Milano – Monza andata e ritorno: la tragica vita di una monaca famosa (Parte Seconda)

Milano, Pia Casa delle Convertite di Santa Valeria, 17 ottobre 1608.

La piccola cella di tre metri per uno e ottanta si apre davanti a Suor Virginia, la monaca peccatrice giudicata “colpevolissima” di “plurima, gravia… et atrocissima delicta” negli Atti del Tribunale Ecclesiastico.

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Sarà murata viva per sempre, collegata al mondo solo da uno sportello per il cibo e da una finestrella per far entrare un filo di cielo.

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Le passioni e gli orrori della sua vita resteranno un ricordo e Virginia avrà tempo per ripensare al suo passato ed espiare le proprie colpe. Quali colpe? La monaca, al processo, aveva dichiarato di essere sempre stata vittima e che il Male doveva essere cercato fuori, non dentro di lei. Aveva firmato la sua deposizione, una mano storpiata dalla tortura.

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Forse l’orgoglio di casta, che l’aveva portata anche a ribellarsi all’arresto sguainando una spada, era stato ferito più della mano sottoposta al tormento dei sibilli per il “tempo di due Miserere”.

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Si sentiva vittima del padre, che l’aveva malmonacata a undici anni e rinchiusa nel convento di Monza, feudo familiare, per godersi l’eredità lasciata a Virginia dalla madre.

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Nel convento era considerata la “Signora”, riverita e potente; alcuni, però, avevano via via saputo leggere in lei una sorta di inquietudine interiore e l’avevano quasi guidata, passo a passo, allo scopo di rendersela amica ed ottenere vantaggi, verso le braccia di Paolo Osio, il nobile che viveva nel palazzo accanto al convento.

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Si sentiva vittima anche di Don Arrigone, il curato della chiesa vicina. Egli, che già aveva un’amante in canonica, aveva tessuto una trama diabolica, conducendo la monaca con bugie, stratagemmi e “incantamenti” (anche una calamita benedetta, fatta baciare ai due innamorati) a cedere al desiderio di Paolo, amico e benefattore del religioso.

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Il parroco, che forse desiderava anche per sè Virginia, per interesse o trofeo sociale, sarà condannato dal Tribunale a tre anni di remi su una nave spagnola nel Regno di Napoli.

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Virginia aveva cercato in ogni modo di allontanare Paolo dalla sua vita: aveva gettato le chiavi con le quali il nobile entrava in convento, grazie anche alla complicità non disinteressata di alcune monache. Aveva fatto voti, si era sottoposta perfino a sortilegi e filtri contro la propria passione, fatti anche con gli escrementi dell’amato.

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Le monache che le vivevano accanto coprivano quanto stava accadendo, anche per raccogliere le briciole del vigore di Paolo, quando Virginia si rifiutava o cadeva ammalata, forse per il senso di colpa.

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Le consorelle l’avevano anche aiutata quando Virginia aveva partorito prima un bimbo nato morto, successivamente la piccola Alma, frutto di quelle due anime piene di amore e di tormenti. Paolo aveva riconosciuto la bimba, che era vissuta nel palazzo accanto al monastero. Forse il ricordo di questa figlia, un sacchettino con un ricciolo, accompagnò Virginia nei pensieri della sua lunga prigionia.

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A Monza lo “strano” matrimonio tra Paolo e la “Signora” era sulla bocca di tutti e troppi sapevano e parlavano. Caterina, una conversa, cameriera di Virginia, minacciò di svelare tutta la tresca ai superiori della Diocesi.

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Forse sarebbe bastato comperare il suo silenzio; Paolo, invece, in un estremo tentativo di difendere l’onore dell’amata, fece tacere per sempre la conversa, inscenandone la fuga. Certi delitti sono ancora gli stessi dopo secoli…

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A questo omicidio ne seguirono altri. Furono uccisi dai suoi bravi lo speziale e il fabbro che avevano parlato troppo.

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Tutto precipitò: Virginia, che non aveva voluto ascoltare per tempo gli ammonimenti del Cardinale, Federigo Borromeo, venne arrestata e condotta a Milano presso il monastero di Sant’Ulderico al Bocchetto a Porta Vercellina.

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resti del chiostro durante la demolizione

Osio, accusato di omicidio, si era nascosto in convento su consiglio di Don Arrigone. A questo punto non poté far altro che fuggire rifugiandosi nella Bergamasca, allora sotto la Repubblica di Venezia.

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Durante la fuga Paolo cercò di liberarsi con la violenza delle due monache che lo avevano seguito, spaventate dalle accuse che avrebbero potuto esser loro rivolte. Tuttavia Suor Ottavia e Suor Benedetta riuscirono a sopravvivere. Furono arrestate e confessarono sotto tortura quanto era avvenuto al convento di Monza, dando conferma dei delitti commessi. Suor Ottavia morì per le ferite, mentre Suor Benedetta venne murata viva come altre due consorelle complici dell’accaduto.

