A due passi da piazza Cinque Giornate: il mercato del Suffragio

Siamo a due passi da piazza Cinque Giornate, in corso Ventidue Marzo, davanti alla chiesa di Santa Maria del Suffragio e ad un piccolo giardino pubblico alberato e fiorito. Di fronte a noi c’è il Mercato del Suffragio, il primo mercato rionale con cucina.

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La struttura del vecchio mercato coperto è stata rinnovata e riqualificata, resa vivace da colori sgargianti e da vetrate decorate.

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Su un lato, un dehor con tavolini offre lo spazio per una sosta in questo dinamico quartiere di Milano fra negozi, bancarelle, traffico e un po’ di verde.

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La zona è così milanese che persino una pala del Battistero di Santa Maria del Suffragio pare riprodurre l’ambiente circostante con un tram che sembra sferragliare tra le case.

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In questo mercato si  possono acquistare  prodotti di buona qualità; meglio ancora, è possibile farseli cucinare e gustarli direttamente al bancone o ai tavolini.

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L’interno è molto accogliente e curato in ogni particolare.

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L’offerta per una pausa pranzo, un aperitivo o una cena spazia dal pane alla pizza, dai piatti di pesce crudo o cotto ai piatti vegani, dai centrifugati e frullati ai taglieri di formaggio e salumi, dal gelato al vino di origine biologica; tutto è di qualità e sotto i nostri occhi.

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Quattro sono infatti gli angoli dove soffermarsi: “Fresco e Buono”, dedicato all’ortogastronomia, la pescheria”Schooner”, la “Latteria” con il bancone dei formaggi e dei salumi e la gelateria. Infine la panetteria di D. Longoni, il più noto panificatore artigianale di Milano, che ha coinvolto produttori e aziende per creare questa nuova realtà.

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Il Mercato del Suffragio continua e amplia l’esperienza del Mercato di Porta Ticinese e dei vari locali di street food.

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Macelleria Popolare del Mercato di porta Ticinese

Questo spazio ha iniziato a ospitare  anche un ciclo di eventi culturali per  renderlo, ancora di più, punto di aggregazione e  convivialità, rivitalizzando l’antica vocazione del quartiere di Porta Vittoria.

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Il Mercato è aperto tutti i giorni dalle 7.30 alle 23  escluso il lunedì.

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Passipermilano nel FuoriSalone

È stata una settimana eccezionale per questa nostra città, vitalissima ed eclettica, bella e misteriosa.

Milano vista da Samantha Cristoforetti dalla ISS

Le giornate del Salone del Mobile e del FuoriSalone hanno richiamato migliaia di persone, cittadini del Mondo, pronte a seguire, in una sorta di fil rouge tra le diverse zone, il meglio dell’abitare, i frutti del migliore design, già di punta o emergente, internazionale o made in Italy.

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Torre Velasca

Milano si sta muovendo come motore di Cultura e di Business: il Salone del Mobile alla Fiera di Rho e le esposizioni nei vari quartieri sono un unicum nel panorama dell’arredamento e del design a livello mondiale.

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La Triennale, inoltre, continuerà a presentare, ancora per qualche mese, in una serie di mostre diffuse, tematiche e tendenze delle nostre future “Stanze”.

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Non solo: Milano ha offerto i suoi luoghi d’arte (e quanti sono!!!) come “vetrine” per gli espositori del FuoriSalone, regalando ai visitatori tantissimi eventi e visite gratuite.

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Palazzo Reale

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Diurno Venezia

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Piazza Affari

Quasi impossibile in “soli” sei giorni vedere tutto. Abbiamo scelto alcuni luoghi significativi della nostra città, che si offrono in una veste insolita e molto cool. La Torre Velasca, amata o vituperata icona degli edifici alti di Milano, affronta la sua prima volta al FuoriSalone con uno sgargiante abito rosso.

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Accanto ad essa le belle installazioni dell’Università Statale, con le opere di grandi architetti nei cortili e nelle logge del Quattrocento.

