piante.

In più ci sono addobbi e decorazioni da comperare o a cui ispirarsi per il prossimo Natale.

Gli amanti dell’arte, oltre a guardarsi intorno sotto il porticato del chiostro, possono ammirare al Museo Diocesano l'”Adorazione dei Pastori” del Perugino, esposta fino al 28 gennaio 2018.

Un’idea in più per prepararci al Natale: perchè non seguire anche noi la Stella che indica il cammino come fecero i Magi? Dal chiostro si può vedere un campanile dove al posto della Croce c’è una Stella.

Seguendola arriveremo a Sant’Eustorgio e in questa chiesa così ricca di pathos potremo visitare la tomba dei Re Magi e soffermarci davanti al reliquiario che contiene pochi resti dei tre Re, le cui spoglie, secondo la tradizione, furono custodite in Sant’Eustorgio fino allo “scippo” da parte del Barbarossa.

 

A presto…

Alla ricerca di Babbo Natale per le vie della città – Calendario dell’Avvento 2017 dedicato a Milano

Come si prepara quest’anno Milano ad attendere il Natale?

Iniziamo oggi i nostri passipermilano andando alla “ricerca” di Babbo Natale per le strade della nostra città.

Via via apriremo una piccola finestrella su qualche angolo di Milano come in un affettuoso, piccolo Calendario dell’Avvento a lei dedicato.

Speriamo che questo cammino alla ricerca di Babbo Natale sia un modo per aspettare il Natale insieme e anche per conoscere qualche luogo da vedere nell’Anno Nuovo.

Porta Ticinese

A domani…

 

 

Quattropassi tra murales d’autore in giro per la città (parte prima)

I nostri quattropassi per Milano spesso ci fanno incontrare “quadri” all’aperto, una sorta di pinacoteca inaspettata che ci lascia pieni di stupore e meraviglia.

Possiamo trovare opere di street art in una zona griffata, in un sottopassaggio, in un angolo di una strada “normale”, in una periferia critica.

 

Murales pieni di colore danno vita a muri, case, saracinesche, portoni e persino colonnette di servizi e dissuasori di cemento.

Abbiamo raccolto, in diversi punti della città, molte immagini di street art, passata in pochi anni da movimento di controcultura a espressione artistica riconosciuta da critici, istituzioni e privati.

Un marchio prestigioso come Gucci affida ad un murale in corso Garibaldi il lancio di un profumo.

Questa  grande  pubblicità  sarà  esposta  per  due  mesi e  ne  ha sostituito  un’altra,  in  un  temporary di immagini  sempre nuove, come le tendenze della moda.

Anche gallerie d’arte e locali di charme si contendono i più famosi esponenti della street art.
Le istituzioni affidano a writers il compito di “affrescare” muri o luoghi di passaggio, come il sottopasso di Porta Garibaldi verso via Pepe nel quartiere Isola. Sono immagini che diventano simpatici compagni di viaggio verso casa o luogo di lavoro.

Sono figure vivaci, ironiche e divertenti, come quelle che rendono curioso e da vedere un sottopassaggio a Rogoredo dedicato ad alcune canzoni di Enzo Jannacci.

Al grande cantautore milanese, cantore della fragilità umana, è dedicato anche un percorso che richiama i luoghi dove sono ambientati i suoi testi.

In un grande murale in viale Forlanini, sul “stradun per andare all’Idroscalo” sono dipinti, inconfondibili, “i scarp de tennis“, allora segno di marginalità, “de barbun“, oggi diventato anche accessorio griffato di tendenza.

Accanto a questo  “dipinto”, sullo stesso muro del passante ferroviario, c’è un altro grande murale nel quale un famoso artista cubano ha interpretato il tema del viaggio come cammino umano.

Su questo muro, accanto al quale centinaia di persone passano ogni giorno per percorrere in treno un tratto della loro vita, ci sono immagini forti e tanti pensieri racchiusi in singole parole, scritte proprio da molti di quei viaggiatori che hanno partecipato a quest’opera corale.