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Paolo, ormai braccato, tentò con ogni mezzo di salvare Virginia, tornando a Milano e mettendo a repentaglio la propria vita. Si rifugiò nel palazzo dell’amico conte Taverna e qui sarà fatto uccidere a tradimento dal nobile, legato al governatore spagnolo e allettato dalla taglia.

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Si dice che ancora oggi, in quello che ora si chiama Palazzo Isimbardi, in corso Monforte, si sentano misteriosi rumori provenire dai sotterranei, dove fu ucciso il nobile.

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continua…

Epifania: tempo di stelle, di Magi e di calze appese

Da Capodanno all’Epifania è tempo di astrologi, oroscopi e previsioni per l’anno che verrà fatte guardando le stelle.

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Il CICAP (Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sulle Pseudoscienze), fondato da Piero Angela nel 1989, ogni anno tuona contro la credulità popolare e gli imbrogli da parte dei presunti maghi, riportando i flop delle previsioni sbagliate.

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Chi di noi, però, non ha dato una sbirciatina all’oroscopo del proprio segno zodiacale o non ha ascoltato cosa avverrà, secondo le stelle, nel 2017?

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Non è questione di cultura o superstizione; gli amanti dell’astrologia sono democraticamente diffusi e diversi sono coloro, ancora oggi, che studiano le stelle, le congiunzioni astrali e i relativi influssi su di noi.

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Chi, meglio dei Magi, ha saputo leggere e interpretare  il messaggio delle stelle?

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Le stelle, però, hanno custodito bene il mistero dei Tre Re e non ci hanno mai rivelato chi fossero, nè quanti, nè la loro provenienza e nemmeno la loro sorte.

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Tutto di loro, dopo duemila anni, resta avvolto nella leggenda e nel  mistero. Quale altra città, se non Milano così ricca di segreti, avrebbe potuto accogliere per l’eternità le loro “reliquie”?

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sarcofago dei Magi in Sant’Eustorgio

Nella Basilica di Sant’Eustorgio, sotto il campanile con la stella, una parte delle loro “reliquie” (le altre furono trafugate dal Barbarossa e si trovano a Colonia) è ancora custodita in un tabernacolo.

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Ogni anno, all’Epifania, si rinnova il legame dei Magi con la nostra città: un corteo in costume parte da piazza Duomo e, attraverso le vie del Centro, raggiunge il Presepe vivente allestito davanti a Sant’Eustorgio.

http://www.linkavelbus.com/blog-post/corteo-dei-re-magi-2017-milano/

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Non solo: quest’anno nei chiostri del Museo Diocesano, accanto alla Basilica, possiamo perderci davanti all’ “Adorazione dei Magi” di Albrecht Dürer. Quest’opera è un “prestito” degli Uffizi e possiamo ammirarla come un singolo gioiello fino al 5 febbraio, pensando ai misteri che ci sono accanto, sotto il nostro cielo stellato.

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Il legame dei Magi con Milano viene riproposto anche in una piccola, raffinata mostra di miniature rinascimentali nella Sala del Tesoro del Castello Sforzesco. Aperta fino al 21 gennaio è gratuita ed è un’occasione anche per visitare gli interni e i vari Musei del Castello.

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L’Epifania, che tutte le feste si porta via, è anche tempo di calze appese in attesa della Befana.

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Una gentile leggenda ci racconta che i Magi, sulla strada per Betlemme, bussavano alle porte delle case per chiedere informazioni e invitare la gente ad andare con loro portando doni al Bambinello.

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In una di queste case viveva una vecchietta che si era rifiutata di seguirli. Si era poi pentita e, con una gerla piena di dolci e piccoli doni, si era messa da sola alla ricerca di Gesù Bambino. L’anziana donna andò bussando ad ogni casa per lasciare un dono a ciascun bambino che vi abitava, sperando che uno di questi fosse il piccolo Gesù.

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All’Epifania potremo trovare questa vecchietta in tante iniziative benefiche: in corso Sempione, dove partirà la Befana dei Motociclisti, alla Darsena dove incontrerà i bambini sull’acqua a bordo del Corsaro dei Navigli con una cioccolata calda e un’immancabile calza piena di dolcetti; ci sarà anche nei diversi “villaggi” e mercatini natalizi.

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E se dovessero arrivare il gelo e questa temuta bufera dell’Epifania, secondo le previsioni meteo?

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Niente di meglio di un buon tè caldo allo Spazio Alda Merini di via Magolfa 32, dove, alle ore 17, ci sarà una tombola benefica a base anche di… poesia.

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Buona Epifania 2017 a tutti!

Buon 2017, Milano!

Auguri, Milano,  col tuo centro e le tue periferie, con le tue luci e le tue ombre.

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Auguri, Milano, che hai nel DNA la forma di un cuore.