La Statale

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Restando all'”aperto”, facciamo un salto al Giardino “segreto” di via Terraggio, accanto alla dimora che gli Sforza donarono a Lorenzo il Magnifico.

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Per riposare o fare palestra d'”autore” spostiamoci all’Orto Botanico di Brera, appena sotto l’Osservatorio Astronomico, dove G. Schiaparelli vide per la prima volta i canali di Marte.

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Proseguiamo queste nostre visite all’aperto nel chiostro di San Simpliciano, una delle basiliche fondate da Sant’Ambrogio, dove sono esposte sedie un po’ manga.

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Rendiamo omaggio al nostro patrono ammirando il Fiore “Fotovoltaico” e il mercato di fiori “naturali” nel chiostro della basilica di Sant’Ambrogio.

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Fiori veri sono anche quelli del cortile di Palazzo Turati, di via Meravigli, uno degli edifici aperti al pubblico in occasione del FuoriSalone.

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Anche qui lo scalone principale lascia senza fiato i visitatori, che salgono per vedere gli ambienti e gli oggetti esposti. Cosa è più bello e ruba la scena?

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Altri due luoghi aperti al pubblico per il FuoriSalone lasciano stupiti per la loro sconosciuta bellezza: Palazzo Litta, di corso Magenta, e la chiesa sconsacrata di San Paolo Converso, in corso Italia, ai quali dedicheremo il prossimo report. A presto

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Un soffio di Primavera: il Tredesin de Marz

“C’è qualcosa di nuovo oggi nel sole, anzi di antico: io vivo altrove e sento che sono intorno nate le viole” (G. Pascoli).

Manca ancora qualche giorno al suo arrivo ufficiale, ma a Porta Romana si sente già un soffio di Primavera.

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Anche quest’anno, infatti, el Tredesin de Marz farà spuntare, domenica 13, tanti fiori sulle bancarelle intorno a via Crema, facendoci pregustare l’inizio della bella stagione e donandoci quel certo nonsochè legato alla rinascita della Natura.

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ieri

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oggi

El Tredesin è una festa antica, un po’ pagana e un po’ cristiana, un po’ storia e un po’ leggenda, che forse lascia trasparire arcaiche memorie. Al centro di questa festa c’è il ritrovamento, a Milano, da parte di San Barnaba, di una pietra rotonda venerata dai Celti.

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Le pietre hanno sempre accompagnato il cammino dell’Uomo, dalla Preistoria alla… Silicon Valley, testimoni della nostra evoluzione.

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la valle del silicio!!!

Iniziamo la nostra passeggiata visitando la chiesa di Santa Maria al Paradiso, in corso di Porta Vigentina (M3 Crocetta).

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Qui è custodita, incastonata nel pavimento, una misteriosa pietra rotonda; è sempre esposta, tanto da passare a volte inosservata a chi percorre l’interno della chiesa. Perciò, anche se non possiamo recarci a guardarla il 13 marzo, fa lo stesso: la pietra è sempre lì, antica di millenni, con la “memoria” delle origini del Mondo.

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È una pietra tonda, con tredici raggi diseguali incisi.

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Secondo la leggenda, San Barnaba, arrivato a Milano il 13 marzo del 51 d.C., la vide al centro di un gruppo di pagani che la veneravano. Vi incise col dito tredici solchi per rendere indelebile la data dell’avvenimento e conficcò, al centro di essa, una croce di legno, iniziando così l’evangelizzazione della nostra città.

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Non sappiamo con certezza cosa rappresentasse questa pietra, ma molte pietre rotonde, forate al centro, sono presenti e venerate, fin da tempi antichissimi, in culture diverse e geograficamente molto lontane tra loro.

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Italia

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Cina

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Asia

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fodero di spada – Celti

Alcune di queste pietre hanno inciso una croce, forse per indicare i quattro punti cardinali e tutte le direzioni possibili.

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Nativi americani

Così anche San Barnaba, conficcando la croce al centro della pietra, volle significare come il messaggio cristiano dovesse arrivare ovunque ed essere universale.

