San Valentino, San Faustino, Carnevale… che settimana!

Questa settimana è così speciale e intensa da non sapere quasi… a che Santo votarsi!

San Valentino

San Faustino

Sant’Ambrogio

Mercoledì è San Valentino, la festa degli innamorati, il giorno dopo è San Faustino, dedicato a chi è single per scelta o è in cerca dell’anima gemella.

Inoltre questa settimana ci sarà anche il Carnevale, che durerà fino a sabato, grazie a Sant’Ambrogio che ci ha fatto prolungare di quattro giorni il periodo prima della Quaresima.

In questa settimana Milano si riempie di cuori, di rosso, di stelle filanti e di coriandoli, nati proprio nella nostra città, a Crescenzago, in fondo a via Padova, nel secolo scorso.

Tante sono le iniziative, le feste e gli eventi di questo periodo ai quali si può partecipare; tra questi alcune novità, come il “Festival dell’Amore”, una rassegna aperta a tutti (ingresso libero) con musica, letture, film e… tanto altro.

http://www.milanotoday.it/eventi/il-festival-dell-amore-letti.html

Anche i Musei organizzano visite guidate ed eventi a tema; perché non andare a vedere alcune opere, dedicate agli innamorati, che si possono ammirare a Milano… anche da soli?

http://www.mam-e.it/arte/love-brera-san-valentino-bacia-scatta-e-condividi/

Pinacoteca di Brera

Murale

Galleria d’Arte Moderna

Museo Bagatti Valsecchi

Per fare, e mangiare, quattro chiacchiere insieme guardando la nostra città dall’alto si può salire sui tetti della Galleria. Chi, invece, preferisce il cibo degli dei, magari per consolarsi di una improvvisa singletudine, non può perdersi il “Salon du Chocolat” a FieraMilanoCity vicino al nuovo Shopping District delle Tre Torri di CityLife .

http://www.mentelocale.it/milano/eventi/72224-carnevale-ambrosiano-2018-festa-sui-tetti-milano.htm

Buona settimana a tutti!

A presto…

Quattropassi tra murales d’autore in giro per la città (parte seconda)

C’è un legame tra street art e ambiente, tra i “quadri all’aperto” e i luoghi dove sono stati dipinti? Siamo andati a vedere e a fotografare alcuni murales d’autore in tre zone molto diverse di Milano (Ortica, via Morosini e via Padova), dando un’occhiata anche all’ambiente dove sono stati inseriti.

L’Ortica

Abbiamo iniziato il nostro giro dall’Ortica, anzi, in milanese, l’Ortiga, un vecchio quartiere passato nel secolo scorso dal lavoro dei campi a quello in fabbrica.

Questo quartiere vuole affidare ad una serie di murales il racconto della propria storia e identità. La realizzazione di questo “quartiere-museo all’aperto”, primo al mondo, è ancora in corso. Ecco dei murales dipinti su alcuni edifici per illustrare storie di vita sociale.

Una piccola storia la raccontiamo anche noi. Nel cuore dell’Ortica c’è la chiesetta dei Santi Faustino e Giovita, chiamata anche Santuario delle Grazie.

È un tesoro poco conosciuto che risale ai tempi della distruzione di Milano ad opera del Barbarossa, quando i milanesi in fuga si erano rifugiati attorno ad alcune chiesette nelle campagne della nostra città, come a Nosedo e al Lorenteggio.

chiesetta dei Santi Filippo e Giacomo a Nosedo

chiesetta di San Protaso o “gesetta di lusert” al Lorenteggio

Avevano pregato la Madonna perchè li facesse presto rientrare nelle loro case; così, quando le loro preghiere vennero esaudite, dedicarono a Maria, la Madonna delle Grazie, un affresco, una sorta di bellissimo murale ex-voto.

Non perdetevi questo antico tesoro giunto fino a noi; vale i quattropassi in più (anche autobus 54 da piazza Diaz) per chi abita lontano.