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Auguri, Milano, che con Ago e Filo cuci passato e futuro.

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Auguri, Milano, coi tuoi grattacieli e le tue scatole di cartone.

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Auguri, Milano, che trasformi scienza, cultura e bellezza in nuove aperture di vita e lavoro.

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Auguri, Milano, che colori le tue paure, come le barriere antisfondamento di piazza Duomo.

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Auguri, Milano, e auguri a chi vi è nato, a chi arriva, a chi se ne va, ma resta per sempre.

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Auguri, Milano, per il tuo lungo cammino, che continueremo a fare insieme.

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Buon 2017 !!

Arriva Babbo Natale 2016!!

Vi raccontiamo una piccola storia di Natale. Nel 1955 un commerciante di Colorado Springs, per farsi pubblicità, fece distribuire un volantino in cui invitava i bambini a telefonare a Babbo Natale.

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Il numero di telefono era però sbagliato e corrispondeva a quello del Comando di Difesa Aerea del Nord America di Colorado Springs. La notte del 24 dicembre il telefono della Base continuava a suonare e il Comandante, colonnello Harry Shoup, commosso dalle tante telefonate piene di desideri dei bambini, chiese il permesso di rispondere alle chiamate per Babbo Natale.

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Il NORAD si trasformò così, per una notte, in un centralino di Babbo Natale.

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Da allora, collegandosi col NORAD, è possibile anche seguire, alla Vigilia di Natale di ogni anno, il viaggio di Santa Claus intorno al mondo.

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http://www.noradsanta.org

Anche gli astronauti della Gemini 6 avevano intercettato Babbo Natale durante i loro rispettivi viaggi nello spazio.

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E sulla Terra? Esiste Babbo Natale?

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Noi crediamo di sì. Basta averlo nel cuore e andargli incontro per aiutarlo a portare speranza a tutte le persone che si incontrano.

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Buon Natale a tutti! Che sia ricco di amore, di speranza, di gesti e di gentilezze quotidiani.

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Passipermilano con Babbo Natale (parte terza)

Il Calendario dell’Avvento di piazza del Duomo ha le finestrelle quasi tutte aperte e i canti natalizi degli artisti risuonano nel tardo pomeriggio, tra le 18 e le 18.30, sotto la Madonnina.

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una finestra del calendario dell'Avvento

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Dopo tanto girare tra villaggi natalizi e mercatini, nel “sacco” delle iniziative che Milano ha preparato aspettando Babbo Natale, troviamo alberi, presepi e opere d’arte, esposte come dono ai milanesi.

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Alberi e Presepi sono i simboli della tradizione natalizia e celebrano la rinascita della natura e la vittoria della Luce sul buio dello spirito.

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La storia dell’Albero di Natale si perde nella notte dei tempi: era tradizione di diversi popoli antichi decorare piante sempreverdi e accendere fuochi per propiziare il ritorno del sole.

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Forse è per questa lontana e diversa origine che l’Albero è un simbolo libero da canoni. Può essere vero o finto, illuminato, decorato o essenziale, grande o piccolo.

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un albero luminoso su un palazzo

un' idea per un albero di Natale Nuovo

Una curiosità: l’albero più grande del mondo è quello allestito a Gubbio, sul fianco del monte Ingino. È alto 650 metri e realizzato con chilometri di fili elettrici e di luci. Dedicato ad una raccolta fondi per i bambini di tutto il mondo, speriamo porti del bene anche ai nostri connazionali così duramente provati dai terremoti.

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Ecco alcuni alberi importanti di Milano 2016; quale è il più bello?

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piazza Gae Aulenti

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piazza del Duomo

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stazione Centrale

foyer della Scala

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Galleria Vittorio Emanuele

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Darsena

Ce ne sono tanti altri, quasi uno in ogni casa. Eccone alcuni molto creativi.

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Il Presepe, creato per la prima volta a Greccio da San Francesco, rappresenta invece la tradizione cristiana della Natività. In questi ultimi anni ha avuto un po’ di difficoltà e non sempre è stato allestito nei luoghi pubblici.

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Quest’anno, accanto ai bei Presepi di cui abbiamo parlato in articoli precedenti, vi proponiamo di visitare due Natività allestite in luoghi laici: Palazzo Marino, sede del Comune, e il Diurno Venezia, capolavoro art decò di piazza Oberdan.

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Il Presepe, donato dal Comune di Matera alla nostra città, è tornato a Palazzo Marino dopo diversi anni di “esilio”. Era assente, infatti, dal 2009; ora è allestito nel cortile d’onore del Palazzo e i milanesi fanno la fila per visitarlo. Si può ammirare la rievocazione scenografica della Natività nel paesaggio di Matera con i suoi caratteristici Sassi e le chiese rupestri.

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Il Presepe ospitato quest’anno nel Diurno Venezia è stato realizzato nel 1976 da diversi artisti e donato alla chiesa di San Francesco al Fopponino, opera di Gio Ponti.