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Non solo: al passaggio del Santo, le statue pagane crollavano, la neve si scioglieva e spuntavano i fiori.

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Ed è forse per questo che, ancora oggi, si onora il 13 marzo a Porta Romana, poco lontano dalla chiesa, con un bel mercato di fiori, come se i raggi scolpiti nella pietra fossero quelli del sole che ritorna e fa rinascere.

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 Arrivederci al Tredesin de marz!

Epifania 2016, tradizione e novità

La nostra città ha un forte legame con i Magi, questi misteriosi sapienti partiti da lontano alla ricerca della loro “Particella di Dio”.

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Non sono stati i primi a giungere alla Grotta.

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Ghirlandaio

Nel Presepio abbiamo già messo le statuine della Sacra Famiglia, degli angeli, dei pastori, della gente comune; poi il bue, l’asinello, le pecorelle, gli animali da cortile…

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Giotto

Infine, domani, metteremo i Magi con gli esotici cammelli o i nobili cavalli.

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Ecco alcune Adorazioni dei Magi che possiamo vedere in questa nostra città, ricca di opere d’arte, a volte poco note.

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Stefano da Verona – Pinacoteca di Brera

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Schiavone – Pinacoteca Ambrosiana

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Correggio – Pinacoteca di Brera

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Museo del Duomo

Il Solstizio d’Inverno è avvenuto e la luce del giorno dura, a poco a poco, sempre di più. “San Bassiano [19 gennaio] ha un’ ora in mano” dice un vecchio proverbio; la rinascita della Natura si sta preparando: sotto la neve, pane.

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Intorno alla Natività, alla nuova Luce, in questa misteriosa Adorazione dei Magi di Leonardo c’è una umanità dolente, i Magi non hanno abiti sfarzosi, sullo sfondo scene di battaglia e città in rovina.

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Gli uomini sono riusciti persino a contendersi le spoglie dei Magi: secondo la tradizione esse furono dapprima traslate a Milano nella tomba sotto la Stella-Guida del campanile di Sant’Eustorgio.

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Poi il Barbarossa le volle per sè e le fece portare a Colonia; solo qualche reliquia fu restituita alla nostra città grazie al Cardinal Ferrari, all’inizio del Novecento.

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Duomo di Colonia

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Reliquiario in Sant’Eustorgio

Ogni anno Milano rinnova il suo legame con i Magi con un corteo in costume il giorno dell’Epifania.

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Come sempre parte dal Duomo per raggiungere il presepio vivente di Sant’Eustorgio, attraversando alcune vie dello shopping e della movida, come via Torino, il Carrobbio, le Colonne di San Lorenzo e corso di Porta Ticinese.

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MILANO 06 Gen 2012 - I RE MAGI PORTANO I DONI A GESU', IN PIAZZA SANT'EUSTORGIO savoia cattaneo faravelli p.s. la foto e' utilizzabile nel rispetto del contesto in cui e' stata scattata, e senza intento diffamatorio del decoro delle persone rappresentate - MILANO 2012-01-06 I RE MAGI PORTANO I DONI A GESU', IN PIAZZA SANT'EUSTORGIO I RE MAGI PORTANO I DONI A GESU' EPIFANIA - fotografo: Enrico Brandi / Fotogramma / Fotogramma presepio vivente

L’appuntamento è alle 11.30/11.45 in piazza Duomo.

http://www.santeustorgio.it/corteo_dei_magi.html

E la Befana?

Questa sorta di stranonna buona e dolce come i suoi doni, nonostante il freddo-Freezer in arrivo, anche quest’anno prenderà la moto (ore 8.30 in corso Sempione) e, con un corteo motorizzato, raggiungerà alcuni Istituti per distribuire sorprese ai meno fortunati.

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Anche la Befana non riuscirà a sfuggire al fascino della Darsena; il 6 gennaio pattinerà sul ghiaccio in un grande spettacolo gratuito alle ore 18.30,  e saluterà i bambini a bordo dei battelli che navigano sul Naviglio.