Passeggiando per la vivacissima Ortica, raggiungiamo il viadotto della ferrovia che diventa parete per accogliere i volti di personaggi della società e della cultura milanese e italiana. Guardiamo questi ritratti nel loro ambiente e confrontiamoli con quelli raffinati in color seppia di San Calimero o con le icone pop delle Colonne di San Lorenzo.

Tra i volti dipinti non poteva mancare quello di Enzo Jannacci, che ha dedicato una ballata allo sfigatissimo, ma indomito, “palo nella banda dell’Ortica”, uno forse della Ligera, come veniva chiamata la “mala” milanese del secolo scorso.

Via Morosini

Il nostro giro per vedere murales d’autore e ambienti continua in una zona a due passi da corso XXII Marzo, in via Morosini. Qui due grandissimi e scenografici murales di Millo sono dipinti sulle pareti laterali di due palazzi popolari e fanno da sfondo al “Giardino delle culture”.

È un piccolo spazio cintato e tranquillo con qualche pianta, panchine, giochi per bambini e anche un’area per momenti comuni, affidata alle associazioni di zona.

Ci sembra un angolo molto bello dove i murales, che richiamano il tessuto urbano, sono la quinta per definire uno spazio in mezzo alla città, piccolo ma vivibile, da amare.

Via Padova

Eccoci infine in via Padova, al NoLo (Nord di Loreto), zona considerata ad alta criticità, in via di trasformazione.

http://www.ilgiorno.it/milano/cronaca/nolo-quartiere-1.2193055

Questa lunga strada di oltre 4 chilometri, che da piazzale Loreto arriva a Crescenzago, con le sue ville sulla Martesana, è sempre stata terra di immigrazione, prima italiana, ora planetaria, con incontri e scontri tra culture differenti.

È una realtà molto composita, con diversi tasselli che devono riuscire a formare un unico mosaico, come quello che è stato realizzato sul lungo muro della ferrovia in via Pontano, diventato una sorta di East Side Gallery, come a Berlino, un qualcosa di bello per tutti.

Il Comune ha affidato a street artists il compito di affrescare questo muro.

I “quadri” sono molti forti e riprendono temi della cultura classica e contemporanea, personaggi del mito o di film, “fiction” che non furono mai, ma sono sempre dentro di noi.

È un contesto dove emergono le paure, i mostri, le angosce, ma anche le speranze e la possibilità di lottare per sconfiggerli.

Un addio

Terminiamo questo nostro piccolo viaggio fra alcuni murales della street art milanese con un addio: in via Carducci una coppietta stava abbracciata su un muro. Ora Leonardo e Monna Lisa sono stati imbrattati di vernice. Vogliamo ricordarli all’ “incontrario”, come se fossero riusciti ad uscire dalla nube di parole che li avvolgeva, per continuare a vivere la loro storia!

A presto…

San Biagio e… il panettone! Una festa tradizionale di Milano

In piena epidemia di influenza, mal di gola e raffreddore una antica tradizione milanese ci suggerisce, per il 3 febbraio, una sorta di “vaccinazione” a base di… panettone.

Il 3 febbraio si festeggia San Biagio, il medico armeno, vescovo di Sebaste, che subì il martirio agli inizi del Trecento d.C. Si racconta che una donna disperata, gli avesse portato il figlio che stava soffocando per una lisca di pesce che gli si era conficcata in gola. Biagio benedisse del pane e lo fece mangiare al bambino, salvandolo. Medicina e Fede avevano compiuto il miracolo e da allora il Santo protegge dal mal di gola.

Il culto di San Biagio, uno dei 14 Santi Ausiliatori che aiutano, cioè, in particolari malattie, è molto diffuso nel mondo cristiano. In particolare Milano è devota da secoli a questo Santo, già venerato nell’antica Basilica di Santa Tecla e con una statua sul Duomo ricostruita dopo la guerra.

Il 3 febbraio è usanza ricordare il “miracolo della gola” mangiando un pezzetto del panettone aperto durante il pranzo di Natale e conservato fino a questo giorno.