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Alte sagome compongono questo Presepe di grande impatto scenico.

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particolare presepe Diurno

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L’ambiente sotterraneo dei bagni pubblici è il suggestivo e un po’ scioccante sfondo di questo Presepe.

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presepe Diurno

Aperto fino all’ 8 gennaio è visitabile gratuitamente a cura del FAI. Da non perdere, all’ingresso, anche un prezioso Presepe in valigetta.

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il presepe di Tabusso

Per chi volesse fare i soliti quattropassi, suggeriamo di visitare anche un altro Presepe di figure artistiche del Settecento presso la chiesa di San Marco.

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Infine ecco due proposte molto belle e vicinissime tra loro, ma non nel tempo: la Natività contemporanea di William Congdom, esposta nella chiesa di San Raffaele, di fianco alla Rinascente, e la Madonna della Misericordia, di Piero della Francesca, a Palazzo Marino, iniziata nel 1445.

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La Natività di Congdom è un’opera realizzata per il Natale del 1965 dall’artista americano, appena convertitosi. Può piacere o no; è da vedere comunque per l’interpretazione contemporanea e drammatica di un tema sacro.

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Il capolavoro di Piero della Francesca, parte di un polittico realizzato per la Confraternita della Misericordia di Sansepolcro, è in prestito a Milano fino all’ 8 gennaio, con ingresso gratuito, ed è esposto nella sala Alessi di Palazzo Marino. La visita è guidata.

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http://www.museocivicosansepolcro.it/it/opere/piero-della-francesca/polittico-della-madonna-della-misericordia

Il volto della Madonna non è sorridente e materno, appare quasi severo sullo sfondo dorato, ma le sue braccia sono allargate in un abbraccio per proteggere col suo manto gli uomini; è la Madonna di Tutti.

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L’immagine della Madonna che protegge è cara ai milanesi: anche il nostro Duomo, dedicato a Maria Nascente, viene raffigurato sotto il manto protettivo della Vergine.

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Con un volo di speranza vicino alla Madonnina si conclude un vecchio film di Vittorio De Sica, Miracolo a Milano.

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Anche noi oggi, domani e ancora dopo, possiamo spiccare il volo con la speranza di realizzare i nostri desideri.

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Un augurio a tutti noi!

Passipermilano con Babbo Natale (parte seconda)

E per i bambini? Quali iniziative ci sono a Milano nel sacco di Babbo Natale? Tantissime e ricche; eccone alcune dove si possono fare grandi e piccoli passiperMilano.

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Ormai tradizionale è il “Villaggio delle Meraviglie” ai Giardini Pubblici “Indro Montanelli“. Qui piccoli pinguini aiutano a fare i primi passi sul ghiaccio. Intorno un villaggio natalizio che ha già visto crescere tanti bambini. Aperto fino all’ 8 gennaio

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Nuovissima (aprirà nel Week End del 18/12/16) è la pista di pattinaggio sull’acqua della Piscina ex Caimi di via Botta. I “Bagni misteriosi”, col Teatro Franco Parenti, invitano in questo periodo di feste i bambini a partecipare a tante iniziative e i grandi ad una serie di eventi serali con spettacoli, musica e relax alla luce della Luna. Fino a Natale è aperto anche un Mercatino del Riciclo.

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Home

Un’altra novità è il piccolo Villaggio natalizio vicino a corso Vittorio Emanuele.

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Casette, una bella giostra, la pista di pattinaggio, orsi, foche, alberi e Babbo Natale si trovano in piazza del Liberty.

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Tra non molto qui arriverà Apple e probabilmente trasformerà questa tranquilla piazzetta in uno spazio con installazioni ardite e futuristiche.

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rendering da “Corriere della Sera”

Per ora godiamoci coi bambini questo tenerissimo villaggio per un momento di gioco ritagliato magari nel giro degli acquisti dei grandi.

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Infine ecco il Christmas Village alla Darsena, con la casetta di Babbo Natale, un pupazzo di neve e un boschetto di alberelli.

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Siamo riusciti a vedere Babbo Natale in persona mentre si riposava nella sua stanza accanto al camino! Forse era stanco dopo aver guidato la slitta acquatica coi bambini su e giù per la Darsena

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Luci natalizie illuminano le casette del mercatino e i ponti creando scorci suggestivi e festosi.

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Un grande albero svetta sulla Darsena, quasi fosse un faro che indica la rotta.

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Anche i Navigli sono illuminati. È bello quest’angolo di Milano! Le luci natalizie si riflettono sull’acqua, dove passano i battelli.

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C’è una malinconia romantica in questa zona quando non si traveste da allegra movida.

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Anche la Luna, in questo tardo pomeriggio di una giornata qualunque di metà dicembre, esce a guardare i Navigli.