Di fronte a questa pinacoteca straordinaria, c’è un altro “quadro” che ci lascia un messaggio molto importante e troppe volte sottovalutato.

A presto con la seconda parte di questo giro tra arte e ambienti milanesi…

Time Park: come passa il tempo al Portello!

Quante volte ci siamo detti: “Come passa il tempo. Sembra ieri che eravamo al mare e improvvisamente è Natale”.

A Milano c’è un grande giardino dedicato allo scorrere del tempo. È il “Parco Industria Alfa Romeo”, ma l’abbiamo ribattezzato Time Park. Si trova al Portello, nell’area dismessa dell’Alfa Romeo, bonificata e riqualificata come spazio verde aperto al pubblico.

Collegato da un ponte al QT8 e al Monte Stella sorge in un quartiere modernissimo, poco lontano dai grattacieli d’autore di CityLife, da Casa Milan e dal centro commerciale di Piazza Portello.

Non è un parco classico con vialetti, alberi ad alto fusto e  panchine solitarie e un po’ ruffiane.

Questa grande area di circa 70.000 mq è stata progettata da un grande paesaggista americano, Charles  Jenks, amico di scienziati del calibro di Peter Higgs (lo scopritore del bosone) e Jeremy D. Watson (il premio Nobel per il DNA).

Ne è nato un parco da scoprire poco alla volta, passeggiando in una sorta di puzzle cosmico con tasselli che vanno dalla nascita delle galassie al DNA, dalla preistoria al computo del tempo.

Ecco la mappa di Time Park (vi piace questo nome? È made in Passipermilano!), realizzato dall’architetto Andreas Kipar, impegnato nei recuperi ambientali.

Tre collinette (formate dalle macerie dell’Alfa Romeo e dalla terra di scavo di nuovi palazzi) sono dedicate alla Preistoria, alla Storia e al Presente. Insieme ad un laghetto circolare e a sentieri dall’andamento sinuoso movimentano questo parco.

Per guardare il panorama, si può salire sulla collina più alta, dedicata al Presente. Questa piccola altura è percorsa da due sentieri a spirale, messi in sicurezza da ringhiere, che si incontrano solo sulla cima. Qui, da un piccolo belvedere, possiamo guardare a 360° la nostra città e il parco.

Al centro di questa terrazza troviamo una fontana, ora asciutta, con una scultura in acciaio che rappresenta la doppia elica del DNA, omaggio alla vita che ci ha fatto arrivare fin qui.

Se, percorrendo in salita i 500 metri del camminamento (ottimo esercizio per farsi la gambe) ci è venuta sete, possiamo dissetarci con la buona acqua della nostra città, che sgorga da una vedovella.

In questo parco anche i cestini parlano di scienza…

Le altre due collinette, che formano insieme una spirale, sono dedicate alla Preistoria e alla Storia. Sulla prima incontriamo dei mini menhir che portano i segni di graffiti contemporanei, mentre l’altra descrive i passi del progresso tecnico attraverso lastre che ricordano la produzione dell’Alfa Romeo. Filari di fitte siepi colorate accompagnano la nostra passeggiata nel tempo.

La parte più bella, secondo noi, di questo parco è il piccolo “Giardino del tempo” protetto e quasi nascosto da un muro e da alte siepi diverse e ricche di sfumature di colore e di provenienza.

Il sentiero che lo percorre è lastricato di pietre bianche (182) e nere (183) che rappresentano i giorni dell’anno. Viene quasi voglia di giocare al Mondo; ve lo ricordate?

Ai lati di questo giardino, su lastre di acciaio, sono incisi i mesi dell’anno, mentre a terra sono ricordati cicli astronomici. Ne abbiamo fatta di strada e il futuro ci aspetta per essere oltrepassato.

 Vi è anche un angolino tra i più belli dei parchi di Milano. Quasi nascosto, è un vero peccato non conoscerlo e rinunciare ad una piccola, piacevole sosta.

A Time Park si possono vivere anche ore di svago e giocare. Grandi spazi verdi (alberi in crescita, perciò… poca ombra!), aree attrezzate per i bambini, due campi bocce, un laghetto circondato da un’unica, lunghissima e sinuosa panchina, molto social, sono alcune delle zone dove passare qualche scampolo del nostro tempo.