Un’altra tradizione legata a questo giorno è quella della benedizione della gola impartita dal sacerdote che incrocia davanti al collo dei fedeli, invocando San Biagio, due candele accese, benedette alla Candelora (2 febbraio) e legate da un nastro rosso.

In questo periodo le giornate cominciano ad essere più lunghe e miti (Quando vien la Candelora dall’inverno siamo fora). Le candele benedette il 2 febbraio (ricorrenza della Presentazione di Gesù al Tempio) sono l’immagine della vittoria della Luce sulle tenebre unendo simbolicamente la ricorrenza di San Biagio al Natale.

Un aneddoto curioso e poco conosciuto è riportato, in un suo libro, da Francesco Ogliari, cultore di antiche storie di vita milanese.

Era il 3 febbraio 1888 e le signore andavano in Duomo per ricevere la benedizione di San Biagio anche perchè era impartita da un bel monsignore che aveva molto successo tra le milanesi dell’epoca.

Fra queste signore bene, si era messa in fila anche una bella ragazza, la “Rizzolin” che “praticava il mestiere”, come la Rosetta anni dopo, a Porta Ticinese. Le signore si scostavano indispettite aspettando che il sacerdote scacciasse la peccatrice. Il monsignore, invece, le pose sul collo le candele benedette e, invocando per lei la benedizione, le disse sorridendo: “per intercessione Beati Biasii, tirett via de lì, se nò te basi!”.

La storia della “Rizzolin” termina qualche anno dopo ad Adua, dove era andata come infermiera col corpo di spedizione del Generale Baratieri. Chissà se San Biagio l’avrà accolta lassù sorridendo anche lui.

Per la festa di San Biagio a Milano c’è la tradizione di ricevere in regalo un panettone acquistandone un altro.

Si racconta che una donna avesse portato ad un frate un po’ goloso un panettone da far benedire per San Biagio. Il frate poco alla volta lo aveva mangiato senza pensarci. Quando, però, giunse il 3 febbraio, si ricordò del panettone e, preso dalla mortificazione e dal dispiacere, pregò il Santo di aiutarlo. Quando la donna si presentò a ritirare il proprio panettone, ne trovò uno grande il doppio… e questo regalo continua ancora oggi.

A tutti Buon San Biagio e ricordatevi di mangiare un pezzetto del panettone di Natale, fa bene alla gola e… ti prende per la “gola”.

A presto…

Video art alla Cripta di S. Sepolcro

Un antico luogo di fede e di spiritualità insieme a tre opere di video art costituiscono un mix straordinario da non perdere nelle prossime serate milanesi. La cripta sotterranea della chiesa di San Sepolcro ospita, infatti, fino al 28 gennaio tre installazioni di Bill Viola, uno dei maestri della video art contemporanea.

Orari: tutti i giorni dalle 17.00 alle 22.00, venerdì e sabato anche visite notturne alle 22.00 e alle 23.00. Domenica dalle 16.00 alle 21.00.

 

In questa suggestiva cripta, che per secoli è stata luogo di culto per fedeli sconosciuti o importanti come San Carlo, i tre video, realizzati con sofisticate tecnologie multimediali, ci parlano di tematiche fondamentali per l’uomo di qualunque tempo, quali la vita, la morte e il mistero del Dopo.

Nella prima opera, The Quintet of the Silent, del 2000, cinque uomini esprimono, in lenti movimenti della durata di 16 minuti, le proprie emozioni che si incidono sul loro corpo e sul viso come in una serie di dipinti caravaggeschi.

Nel secondo video, The Return, del 2007, Bill Viola rappresenta simbolicamente il passare del tempo con una donna che attraversa una cascata, soglia tra la vita e la morte.

Infine in Earth Martyr (2014) da un piccolo cumulo di terra si libera una figura umana, che si protende verso la luce che viene dall’ Alto.