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La nebbiolina che offusca appena il suo volto sembra la misteriosa veletta di una bella donna, affascinante oggi come ieri.

<> on February 21, 2016 in Barcelona, Spain.

Antonio Marras –               collezione 2016

A presto…

Passipermilano con Babbo Natale (Parte prima)

Milano si prepara ad accogliere Babbo Natale con un sacco di iniziative. Oggi… nel suo sacco abbiamo trovato altri mercatini natalizi.

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L’Artigiano in Fiera e gli O Bej O Bej,  che danno inizio al periodo natalizio a Milano, si sono chiusi domenica 11 dicembre con il solito grandissimo successo da record.

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In questi giorni, intanto, in città si aprono tante bancarelle, anche benefiche, e piccoli villaggi di casette di legno che offrono idee per regali originali e golosità da assaggiare.

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Forte contrasto tra grattacieli e casette alpine lo troviamo in piazza Gae Aulenti,  ormai uno dei luoghi simbolo di Milano, e nella più defilata e algida CityLife.

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In quest’ultima è stato allestito un mercatino delle eccellenze enogastronomiche italiane, aperto fino al 24 dicembre.

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Casette di legno, che ormai fanno parte del nostro panorama natalizio cittadino. si trovano ai piedi dei due bianchi e avveniristici grattacieli che sembrano riflettersi compiaciuti in fontane senza zampilli.

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Questo mercato del gusto è dedicato a prodotti raffinati e di qualità: dai vini ai dolci, dalle birre artigianali agli assaggi di salmone e caviale con bollicine. Altre casette propongono “piattini” della tradizione divenuti di nicchia nell’epoca dei Mac e dei panini con wurstel. Si può assaggiare il famoso panino con lampredotto, specialità della “Macelleria Popolare”, aperta anche alla Darsena.

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È un angolo di Milano che a noi piace molto. Seduti al sole donato da queste insolite giornate di dicembre, su una bella panchina scaldata da funghi a gas, ci sentiamo spinti a pensare al presente e al futuro di questa nostra città.

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In questo nuovo quartiere, dove un tempo non lontano c’era la vecchia Fiera Campionaria, ora ci sono torri e case firmati da archistar internazionali come Isozaki, Hadid e Libeskind, ampi spazi per passeggiare, giocare, leggere o chattare.

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Milano si trasforma, si espande, cambia… Sta al nostro “cuore in mano” averne cura ed amarla come un figlio che cresce e intraprende la sua strada.

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Piazza Gae Aulenti, dove si trova un altro villaggio natalizio, è ormai entrata nella vita dei milanesi. Bancarelle, pista di pattinaggio sul ghiaccio, colori si alternano nei negozi e nella fontana, quasi uno specchio d’acqua fatto di luci riflesse. Sarà aperto fino al 7 gennaio.

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Fatti pochi passi ci troviamo in corso Como, coi suoi negozi di moda e di tendenza.

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Quasi per rendere omaggio all’eleganza, quest’anno i festoni natalizi rappresentano silhouette di donne glam, con abbigliamento diverso per epoca e stile.

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Le luminarie di corso Como sono fra le più originali di questo Natale; la moda e l’eleganza sembrano cucire insieme una strada “rivitalizzata” della vecchia Milano con le nuove architetture della zona Garibaldi.

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Profondamente diverso dai due precedenti, ma anche questo “fa” Milano, è il mercatino natalizio Garabombo di via Mario Pagano.

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Giunto alla ventesima edizione, ha fatto molta strada. Dapprima presente in una tenda al Castello, poi per qualche tempo trasferito in piazza Oberdan, ora il “tendone” del commercio equo e solidale è una presenza costante nel panorama milanese di Natale.

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Questo mercato ha portato qualcosa di nuovo, anticipando il futuro, in un tempo nel quale la sostenibilità non era ancora considerata. I prodotti non riguardano solo il sud del nostro pianeta, ma anche una buona selezione di prodotti bio alimentari italiani.

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Ci sono angoli tematici molto interessanti: dalla libreria, con uno spazio dedicato ai ragazzi, alla “Buona Bottega”, dai tè, tisane e cioccolato all’oggettistica varia e infine ad articoli molto curiosi come, in particolare, una matita che si può piantare dopo l’uso e un foglio fatto con la… pupù di elefante! Questo mercato sarà aperto fino all’ 8 gennaio.

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Un altro mercato che ci accompagnerà fino all’Epifania (chiusura 8 gennaio) è quello del Portello (nome di origine ducale! Qui c’era una piccola porta della tenuta di caccia degli Sforza).

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Sembra di essere in un mercatino di Natale del Trentino. Le bancarelle, situate nella piazza del Centro Commerciale (dove si trova un grande parcheggio sotterraneo gratuito), offrono un vasto assortimento di prodotti, food e non food, trentini, anche per un pensierino da ultimo minuto.