Il parco, in viale Renato Serra, è raggiungibile con la filovia 90/91; non lontana è la stazione Portello della metropolitana linea 5 (lilla); per chi ci va in auto è comodo il parcheggio.

Time Park è così bello che quasi non ci si accorge del “tempo” che passa!

A presto…

Halloween 2017: passipermilano nell’horror

Tempo di Halloween a Milano questa notte… Prepariamoci a incontrare il mistero e la paura con un sorriso.

Abbiamo travestito di horror alcune nostre foto “malriuscite” o ancora nel cassetto…

Intorno al Duomo scende la notte. Sarà questo il momento dell’Armageddon tra le statue?

Perché sul sagrato della nostra cattedrale sono comparsi un cerchio e delle linee misteriose? A chi appartengono queste ombre?

Il sottosuolo di Milano continua a vivere e ne siamo irrimediabilmente attratti. Qualcuno ci sta guardando nel buio e sempre più occhi giunti dal passato fendono le tenebre.

Questa notte si assottiglia il velo con l’Aldilà… I palazzi si animano di tenebrose presenze e strani visi di giganti senza spessore ci sorridono beffardi.

Al Parco Sempione suona un’orchestra senza musicisti e le fa eco quella che intona la danza macabra di San Bernardino.

Nella Cripta della Statale si odono dei passi infantili, richiamati forse da ciò che si intravede su questo muro…

Al teatro di via Pier Lombardo la gente è inquieta. Il velo dell’antico Samhain tra il mondo dei viventi e quello dei morti si squarcia. Ecco materializzarsi la figura di Franco Parenti che ci invita ad una festa ai Bagni Misteriosi.

 

Un locale deserto, due tazze vuote e sul tavolo un piccolo giardino zen di sabbia per lillipuziani… E queste evanescenti signore come berranno il tè nella loro veranda?

I muri della nostra città parlano e si riempiono dei volti di chi ha amato Milano e che ora non c’è più.

Alle Colonne di San Lorenzo strani personaggi escono dai muri e si uniscono alla movida brindando con la birra.

Toc! Toc! State attenti, ci sono ancora ospiti in arrivo in questa notte di Halloween.

Buon Halloween a tutti con un sorriso.

La città che scende: piccolo itinerario underground in piazza Duomo

Milano “che sale” coi suoi grattacieli vecchi, nuovi e nuovissimi è anche città invisibile, fatta di una complessa rete di servizi sotterranei.

Pensiamo ai canali, ai Navigli interrati che oggi si pensa di riaprire, alle linee metropolitane, a tutta quella serie di condutture che ci portano acqua, luce, gas, fibre ottiche…
Se molte di queste opere sono accessibili solo agli addetti ai lavori, altri ambienti sotterranei sono molto familiari.

passato…

futuro?

Scendiamo per un piccolo itinerario underground sotto piazza del Duomo, seguendo le frecce su due colonne dei portici di fianco alla Galleria.

Siamo nel cuore dei mezzanini delle linee rossa e gialla della metropolitana. Qui passano tutti i giorni migliaia di passeggeri frettolosi con gli occhi incollati al proprio smartphone. Conosciamo il percorso più veloce per prendere il treno e forse non ci accorgiamo dei resti di una strada romana, protetti ora da una triste lastra di vetro, dove un tempo passavano i cittadini di Mediolanum.

Poco lontano si lasciano intravedere i pochi resti dell’antica abside di Santa Tecla, prequel del Duomo.

Accessibili dalla cattedrale si nascondono anche le vestigia dell’antico battistero, venute alla luce durante gli scavi della prima linea della metropolitana.

Si dice anche che sotto il coro del Duomo vi siano antichi pozzi dove sarebbe scomparsa la povera Carlina, il fantasma gentile della nostra cattedrale.

Sempre sotto piazza del Duomo era stato costruito anche un grande rifugio antiaereo durante la seconda guerra mondiale e le frecce dalle quali è iniziato il nostro giro ne indicavano un accesso.