È una mostra fuori dal comune, ambientata in un luogo sotterraneo ricco di pathos, riaperto nel 2016 e forse ancora da scoprire per molti milanesi. Vi consigliamo assolutamente di visitare anche la bella chiesa, sotto la quale si trova la cripta, che secondo Leonardo costituiva il centro esatto di Milano.

Siamo a due passi dalla vivacissima via Torino, che magari ci sembrerà una via di fuga dai pensieri e dalle riflessioni che questo incontro tra una cripta dell’Anno Mille con l’arte contemporanea ha suscitato in noi.

A presto…

Tiziano a Palazzo Marino

Ultimi giorni per ammirare la “Sacra Conversazione” di Tiziano nella Sala Alessi di Palazzo Marino, nell’ambito del tradizionale appuntamento con un’opera d’arte durante le Feste natalizie.

Questa è la prima opera con data e firma dell’autore come si può vedere nel cartiglio in basso sul dipinto. Quando dipinge, nel 1520, questa pala, per l’altare maggiore della chiesa di San Francesco ad Ancona, Tiziano ha circa trent’anni ed è già affermato Pittore Ufficiale della Serenissima.

Il committente dell’opera, ritratto nel dipinto a mani giunte, era Alvise Gozzi, un ricco mercante di Ragusa (oggi Dubrovnik), che si era trasferito ad Ancona.

Questa pala di grandi dimensioni (circa 3 metri per 2) è stata dipinta su una tavola di legno di quercia, come è possibile vedere nel’insolito allestimento di Palazzo Marino che permette anche di osservarne il retro con gli schizzi preparatori.

Tiziano è cadorino e conosce l’uso del legno, anche nella pittura. Nasce un’opera monumentale, fatta per essere guardata dai fedeli sopra l’altare. Oggi la pala si trova presso la Pinacoteca Civica di Ancona, dove tornerà dopo il prestito a Milano.

Nella Sacra Conversazione o “Pala Gozzi” viene rappresentato un muto dialogo tra Cielo e Terra, fatto di sguardi e di gesti. Maria volge lo sguardo verso il basso mentre il Bambino guarda direttamente verso i fedeli, quasi per farli partecipare alla Conversazione.

In basso la scena è dominata dal gesto di San Biagio, patrono di Dubrovnik, che indica al Gozzi il Cielo; a lato la figura di San Francesco, a cui la chiesa di Ancona era dedicata.

Sullo sfondo il morbido paesaggio veneziano all’ora del tramonto e un tralcio di fico, simbolo di rinascita, che spunta da un tronco. Anticamente questa pianta era considerata sacra e simbolo di collegamento tra Cielo e Terra, tanto che le sue foglie venivano usate per la divinazione.

Una piccola curiosità: San Biagio è legato a Milano da una antica tradizione molto sentita ancora oggi; la racconteremo il giorno della sua festa.

La “Sacra Conversazione” resterà esposta a Palazzo Marino fino al 14 gennaio, dalle ore 9.30 alle 20 (giovedì fino alle 22.30). L’ingresso è gratuito a piccoli gruppi con guida.

https://www.comune.milano.it/wps/portal/ist/it/news/primopiano/Tutte_notizie/cultura/tiziano_sacra_conversazione_1520

A presto…

Epifania, la dodicesima notte

Eccoci arrivati alla festa della Befana con tutti gli eventi e le tradizioni che Milano propone in questa ricorrenza.

Cosa fare a Milano per l’Epifania: tutti gli eventi del weekend

L’Epifania, però, è anche una notte magica, ricca di antichi saperi che vivono ancora oggi.


I Magi, dottissimi saggi dell’Oriente, studiando le stelle, giunsero a Betlemme all’Epifania per adorare il Bambinello, Luce appena venuta tra gli uomini.

Se Natale rappresenta la vittoria della luce, dopo l’allungarsi del buio culminato nel Solstizio d’Inverno, l’Epifania, la dodicesima notte, è quella in cui la Luce si rivela, viene riconosciuta e onorata.