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Alberi con luci bianche fanno pensare alla neve e qualche angolo è dedicato ad artigiani che scolpiscono il legno o intrecciano cesti.

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Quattro passi per anticipare le feste sulla neve o per sentirsi in vacanza anche a Milano!

A presto…

Due eventi milanesissimi: O Bej – O Bej e Artigiano in Fiera

Nei prossimi giorni si svolgeranno a Milano due fiere molto importanti, l’una risalente al 1500, l’altra millennial. Queste manifestazioni rappresentano insieme il vecchio e il nuovo, l’antico e il moderno, la tradizione che spesso nella nostra città si evolve in innovazione. Sono gli O Bej! O Bej! e l’Artigiano in Fiera.

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La fiera degli O Bej! O Bej!

Questa fiera risale al 1500, anche se si parla di una festa in onore di Sant’Ambrogio che si svolgeva, fin dal 1200, intorno all’antica Cattedrale di Santa Maria Maggiore, dove oggi sorge il Duomo.

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La nascita ufficiale degli O Bej O Bej avvenne precisamente nel dicembre del 1516, quando un ambasciatore inviato da Papa Pio IV a Milano fece distribuire ai bambini  dolci e giocattoli. Era il 7 dicembre, festa di Sant’Ambrogio, e con tale gesto, una sorta di bonus bebè, il Papato cercava di ingraziarsi i milanesi, un po’ freddini nei confronti di Roma.

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I bambini, di fronte a tali doni, si dice avessero esclamato: “O Bej! O Bej!” (O Belli! O Belli!) e da allora la fiera ebbe questo nome di gioia e meraviglia.

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Fino a qualche anno fa, nei giorni di Sant’Ambrogio e dell’Immacolata le stradine intorno alla Basilica del Santo si riempivano di bancarelle dove acquistare dolci, giocattoli e addobbi natalizi, dopo la visita alla cripta dove riposa il nostro Patrono.

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Molti chiedevano a Sant’Ambrogio, vescovo non proprio malleabile, salute e lavoro; poi si concedevano un fuso di zucchero filato, delle caldarroste e comperavano “el firun” di castagne.

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Via via, la fiera degli O Bej O Bej ha accolto le bancarelle di frittelle, di dolci siciliani, di panini di porchetta, di artigianato etnico e il suono della piva è stato accompagnato dal tam-tam del bongo e dal canto degli Inti Illimani.

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Qualche anno fa, per avere maggiore spazio a disposizione, la Fiera è migrata in piazza Castello e dintorni con angoli di prodotti italiani, europei ed extraeuropei.

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La fiera degli O Bej O Bej si terrà quest’anno dal 7 al 10 dicembre; è un’occasione anche per fare quattro passi intorno al Castello, a questo nostro simbolo dell’epoca ducale, salvato e fatto rinascere per noi dal mitico Luca Beltrami.

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Non dimentichiamoci, però, di Sant’Ambrogio e, magari, facendo una breve passeggiata, andiamo a trovarlo nella sua Basilica, ringraziandolo e chiedendogli ancora, come un tempo, salute e lavoro.

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L’Artigiano in Fiera

Anche quest’anno migliaia di artigiani provenienti da tutti i continenti saranno presenti con i loro prodotti alla più grande Fiera mondiale dell’Artigianato, nei padiglioni di Milano-Rho.

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L’Artigianato è un mondo di mestieri ancora vivo nella nostra città. Finito il tempo dell’usa e getta per la crisi e per una maggior consapevolezza della sostenibilità, crescono piccoli laboratori di riparazioni italiani e stranieri; molti, inoltre, intraprendono il mestiere dell’artigiano come ricerca di un posto al sole in tempo di incertezze economiche, dando però vita ad un recupero di lavori e conoscenze tradizionali.

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dal Corriere della Sera

Per altri il laboratorio è uno spazio dove esprimere il proprio talento e creatività, da soli o collaborando con designer di fama.

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Quest’anno l’Artigiano in Fiera sarà la vetrina dei migliori artigiani provenienti da tutti i continenti, anche dalle zone più povere del mondo; sarà come fare un giro tra i prodotti belli e buoni dei diversi paesi per conoscerli, provarli e acquistarli.

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Tra gli articoli non food si va dalle tovaglie e dai profumi della Provenza all’artigianato trentino-tirolese, dai coralli della Sardegna alle pietre e alle stoffe indiane, dalle matrioske ai presepi di Betlemme…

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C’è veramente di tutto, tanto che molti visitatori si portano un trolley o uno zaino per gli acquisti. In fondo a Rho Fiera si parte per un giro del mondo in 12 ore!!!

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Quest’anno, poi, ampio spazio sarà dedicato ai prodotti delle zone colpite dal terremoto, che presenteranno le loro eccellenze: oreficeria, tartufi neri, salumi, formaggi…

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Continuando l’esperienza di Expo, l’Artigiano in Fiera mette in vetrina anche i sapori del Mondo: ben 40 sono i ristoranti presenti.