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Si chiuderà così il primo Darsena Christmas Village.

http://milano.mentelocale.it/68084-milano-befana-ghiaccio-show-chiusura-darsena-christmas-village/

Una piccola dritta: oltre allo street food della Darsena, si può fare un salto al Mercato Metropolitano di Porta Genova, aperto fino a mezzanotte, dove, tra i vari stand, ci sarà atmosfera di festa con giochi e spettacoli.

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Buona Epifania, che tutte le Feste (ahimè) si porta via!

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Felice Anno Nuovo!

Le luci e i colori della Nuova Darsena, luogo ritrovato per incontrarsi e passeggiare, ci accompagnano in questi giorni di Fine Anno.

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Ci auguriamo di cuore che ciascuno di noi riesca a superare i problemi che, come polveri sottili, a volte tolgono il respiro.

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E se non sempre è possibile intravvedere la Rinascita, essa è lì pronta ad affiorare.

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Presepe subacqueo in Darsena

Vi proponiamo queste parole senza tempo di Max Ehrmann ritrovate nella St. Paul’s Church di Baltimora in un libro di letture per fedeli.

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Felice Anno Nuovo a Milano e a tutti!

 

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Avvistato di nuovo Babbo Natale!

Vi raccontiamo una piccola storia stellare.

“Tanto tempo fa, in una Galassia lontana, lontana… c’era un Babbo Natale che era diventato molto, molto vecchio e si era ritirato su un pianeta sperduto.

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Il Male stava dilagando e i Natali erano tristi; un giorno, finalmente, nacque nei cuori  una Nuova Speranza.

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Sono passati molti anni e il piccolo Babbo Natale ora ha la barba bianca.

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Ogni anno, però, torna con le sue renne per chi crede in lui e lo aspetta”.

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Anche quest’anno è stato avvistato Babbo Natale!

“Che la Forza sia con Te!”

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Seguiamo, come ogni anno, il suo viaggio per il Mondo grazie alle tecnologie del NORAD… e possiamo anche giocare!

Natale 2015:

http://www.noradsanta.org/

Natale 2014:

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Buon Natale a tutti!!

Tutti a tavola: il pranzo di Natale

Ed eccoci quasi arrivati all’amato/temuto pranzo di Natale, atteso tutto l’anno come momento di Festa, di incontri e di assenze, di gioia e di nostalgia, di allegria ostentata e di tristezza ricacciata giù.

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Le famiglie e, speriamo, i cuori si sono allargati e le usanze gastronomiche si sono arricchite di piatti diversi e persino di altre culture.

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Commensali tradizionalisti e “innovativisti” si contendono la scelta dei menù per la Vigilia e il Pranzo di Natale.

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Poi, per la Festa più tradizionale dell’anno, probabilmente vinceranno i piatti di una volta e di sempre, quelli che “vuoi mettere gli spaghetti alle vongole della mamma”, “i ravioli fatti in casa della zia”, “il cappone con la mostarda che si mangiava a Natale, quando non c’era niente, ma c’era tutto” e così via.

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Abbiamo preso spunto da una bella mostra sui piatti di Natale che ha avuto luogo alla Biblioteca Sormani di Milano.

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C’erano libri, testi, stampe e manifesti del passato che riguardavano il momento simbolico del Pranzo natalizio.

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Il piatto forte, però, era la carrellata di menù tradizionali italiani e del Mondo.

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Ve ne proponiamo alcuni: forse qualcuno ritroverà i sapori e i profumi di tante feste.

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Chissà se da questo melting pot di piatti tradizionali, possa nascere qualche idea per il Pranzo di Natale 2015 e seguenti!!!

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Qual è il “Piatto” di Natale che accontenta tutti? Dopo tutti questi piatti tradizionali così diversi, di uno solo siamo assolutamente certi: a fine pranzo non può mancare il Re panettone!

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Gli animali nel Presepio

Facendo quattro passi in corso di Porta Romana ci siamo imbattuti in diverse “similpecore”, alcune anche vestite a festa e altre a forma di panchina, davanti a belle vetrine natalizie.