Sono passate dodici notti dal Natale, come dodici sono i mesi dell’anno e i segni dello zodiaco. In questo periodo si tenta di scrutare il futuro, l’anno nuovo; gli astrologi cercano di prevedere per il nuovo anno, segno per segno, salute, amore, fortuna. Per ciascuno di noi è tempo di bilanci e di proponimenti.

Infine, arriva la Dodicesima Notte, quella in cui la Luce si rivela. Come accade nell’omonima commedia di Shakespeare, rappresentata per la prima volta il 6 gennaio 1601, i “personaggi” (cioè tutti noi?), dopo tanti travestimenti e inganni, rivelano il proprio essere e i propri sentimenti per iniziare un progetto di vita più autentico.

A tutti una Buona

Twelfth Night, or What You Will! 

A presto…

Buon 2018, Milano

Buon Anno, Milano, con la tua lunga storia…

Buon Anno, Milano, città di lavoro e di aiuto…

Buon Anno, Milano, che fai rivivere il tuo passato in un nuovo presente…

Buon Anno, Milano, che trasformi i muri in tele da dipingere…

Buon Anno, Milano, che fai della cultura e della bellezza un’occasione di lavoro e di crescita…

Buon Anno, Milano, a chi cammina con te e si sente a casa sotto il tuo cielo…

Buon Anno!

A presto…

Pattinando a Milano durante le Feste di fine 2017 / inizio 2018

Sarà il freddo di questi giorni, le belle giornate serene, ma quest’anno Milano sembra essere fatta per pattinare.

Le piste di ghiaccio aperte in questo periodo di Feste nella nostra città sono più numerose di quelle degli anni scorsi, anche se manca quella fiabesca della Darsena. Si può pattinare sotto i grattacieli di Porta Nuova, vicino alle casette di legno del Mercatino di Natale.

A Palazzo Lombardia c’è la più grande pista coperta di Milano, dove si può pattinare anche quando le giornate sono piovose o passeggiare nel piccolo mercatino sotto la volta.

I bambini, ma anche i grandi, troveranno una bella pista in parte coperta nel cuore verde dei Giardini Pubblici, al Villaggio delle Meraviglie.

Ricca di magia è la pista in piazza Beccaria, accanto a corso Vittorio Emanuele, con una deliziosa giostrina d’altri tempi e luci natalizie.

La Torre del Filarete fa da sfondo alla pista di via Luca Beltrami, tra il Castello e via Dante.

Infine ci si può incantare ai Bagni Misteriosi di via Pier Lombardo, con una doppia pista e un ambiente che riporta al Grande Nord.

Per giorni ed orari di apertura (e per i prezzi) delle piste ecco l’elenco:

http://www.ilgiorno.it/milano/cronaca/piste-pattinaggio-ghiaccio-1.3576316

Ultimissima! Avvistato anche Babbo Natale sui pattini!

A presto…

Le luci natalizie colorano Milano 2017

Come è bella Milano quando le luci di Natale colorano le sue strade!

Milano è città che si svela a chi la cerca e le luci natalizie rendono ancora più suggestiva la scoperta di luoghi pieni di fascino.

La città illumina le sue diversità: ecco il Quadrilatero della Moda dove eleganti lampadari ci accolgono come in un palazzo a festa.

Qualche edificio è impacchettato come un prezioso dono, un altro sembra una mini Las Vegas.

Altre vie delle shopping invitano a creare un’atmosfera di Feste e… di acquisti.

Molto belli secondo noi sono i “soffitti” illuminati da mille luci, quasi cieli a portata di mano.

Irrinunciabile, in questi quattro passi natalizi, è il Duomo che accende le sue vetrate e le guglie sembrano candele rivolte verso la Madonnina.

Molte strade quest’anno sono rimaste buie rispetto ai Natali precedenti, come il chiaroscuro del nostro presente.
Vie senza luminarie, pochi negozi illuminati a festa… poi improvvisamente, una luce sul balcone, un albero di Natale dietro una finestra ci riscaldano e ci invitano a non aver timore del buio fuori e dentro di noi.

A presto…