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Moltissimi sono gli stand da street food che offrono assaggi dei prodotti più disparati: dalle ostriche ai torroni, dai wurstel ai piatti brasiliani, dai piatti orientali a quelli francesi ….

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Sempre in tema di gusto, quest’anno ci saranno anche lezioni di cucina e dimostrazioni gratuite. Chi non desidera imparare da un maestro come fare un ragù bolognese o preparare un mojito?

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Aperto alla Fiera di Milano-Rho dal 3 all’ 11 dicembre, dalle ore 10 alle 22.30. Ingresso gratuito.

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http://www.artigianoinfiera.it/it/home-it/

Ci si arriva con la metropolitana (linea M1), le linee S (S5, S6 e S11) e l’auto (tanti parcheggi a pagamento). Per la metropolitana ci vuole il biglietto “speciale Fiera” da 5 Euro andata e ritorno.

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Buon giro del Mondo!

Aria di Natale a fine novembre

C’è già aria di Natale in questo ultimo weekend di novembre.

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Tra le diverse proposte, ne abbiamo trovate due imperdibili: Re Panettone e il Mercatino Finlandese, l’una ormai tradizionale, l’altra nuovissima.

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Come non iniziare il periodo prenatalizio gustando una bella fetta di panettone? L’occasione che vi proponiamo è veramente ghiotta: anche quest’anno torna Re Panettone, la manifestazione giunta alla nona edizione, che ci farà assaporare il meglio della produzione artigianale di questo dolce, tradizionale o con golose varianti.

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Ci saranno pasticceri provenienti da tutt’Italia, che offriranno assaggi ai visitatori, e corsi per aspiranti masterchef grandi e piccoli, impegnati anche nella preparazione casalinga di questo dolce.

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Inoltre alcuni sommelier inviteranno i visitatori anche a degustare le bollicine da abbinare al nostro vecchio, caro panettone.

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Anche la location della manifestazione, lo Spazio MegaWatt. è da non perdere per chi vuole conoscere e fare quattro passipermilano. Il dolce profumo del panettone invaderà questo capannone industriale anni ’60, di oltre 3000 mq, poco lontano da via Tortona e dai Navigli, recuperato come grande spazio per eventi.

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Ingresso libero con invito da scaricare sul sito http://www.repanettone.it

Apertura 26 e 27 novembre, sabato dalle 10 alle 20, domenica dalle 10 alle 19. Spazio MegaWatt, via Watt 15.

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Perchè non andare a trovare Babbo Natale nella sua terra prendendo la metropolitana?

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Fra i tanti mercatini natalizi già aperti o in apertura, ne abbiamo trovato uno nuovissimo e veramente insolito: il Mercatino Finlandese presso la Chiesa Protestante di via Marco De Marchi 9.

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Inizierà sabato 26 novembre alle ore 12 con un coro di bambini della Scuola Finlandese di Milano; poi si aprirà un mercatino con tante cose buone da assaggiare e da comperare, di quelle che piacciono a Babbo Natale: è come essere invitati a casa sua!

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Ci saranno oggetti artigianali, libri di storie natalizie di Mauri Kunnas scritte per i bambini i quali potranno anche partecipare a un laboratorio per disegnare delle cartoline d’auguri. E per i grandi? La voglia di tornare bambini e di godere la magia del Natale!

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Sabato 26 dalle 12 alle 21; domenica 27 dalle 10 alle 15, Ingresso libero.

La Chiesa Protestante si raggiunge con la metropolitana M3, fermata Turati oppure col tram 1 o il bus 94.

Milano – Monza andata e ritorno: la tragica vita di una monaca famosa (Parte Prima)

Quando attraversiamo piazza della Scala o passeggiamo in quella bolla fuori dal tempo che è la tranquilla piazza San Fedele, non dimentichiamoci la lunga storia di Marianna de Leyva, che nacque a Palazzo Marino verso la fine del 1575.

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Il Manzoni aveva parlato con estremo pudore di lei, la suor Gertrude dei Promessi Sposi. Un filo di vita e di morte sembra quasi legare i due personaggiLa statua dello scrittore si trova in piazza San Fedele, di fianco al palazzo in cui nacque Marianna e davanti ai gradini della chiesa sui quali egli cadde trovando poi la morte.

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La bimba aveva antenati  veramente VIP. Il bisnonno paterno era stato il primo governatore spagnolo di Milano e il padre era un noto condottiero dalla sfolgorante carriera alla corte del Re di Spagna.

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Antonio, bisnonno di Marianna

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Martino, padre di Marianna

Da parte di madre, Marianna discendeva da una prestigiosa famiglia di banchieri genovesi, da quel Tomaso Marino ricchissimo e tanto chiacchierato da essere addirittura vittima di una maledizione che si “sarebbe” dovuta perpetuare nel tempo. Di quest’uomo, al quale si deve Palazzo Marino, sede del nostro Comune, parleremo in un piccolo cameo a lui dedicato, tanto intrigante è la sua vicenda umana.