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Ci siamo chiesti se fossero dirette verso qualche presepio o se ne fossero uscite, per venire tra noi, portandoci qualche messaggio speciale.

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Già un gregge era stato collocato. a settembre, in occasione di Expo, in piazza San Nazaro, opera dell’artista Luciana Gallo.

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Questa insolita presenza delle pecore tra noi e i nostri caotici impegni prenatalizi, ci ha fatto pensare agli animali nel presepio.

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A noi sembra normale vedere il bue e l’asinello, le pecore e gli animali da cortile, gli esotici cammelli, di fianco alle statuine del presepio.

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I Vangeli, però, non ne fanno cenno e si limitano a parlare di mangiatoia.

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“Laudato sie, mi’ Signore, cum tucte le tue creature…”. Ci voleva la grande visione del Creato da parte di San Francesco d’Assisi per “sdoganare” anche gli animali.

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Insolito e grandioso è stato recentemente lo spettacolo in San Pietro, illuminata da immagini molto suggestive del Creato; tra queste anche bellissime rappresentazioni di animali.

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Ecco come alcuni grandi artisti hanno interpretato l’Adorazione e la Natività. dipingendo anche animali, che partecipano all’Evento, portatori di grandi significati simbolici.

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G. da Fabriano

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Caravaggio

Molto vicini a noi, in Sant’Ambrogio, ci sono due opere diversissime, ma imperdibili, a questo proposito. Una è l’incredibile Natività scolpita sul cosiddetto Sarcofago di Stilicone, dove il Bambino ha accanto solo animali e nessun’altra figura umana o angelica.

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L’altra è lo struggente presepio realizzato da soldati italiani, prigionieri in un campo di concentramento tedesco durante la seconda guerra mondiale, e costruito con brandelli di ciò che era loro concesso.

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Milano è molto ricca di presepi, alcuni veri e propri capolavori. Ne abbiamo già parlato lo scorso anno nell’articolo “Presepi a Milano”. Non perdiamoceli, magari dando anche uno sguardo curioso agli animali presenti.

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Questo argomento sul significato degli animali nel presepio, ci sembra molto stimolante; cercheremo di approfondirlo presto insieme. Per ora tanti cari auguri a Voi e ai vostri amici pelosi, squamosi e piumosi, anche da parte di Luna e Coniglio, i nostri familiari non umani.

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Buon Natale a tutti!

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Street food davanti al Castello Sforzesco

L’archistar che ha progettato la scenografia è del Quattrocento: siamo davanti al Castello Sforzesco, non lontano dall’ Expo Gate, e le “paninerie” di cui parliamo sono due chioschi con panini eccezionali.

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Il chiosco sulla sinistra, guardando la Torre del Filarete, è nato quindici anni fa e prepara panini “politici”; infatti ogni specialità è dedicata a uomini politici attuali o del passato.

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Non sembra vero di poter mordere panini con nomi di personaggi della politica molto conosciuti!

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L’altro chiosco, sulla destra sempre guardando la Torre, è invece ispirato al gioco del calcio; è considerato uno dei migliori street food di Milano, tanto che è addirittura ai primi posti della classifica dei ristoranti milanesi recensiti su TripAdvisor.

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I panini prendono il nome di squadre di calcio e di giocatori.

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Gli ingredienti sono semplici e di qualità, lontano dagli esperimenti gastronomici di tanti locali alla moda. I panini sono veramente grandi e possono fare da pranzo o da cena, anche perché entrambi questi chioschi sono aperti fino a tardi per i nottambuli.

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Vino, birra, bevande varie e gelati accompagnano gli enormi panini, che si possono gustare anche seduti ai tavolini all’aperto guardando la partita sull’ampio schermo o discutendo di politica, all’ombra di piante secolari.

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Fate un pieno di energie in queste paninerie on the road: nel prossimo itinerario dedicato al Castello i passipermilano saranno veramente tanti…

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“…come sono pieno! Dovrei fare quattro passi!…”