Eccolo ora: in questo sotterraneo gli enormi pilastri del rifugio sono le “colonne” della biglietteria della Scala, di fronte ad un ufficio ATM.

Al centro di piazza del Duomo, il monumento a Vittorio Emanuele II, nasconde ben sette stanze segrete. Non siamo riusciti a vederle, ma abbiamo trovato notizie e foto che le riguardano.

http://milano.corriere.it/notizie/cronaca/12_maggio_18/monumento-piazza-duomo-scoperti-vani-tunnel-sotterraneo-vittorio-emanuele-201239155515.shtml

Esiste anche un lungo passaggio coperto che unisce piazza del Duomo con piazza Cordusio. È ben tenuto, illuminato, ma desolatamente vuoto, come se la vita vi fosse scomparsa.

Un pomposo cartello ci dice che è la Galleria dell’Artigianato, ma gli artigiani dove sono?

Percorrendolo ci chiediamo come sarebbe possibile ripensare questo spazio utilizzandolo, magari, a fini sociali, turistici ed economici. In fondo, in questa galleria, sono rimaste le immagini del Duomo e dei grattacieli, come per indicare alcune possibili vie da seguire.

Il sottosuolo di piazza del Duomo è anche colto e aperto al design: ci troviamo i piani -1 della Feltrinelli, della Mondadori, della Rinascente oltre a diversi negozi e bar.

Torniamo sui nostri passi e raggiungiamo di nuovo le frecce da cui siamo partiti; accanto troviamo l’ingresso di un circolo culturale sotterraneo, “frequentato” in questo periodo anche dai Templari.

È lo Spazio Cobianchi. Nato nel 1924 era un albergo diurno, come quello di Porta Venezia, utilizzato da chi voleva riposare, lavorare, prepararsi ad un appuntamento o ad uno spettacolo alla Scala.

Ora è diventato un locale dove bere un caffè lontano dalla folla, seguire conferenze, leggere un libro, ballare, incontrarsi in un bell’ambiente Liberty.

In questo periodo lo spazio espositivo ospita una mostra sui Templari con una non indifferente raccolta di reperti e di immagini. Entriamo?

Non male, vero, tutto questo per il sottosuolo di piazza del Duomo? A presto sotto l’azzurro del cielo per vedere insieme un insolito parco…

 

 

Le foto che abbiamo scattato per voi tra artigianato e golosità

Ecco alcune immagini del piccolo itinerario raccolte passeggiando tra i banchetti del Chiostro in Fiera, al Museo Diocesano, e alla rassegna Milano-Sanremo del Gusto, alla Darsena.

La giornata è bellissima e il campanile di Sant’Eustorgio sembra saperlo mettendosi in posa nell’azzurro del cielo.

Le porte del Museo sono spalancate e il colpo d’occhio sui portici e sul prato del chiostro trasmette aria di festa.

Ecco alcune foto dei nostri quattropassi tra i banchi delle “stoffe” e delle altre creazioni artigiane.

I colori dell’autunno non sono certo grigi e tristi. Che ne dite?

I fiori dei vestiti copiano quelli della natura…

Non vi viene voglia di dire: “Sono pronta, prendo la borsa”… Ma quale?

I prodotti cosmetici naturali sembrano usciti dal calderone di Amelia, saranno magici?

Anche il gusto partecipa alla festa: preferite una tazza di tè con un racconto che dura il tempo dell’infusione (che bel regalo per l’amica English Style), o dei sapidi formaggi di qualità?

Infine una pausa al bistrot non è male.

Andando verso la Darsena siamo colpiti da un murale sotto la targa di corso di Porta Ticinese e vediamo che anche in piazza Sant’Eustorgio continua la festa.

Che dire, poi, dei negozi di fianco alla basilica? Ancora “stoffe”, fiori e golosità in locali pieni di charme.

Per chi ama la storia, ecco la lapide che ricorda il primo fonte battesimale di Mediolanum, voluto da San Barnaba, “quello” del Tredesin de Marz.