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Tomaso Marino, nonno materno di Marianna

Torniamo alla piccola Marianna. Per poco tempo potè conoscere il calore di una famiglia.

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dal fumetto di A. La Monica (in arte Alexader Tripood)

Il Fato, infatti, le tolse subito la madre Virginia, morta di peste quando la bimba aveva pochi mesi. La piccola crebbe affidata alle zie in un “appartamento” di Palazzo Marino. Eccone la planimetria:

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Non sappiamo molto di questo periodo; l’ambiente in cui visse la sua infanzia era piuttosto bigotto e, forse, infelice. Sembra che una zia avesse avuto dal proprio matrimonio poco amore, tanti figli e… la sifilide. Il Manzoni ci dice che Marianna crebbe condizionata dal suo futuro di monaca, succube di un padre autoritario.  Probabilmente non fu così, perché il padre era spesso assente preso dalla sua carriera prestigiosa.

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Alla sua morte Virginia aveva lasciato eredi di ingenti sostanze la bimba e il figlio maschio nato da un primo matrimonio. Le altre quattro figlie del primo marito intentarono causa alla piccola sorellastra. L’eredità di Marianna ne uscì ridimensionata, ma comunque tanto sostanziosa da far gola anche a suo padre.

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Quando questi si risposò con una nobildonna spagnola e si ritrovò in difficoltà finanziarie, la strada della dodicenne Marianna fu segnata: doveva diventare monaca. Nonostante avesse trovato il coraggio di manifestare al padre il proprio desiderio di una vita diversa, il genitore fu sordo e irremovibile; non le rivolse più la parola finché la ragazzina accettò il proprio destino, sperando di essere “nuovamente” amata.

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Così le porte del prestigioso convento di Santa Margherita a Monza, che era parte del feudo dei de Leyva, si richiusero alle spalle dei desideri di Marianna e la sua eredità rimase al padre.

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Come avrebbe potuto la ragazza fare diversamente? Il monacandato era spesso la sorte che toccava a molte giovani donne di nobili natali, per non disperdere il patrimonio familiare. E le loro aspirazioni?… non contavano nulla.

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Le cronache ci presentano una Suor Virginia (Marianna aveva preso il nome della madre), altera contessa di Monza attenta ai suoi obblighi di Signora verso il feudo e severa nell’educare le fanciulle a lei affidate.

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Il Fato ci mise, però, di nuovo lo zampino. Il convento confinava con il palazzo di una prestigiosa famiglia, gli Osio. Il più giovane rampollo di questa, insieme ai suoi amici, usava stuzzicare le educande del convento.

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Giovanni Paolo, lo “sciagurato Egidio” del Manzoni, aveva adocchiato la quindicenne Isabella, una allieva di Marianna. Il giovane la “tentò”: baciò una mela e gliela lanciò. Isabella la raccolse.

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A. Tripood

Suor Virginia vide, la richiamò e, forse, cominciò ad insinuarsi in lei stessa il desiderio di assaggiare il frutto avvelenato della “conoscenza”.

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Suor Virginia avvertì i genitori della fanciulla che intervennero subito; la tolsero dal convento e la punirono crudelmente dandola in sposa, dopo solo quindici giorni, a un anziano e ricco signore. Per Isabella era finito “il Tempo delle mele”.

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La Signora di Monza aveva deciso di  condannare all’esilio il nobile, accusato anche di aver ucciso in duello un uomo dei de Leyva. La Superiora del convento, però, amica della famiglia Osio, con la madre del giovane, fece pressioni su Suor Virginia e la convinse a ritirare la condanna. Paolo, così tornò di nuovo nel palazzo vicino al convento.

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A. Tripood

Dopo qualche tempo il giovane scrisse a Suor Virginia una lettera. Fu per ringraziarla, per sfida, per capriccio, per attrazione? Non lo sappiamo.

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Come in una sorta di antico Social, a questo punto entrarono in gioco gli “amici”, a conoscenza di quanto stava avvenendo. Gioca un ruolo di primo piano Don Arrigone, parroco della vicina chiesa, il più abbietto e subdolo personaggio della vicenda. Amico di Paolo, gli consigliò  come scrivere le lettere indirizzate a Suor Virginia per farla cedere (la voleva anche per sé?).

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La Signora fu sempre più avviluppata in una ragnatela di persone spinte da legami di interesse, di compiacenza, di passioni. In lei s’intrecciarono solitudine e scelte subite, tentazioni, desiderio e senso di colpa, sicurezza del potere, menzogne e superstizioni…

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Questo è solo l’inizio di una storia tragica e intrigante, che inizia e si conclude a Milano. Il seguito alla prossima puntata, dopo le Feste.

Continua…