Infine raggiungiamo la Darsena dove è stato allestito il piccolo villaggio della Milano-Sanremo del Gusto.

Speravamo di assaggiare e comperare il basilico di Prà, l’aglio di Vessalico, la focaccia, i vini e i formaggi piemontesi, il buon riso di cascina lombardo o il salame d’oca di Mortara, ma…

Gli stand, secondo noi sono dedicati più alla teoria e all’informazione che alla pratica e alla gola.

Godiamoci un momento di relax nel salotto all’aperto e rifacciamoci il palato allo street food del mercato coperto appena più avanti.

Chiudiamo questo pomeriggio col tramonto sulla Darsena e quattropassi sui Navigli che si accendono di luci e di gente.

A presto!

Piccolo itinerario da cogliere al volo tra artigianato di qualità e sapori da gourmet

L’occasione che si presenta nel weekend del 7 e 8 ottobre 2017 è veramente bella e ghiotta: fare quattropassi tra Sant’Eustorgio e i Navigli per visitare Chiostro in Fiera e la rassegna Milano-Sanremo del Gusto.

La Mostra Mercato si trova nell’antico chiostro del Museo Diocesano, dove diversi artigiani esporranno le loro creazioni in tessuto, pietre e alta bigiotteria; inoltre ci saranno fiori di stagione e sapori di nicchia, anche per una pausa golosa.

http://www.museodiocesano.it

Più che un “mercato” è una festa all’aperto che si ripete durante l’anno a favore dell’attività del Museo Diocesano. L’ingresso è gratuito e può essere questa l’occasione per visitare anche il Museo Diocesano e quello di Sant’Eustorgio, con le loro raffinate opere.

Le foto di questo evento le aggiungeremo ovviamente la prossima settimana, dopo aver partecipato a questo appuntamento d’autunno e passeggiato tra i banchi.

Lasciato il chiostro, facciamo quattropassi lungo corso di Porta Ticinese per raggiungere la vicina Darsena. Che dire di quello che incontriamo in questa breve passeggiata? Passiamo accanto alla Basilica di Sant’Eustorgio, con la stella sul campanile, dando un’occhiata ai bei negozi e infine in piazza XXIV Maggio incontriamo uno degli alberi storici di Milano.

 

Ed ecco la Darsena, antico porto di Milano, oggi rimessa a nuovo.

In questo weekend vi si tiene la tappa finale della Milano-Sanremo del Gusto, in una sorta di villaggio nel quale incontrare i sopraffini, golosissimi prodotti gastronomici di Lombardia, Piemonte e Liguria.

Sarà una “corsa” a tutto sapore, tra assaggi, degustazioni, lezioni di alta gastronomia, laboratori…

Anche le foto di questo evento saranno aggiunte settimana prossima, ma i sapori e i profumi dei salumi e dei formaggi, del basilico di Prà e del delicato aglio di Vessalico, dei cocktail speciali, dei vini e degli oli DOP, del miglior gelato d’Europa, non potremo condividerli con voi. Meglio partecipare a questo evento di persona!

Un grande Slurp, pardon, Ciao a tutti!

Quattropassi alla scoperta di piazza del Duomo

Piazza del Duomo è da sempre il cuore pulsante e il centro “ancestrale” della nostra città, meta di antichi e attuali passipermilano.

Questa piazza rettangolare, ora di 17.000 metri quadrati, non è stata sempre come la vediamo oggi.

Intorno alla cattedrale sono stati abbattuti edifici e persino isolati (dall’antica basilica di Santa Tecla al portico borghese dei Figini e al quartiere popolare del Rebecchino) e costruiti altri (Palazzo Reale, la Galleria, i palazzi gemelli dell’Arengario) per fare da cornice e abbracciare il Duomo, da seicento anni star indiscussa della piazza.

La pavimentazione  in marmo e granito davanti al Duomo, è stata ideata nel 1920 dal grande architetto Piero Portaluppi.

Camminando non riusciamo a scorgere nel loro insieme i diversi disegni geometrici di questa pavimentazione, così come non è facile individuare la linea che indica il perimetro dell’antico battistero di San Giovanni, sul sagrato della cattedrale. Sembra quasi un invito a salire in alto per “capire” i diversi passi del nostro cammino.

Una piccola curiosità riguarda, invece, la pavimentazione, in marmi di vari colori, dei portici a lato della piazza: nel marmo rosso vediamo numerose conchiglie fossili. Scoprirle è un bellissimo gioco che ci mette a contatto con lo scorrere del tempo, quasi fare quattropassi in un’altra era geologica.

Il lato settentrionale della piazza è ricco di locali storici e di altri più nuovi. Qui inizia la Galleria, l’elegante passaggio coperto verso piazza della Scala.

L’altro lato della piazza, quello dei portici meridionali, è molto più sobrio: un po’ defilato, in una piazzetta, troviamo Palazzo Reale.

Nato  nell’epoca dei Comuni ha visto passare Signori, Duchi, Governatori, Re e Imperatori, che l’hanno profondamente modificato; gli echi del tempo hanno lasciato però tracce su questo palazzo. Quante epoche fanno capolino in queste foto?

Ora è sede di mostre che richiamano migliaia di visitatori. Dal 29 settembre è aperta quella su Caravaggio, nato a Milano proprio in tale data e battezzato nella vicina chiesa di Santo Stefano.

http://www.palazzorealemilano.it/wps/portal/luogo/palazzoreale/mostre/inCorso/Dentro_Caravaggio

Due piccoli suggerimenti sottovoce: al piano terra di Palazzo Reale c’è un delizioso bar dall’atmosfera retrò.

Altra  sorpresa è il piccolo, inaspettato giardino dove potersi riposare un momento, situato alle spalle del Palazzo lungo via Pecorari.

Su piazzetta Reale si apre anche il Museo del Duomo, con i tesori della cattedrale. Sullo sfondo sembra vegliare il bel campanile di San Gottardo, un tempo chiesa di Corte.

Accanto a Palazzo Reale, di fronte alla Galleria, ci sono i palazzi gemelli dell’Arengario con la sede del Museo del Novecento.

Furono costruiti tra il 1936 e il 1956 su progetto di alcuni importanti architetti italiani (Portaluppi, Muzio, Magistretti, Griffini), per essere come una porta di passaggio tra l’antico e il “moderno” di piazza Diaz.

Rivestiti in marmo di Candoglia come il Duomo, sembrano far da cornice alla Torre Martini, uno dei primi grattacieli di Milano.

Di fronte al Duomo, sulla facciata di Palazzo Carminati, ora non si “accendono parole”, come scrisse Umberto Saba. Le storiche luci pubblicitarie furono spente alla fine degli anni Novanta per il “decoro” della piazza. Oggi davanti a questo palazzo un parcheggio di taxi e di bus turistici sono schermati dalle palme di Starbuck.

Al secolo scorso ci riportano i lampioni della piazza, opera del grande Alessandro Mazzucotelli. Furono realizzati in ferro battuto nel 1927. Se si osservano da vicino le formelle troviamo qualche immagine del passato…

Difficile è sedersi in piazza Duomo che sembra fatta per essere attraversata in fretta dai milanesi ed ammirata con calma dai turisti. Pseudopanchine sono (ahimè) i gradini del Duomo con un tappeto umano che volta le spalle alla cattedrale ed i basamenti dei lampioni e del monumento a Vittorio Emanuele.

Questo monumento si trova dal 1896 al centro della piazza in asse col portone centrale del Duomo. Al primo Re d’Italia sono dedicati anche la Galleria e il corso che conduce fino a San Babila.

Intorno a questa statua un tempo c’era un carosello di tram che partivano a raggiera per tutte le direzioni della città, sostituiti ora, in parte, da due linee sotterranee della metropolitana.

Alla base del monumento due leoni (e decine di piccioni) sembrano custodire chissà quali segreti. Sapranno qualcosa delle sette stanze vuote ritrovate sotto il monumento qualche anno fa?

A presto per un giro underground in piazza del Duomo… Cosa indicano queste frecce?